ADNKRONOS INTERNATIONAL, 30 ottobre 2003

 

Crocifisso: sceicco Pallavicini, assurda provocazione

 

Roma, 30 ott. (Adnkronos Internationai) – “Azioni inconsulte che non hanno niente di religioso”, ma anche una “assurda provocazione”: così, con tono pacato e senza mai nominare direttamente Adel Smith, lo sceicco Abd al-Wahid Pallavicini, giudica la vicenda del “crocifisso di Ofena”. Perchè la rappresentazione di Cristo “non può certo disturbare un musulmano, che lo attende come i nostri fratelli cristiani dovrebbero attenderne la seconda venuta”. Il presidente della Comunità religiosa islamica italiana, discendente della nobile famiglia milanese dei Pallavicini, uno dei primi musulmani italiani (la sua conversione risale al lontano 1951), accetta come “un dovere” la richiesta di commentare all’ADNKRONOS INTERNATIONAL la polemica del momento. È evidente, però, che preferirebbe discutere di altro. Soprattutto in questi primi giorni di Ramadan, l’ennesimo influenzato “dalle vicende internazionali”, in cui invece bisognerebbe intraprendere senza esitazioni la via del dialogo interreligioso, riconoscere “la validità salvifica anche delle altre religioni”. Così come riflettere sugli atteggiamenti “troppo secolarizzati” che viviamo in Europa. (segue)(Adnkronos International) - Ma il discorso ricade inevitabilmente sulla polemica del momento e sulle reazioni suscitate, viste da alcuni come una “riscoperta di identità” da parte degli italiani. “Non è quella identità che il Santo Padre ci raccomanda, che deve essere mantenuta ciascuno nella propria religione, perchè solo così può portare alla salvezza”, chiarisce Pallavicini. Si tratta piuttosto “della riscoperta di un esclusivismo confessionale, che assolutamente non può rifarsi alla figura cristica, la quale è presente seppure in varia forma, nelle due ultime rivelazioni del monoteismo abramico”. Una vicenda, quella della rimozione del crocifisso dalla scuola elementare di Ofena, che però rischia di compromettere il dibattito avviato sulla questione del voto agli immigrati, che per Pallavicini potrebbe favorire anche il raggiungimento dell’Intesa tra Islam e Stato italiano. “Solo se la si prende sul serio - spiega Pallavicini - se non ci si rende conto che non tutti i musulmani possono riportare quelli che sono i fondamenti della dottrina”. Ecco allora che per Pallavicini la questione della rappresentatività delle varie anime dell’Islam italiano diviene fondamentale. La Consulta proposta dal ministro dell’Interno Pisanu “è uno sforzo encomiabile” e potrebbe essere “il primo passo per l’Intesa, nella quale, visti i tempi, si dovrà tenere conto della affidabilità non soltanto teologica, spirituale e religiosa, ma anche sociale, civile e nazionale del presunto interlocutore”. “Soprattutto - conclude Pallavicini – l’intesa deve essere fatta con una religione e non con una ideologia”.