LA RIVIERA, 23 ottobre2001

 

Spiritualità più forte dei fondamentalismi

 

La scorsa settimana, nell’Aula Magna dell’univer­sità di Imperia, era previsto il convegno “Conoscenza e Santità”, co-organizzato dal Centro studi metafisici di Milano e dall’Istituto superiore di scienze religiose di Albenga, con i patrocini della Regione Liguria, della Pro­vincia e del Comune di Imperia, nonché con un parti­colare sostegno da parte del vescovo monsignor Mario Oliveri, al quale risale anche l’idea iniziale della manife­stazione.

Purtroppo, però, a pochi giorni dall’apertura dell’incontro, i relatori di parte cristiana, docenti all’università Cattolica del sacro cuore di Milano, si sono ritirati, ad­ducendo a pretesto della propria indisponibilità le gravi contingenze internazionali, e dicendo di voler riman­dare l’incontro a momenti più propizi. Questo ingiusti­ficabile comportamento ha prodotto anche il ritiro del­lo stesso vescovo monsignor Oliveri, che si è sentito co­stretto, malgrado il proprio riconoscimento del valore intrinseco dell’iniziativa, a non potervi presenziare, pur insistendo a propria volta sulla necessità che tale con­vegno venga fatto in un futuro non troppo lontano.

A commento di quanto successo e con l’auspicio che in futuro tutti coloro che hanno l’autorità per condurre iniziative della massima importanza per la salvaguardia dell’ortodossia religiosa non si lascino neutralizzare da pressioni di dubbia natura, non possiamo fare di meglio che ricordare le seguenti parole di René Guénon, pro­nunciate più di cinquant’anni orsono: “Sarebbe piutto­sto paradossale vedere un cattolicesimo integrale rea­lizzarsi senza il concorso della chiesa cattolica, che allo­ra si troverebbe forse nella singolare posizione di dover accettare di essere difesa, contro i più terribili attacchi da essa mai subiti, da persone che i suoi dirigenti, o al­meno coloro che essa lascia parlare in loro nome, in un primo tempo avrebbero cercato di squalificare facen­doli oggetto delle accuse più infondate. Da parte nostra, ci dispiacerebbe se qualcosa di simile dovesse accadere: ma se si vuole che le cose non giungano fino a tale pun­to è tempo che coloro che, per la loro posizione, hanno le maggiori responsabilità, agiscano con piena cono­scenza di causa e non permettano che tentativi, i quali possono avere conseguenze della massima importan­za, rischino di essere frustrati dall’incomprensione o dalla malevolenza di qualche individualità più o meno subalterna, cosa che si è già verificata e che mostra an­cora una volta fino a qual punto oggi il disordine regni dappertutto”. (La Crisi del Mondo Moderno, “Qualche conclusione”).

La sezione ligure del Centro studi metafisici di Mila­no ha tuttavia ritenuto importante mantenere l’impe­gno assunto non solo nei confronti del pubblico locale, ma anche di coloro che, provenendo da diverse città italiane, avevano già aderito con serietà all’iniziativa. L’appuntamento si è quindi trasformato in un vero e proprio seminario, tenuto il pomeriggio di mercoledì 17 e la mattina di giovedì 18 ottobre, il quale, proprio perché ristretto, ha favorito un maggiore scambio tra i partecipanti. I membri liguri del Centro studi metafisi­ci - nelle sue due ali cristiana e islamica - hanno sosti­tuito tutti i relatori previsti da Milano, anche quelli mu­sulmani della Coreis (Comunità religiosa islamica) Ita­liana, i quali, per discrezione nei confronti delle deci­sioni del vescovo, non hanno voluto imporre una pro­pria unilaterale presenza. Ad ogni modo, secondo quanto espresso dallo stesso vice sindaco d’ Imperia, Alessio Saso, che ha aperto e concluso l’incontro, le giornate imperiesi si sono dimostrate di altissimo profilo, e hanno già prodotto i propri frutti. L’assenza delle autorità ufficiali è stata peraltro provvidenzialmente compensata dalla presenza imprevista di monsignor Mario Guglielmi, vicario episcopale della diocesi di Ventimiglia-Sanremo, ospite gradito fra il pubblico, in­sieme allo Shaykh Abd al-Wahid Pallavicini, presidente della Coreis italiana.

L’incontro di questi giorni è avvenuto all’insegna del ricordo del Dio unico del Cristianesimo e dell’Islam, re­so possibile solo da un’autentica concentrazione spirituale che sappia appoggiarsi sulla solida dottrina meta­fisica. Se dall’origine del mondo la spiritualità ha sem­pre dovuto scontrarsi con “la lettera che uccide” dei for­malismi e dei fondamentalismi, oggi più che mai è solo nel riconoscimento dello stesso Spirito cristico, presen­te nelle due ultime Rivelazioni, che risiede l’unica possi­bilità per una vera intesa.

 

Centro studi metafisici di Milano

Sezione liguria