ADN KRONOS INTERNATIONAL, 8 marzo 2004

 

8 marzo: Ferrero, roscoprire il ruolo della donna nell’Islam

 

Roma, 8 marzo. “Dall’origine dell’Islam il profeta Maometto favorì istruzione obbligatoria per le donne”, un approccio che nel tempo ha avuto forti ripercussioni all’interno della società musulmana e “portato le donne nei vari paesi islamici a ricoprire ruoli importanti in diversi ambiti, dall’istruzione alla politica, alle istituzioni in genere”.

È questa, secondo IlhamAllah Ferrero, segretario generale della Co.Re.Is (Comunità Religiosa Islamica) Italiana, l’immagine della donna musulmana che la società moderna dovrebbe riscoprire. Un’immagine che lei stessa illustrerà oggi, proprio nella giornata dedicata alle donne, in occasione del seminario intitolato “Donna e Potere”, organizzato nell’ambito dell’Osservatorio sulle Donne, iniziativa voluta dal sindacato UIL in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri. Secondo la Ferrero, infatti, allo scopo di eliminare quelli che considera pregiudizi contro le donne musulmane, è necessario piuttosto “riscoprire ciò che all’origine è già stato dichiarato e sistematizzato dal punto di vista dottrinale”. È indispensabile, quindi, cominciare a guardare all’Islam con la  “stessa dignità con la quale ci si rivolge alle altre religioni”, perché se ne possano “approfondire”, fra gli altri, “anche i contenuti legati alle donne”. Solo in questo modo si può comprendere, per esempio, l’importanza che per i musulmani ha il concetto di “unità fra uomo e donna”: una prospettiva, questa, riconducibile al ruolo di primo piano ricoperto dalle first lady di molti dei leader mediorientali come Susan Mubarak e la regina di Giordania Rania Abdallah. Una rivalutazione dell’immagine della donna nell’Islam, insomma, importante, continua Ferrero, proprio perché queste donne “potrebbero fare molto per la pace in Medio Oriente”, anche in veste “del loro ruolo privilegiato nella famiglia come educatrici dei propri figli” e di centro di aggregazione comunitaria. La donna di cui parla la Ferrero è, infatti, piuttosto, attiva e pronta a denunciare un approccio come quello del “fondamentalismo che utilizza il simbolo religioso del velo per ostentarlo, allo stesso tempo la soluzione all’estremismo non va cercata nel laicismo che discrimina le forme religiose”. Le rivendicazioni ideologiche del fondamentalismo vanno, secondo la Ferrero, conbattute con un “approccio intellettuale piuttosto che con la discriminazione laicista” come quella proposta dal presidente francese Chirac.

In Italia si sta lavorando in questo senso, soprattutto con interventi nell’ambito dell’istruzione elementare, ma anche superiore e universitaria con la stessa Co.Re.Is. in primo piano nell’organizzazione di diversi eventi per quella che è una comunità sicuramente in crescita. Un’attività, questa, quotidiana, che fa parte di un percorso importante in questo momento storico e non solo per affrontare problematiche relative al fenomeno dell’immigrazione dai paesi arabi. La Ferrero ricorda infatti che l’Islam non è più solamente una connotazione storico geografica, e sottolineare come “in Italia assimilare l’immagine dell’uomo o della donna musulmana a quella di uno straniero, ormai, non è più corretto”.