Il Giorno (Venerdì
28 Luglio 2000)
La fede
islamica. Pronto il progetto firmato da due architetti che riconvertirà un
capannone industriale
di Rossella Verga
Una moschea in via
Meda 7, dove oggi c'è un capannone industriale. Pochi metri più in là,
un'anonima tettoia costituisce al momento l'unico riparo per i musulmani che si
trovano a pregare. Il progetto preliminare è pronto, firmato dagli architetti
Stefano Guidarini e Pierluigi Salvadeo
ed è già sul tavolo del capo di Gabinetto del sindaco.
E' stato commissionato dalla Comunità religiosa islamica italiana, dopo una
serie di incontri con le istituzioni. Con Gabriele Albertini e con l'assessore all'Urbanistica
Maurizio Lupi per il fronte comunale.
“E' forse una delle prime moschee -
spiega l'architetto Salvadeo - che nasce per volontà
autenticamente religiosa”.
Non sarà una
moschea vera e propria, ma avrà comunque una facciata
ben individuabile e un ingresso che accompagnerà al luogo di culto. A settembre
verrà consegnato il progetto definitivo e inizieranno
le procedure per le autorizzazioni comunali. Entro pochi mesi, insomma,
potrebbe aprire il primo cantiere. “L'intervento prevede
infatti due o tre tranche - precisa l'architetto e per la prima ci sono
già i finanziamenti”. L'ipotesi minima di spesa è di settecento milioni. Ma la Comunità islamica spera di poter fare di più. Le
istituzioni italiane daranno una mano, certamente. I fondi però arriveranno per
la maggior parte dai Paesi arabi. Intanto a Palazzo Marino continua la polemica
sulla commissione speciale per gli stranieri, che dovrà
tra l'altro tenere i rapporti con le diverse comunità presenti a Milano. Il
presidente del Consiglio comunale Giovanni Marra ha scritto a De Carolis una lettera in cui definisce la convocazione
dell'altro ieri - con l'elezione a presidente dello stesso De Carolis - “assolutamente irrituale”.
“Poiché - sottolinea Marra - non solo non è stata
convocata dagli uffici competenti, ma nemmeno da chi, per prassi consolidata e
accettata anche da chi mi ha preceduto, ha tale compito”.
Marra ricorda poi le lamentele di
due capigruppo d'opposizione non consultati e rimasti esclusi
(ieri Alberto Mattioli, del Ppi,
ha protestato anche per iscritto). E così conclude:
“Pertanto mi impegno a convocare formalmente la commissione alla ripresa
autunnale e a sottoporre al Consiglio comunale la proposta di ampliamento del
numero dei componenti”.
Nel frattempo, però, i membri del
neonato organismo consiliare concordano sulla necessità di lavorare da subito e
in fretta. “Ci sono molte questioni da affrontare. Occorre
per esempio trovare spazi per i musulmani”, sostiene Adalberto Gavazzi,
capogruppo del Ccd. E suggerisce, in
attesa della moschea, di riservare un luogo di preghiera nella Fabbrica del
Vapore o nell'area dell'ex Ansaldo. “Sono favorevole a trovare spazi per i
musulmani - replica l'assessore ai Giovani Sergio
Scalpelli - ma non alla Fabbrica del Vapore che è già intasata”.