Corriere della Sera (mercoledi, 01 novembre 2000)

Via Meda avrà la moschea

Palazzo Marino dice sì al progetto, An condanna la fiaccolata di protesta

 

Via Meda avrà la moschea Palazzo Marino dice sì al progetto, An condanna la fiaccolata di protesta In via Meda sorgerà una moschea, con la benedizione del Comune. La commissione speciale sugli stranieri ha dato il via libera al progetto per realizzare il luogo di preghiera per musulmani, dopo un dibattito che non ha risparmiato gli insulti. Il Polo ancora una volta è apparso diviso e la Lega ha denunciato "l' eccessiva fretta nel decidere". Alla fine ha dominato la tesi del presidente Massimo De Carolis e la commissione ha espresso, a maggioranza, "parere positivo" alla trasformazione in moschea del capannone industriale del Ticinese. Nessuno si è espresso contro: An e Lega, infatti, non hanno partecipato al voto. Favorevoli Ccd, Ds, Prc e Forza Italia. Ma proprio all' interno degli azzurri è scoppiata l' ennesima polemica. Livio Caputo non è intervenuto al dibattito, inviando una lettera che ha fatto infuriare il presidente. "Ho deciso di non partecipare alla seduta perché contesto la nostra competenza in materia - si legge -. La comunità religiosa islamica italiana che vuole convertire in una vera moschea un luogo di sua proprietà, già adibito al culto, è costituita da cittadini italiani, i quali intendono esercitare un diritto loro riconosciuto dalla Costituzione". Per Caputo, "sollevare il problema davanti alla commissione stranieri è stato un errore, perché ha creato una velenosa polemica e divisioni nella maggioranza". In altre parole, il senatore azzurro contesta il percorso scelto dal presidente, accusato anche da altri esponenti del centrodestra di aver sollevato un polverone inutile per desiderio di protagonismo. De Carolis però non ci sta. "Le eccezioni procedurali sono inconsistenti - contrattacca - Non apprezzo il fatto di attaccarsi a queste questioni per non prendere una posizione, per non compiere una scelta politica. Molto meglio sarebbe dire "sono contrario". Non c' è niente di male o di vergognoso". De Carolis ricorda che la commissione è nata proprio "per esprimere pareri su progetti riguardanti la presenza di stranieri in città". Quindi passa al referendum leghista: "Guai se si dovessero assoggettare i diritti fondamentali alla considerazione che qualcuno non è d' accordo". Da qui la proposta di dire sì alla moschea di via Meda 9. "La punta di un iceberg, un' occasione per affrontare il tema dell' integrazione". Per il presidente, insomma, il Comune "potrebbe esprimersi negativamente solo se esistesse una difficoltà di inserimento nel contesto sociale: ma non è questo il caso". Pier Gianni Prosperini ribadisce che "in assenza dei dati richiesti sui musulmani, An ha deciso di non partecipare al voto". "Non possiamo dire no a questi signori della Coreis che sono brave persone - precisa -. Ma resto convinto che trattandosi di un cambio di destinazione d' uso la questione fosse competenza degli uffici". Il capogruppo Roberto Predolin, arrabbiato perché non gli è concesso d' intervenire in commissione, se la prende con la diessina Ainom Maricos: "Tu rappresenti molto bene il motivo per cui la gente ha paura di avere i musulmani a Milano", esplode tra le proteste del rifondatore Franco Calamida. Immediata la solidarietà alla consigliera e "l' indignazione per parole che tradiscono la cultura fascista" della segreteria cittadina dei Ds. L' interessata non esclude di presentare una querela. Infine il sì arriva, ma la tensione cresce. Mentre anche dal capogruppo di An Predolin arriva una condanna alla fiaccolata promossa per stasera da Giovanni De Nicola. "Una becerata". L' intera commissione invita il Fronte dei cittadini a ripensarci. Soddisfatta del voto la comunità islamica italiana, che promette: "La costruiremo in fretta". Rossella Verga