IL MATTINO, 27 maggio 2004
“In nome di Dio non si giustifica nessun conflitto”
Casini e Buttiglione
presentano a Napoli il libro dell’imam Yahya Sergio Pallavicini
“Nessuna guerra si può fare in
nome di Dio. Occorre dialogo e cultura come premesse indispensabili per trovare
soluzioni politiche. Il contesto lacerato dell’Iraq di oggi
impone ai costruttori di pace di sostenere con nuovi e più avanzati argomenti
il rapporto tra l’Europa e il mondo islamico”, non usa mezzi termini il
Presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, per
dire ciò che pensa a proposito dei rapporti tra l’Europa, da sempre arroccata
su posizioni di pigra diffidenza, e l’Islam. L’occasione è data dalla presentazione del libro “L’Islam in Europa” (edito da Il
Saggiatore) dell’imam Yahya
Sergio Yahe Pallavicini,
vicepresidente della Comunità religiosa islamica italiana (Coreis)
avvenuto a Villa Doria D’Angri,
sede dell’Università Parthenope, alla presenza di un
prestigioso gruppo di relatori, moderati dal direttore de “Il Mattino”, Mario
Orfeo.
“Con
questo libro abbiamo l’occasione di vedere attraverso gli occhi di un
musulmano europeo il rapporto tra Europa e Islam, da un punto di vista
privilegiato. - continua Casini - Ma affinché questo
rapporto sia costruito all’insegna della pace, in futuro, occorre tener
presente alcuni punti fermi. Innanzitutto, c’è la necessità di riconoscere
senza condizioni gli errori commessi, per cui chi è
responsabile degli orrori delle torture deve pagare per ciò che ha fatto”.
“Poi
occorre evitare di interpretare gli avvenimenti come
uno scontro di culture. Lo scontro non è con la religione e la cultura islamica
ma con i terroristi. E ricordare, inoltre, la
necessità di un cammino rischiarato dal dialogo. La Dichiarazione Universale
dei diritti dell’uomo ci ricorda che questi temi non sono un monopolio
dell’Europa, la cui sfida oggi sta nel promuovere il processo di integrazione, che significa conoscenza. Il cammino che
tutti dobbiamo intraprendere per la giustizia, la libertà
e la pace”, precisa ancora Casini.
E conclude: “Il dialogo oggi è indispensabile non solo tra
religioni diverse ma anche all’interno di una stessa religione. Oggi temo che
stiamo vivendo un processo di secolarizzazione che le travolge e annienta
tutte”.
“La storia dell’uomo non è fatta solo di scambi
economici ma anche di scambi di civiltà. - afferma il ministro per le politiche
comunitarie Rocco Buttiglione, autore della
prefazione de “L’Islam in Europa” - C’è un altro Islam che non è fatto di
violenze ma di grandi tradizioni culturali e religiose ed è con questo che
dobbiamo dialogare”.
“Ma il dialogo presuppone la conoscenza-continua Buttiglione.
L’unica alternativa allo scontro tra civiltà. E non dimentichiamo
che Mussolini e Hitler sono
sempre popolari dove c’è l’integralismo”.
La
presentazione del saggio di Yahya Pallavicini,
figlio dello sceicco Abd al-Wahid
Pallavicini, presidente della Coreis,
ha segnato la prima occasione d’incontro tra il giovane imam
e il presidente della Camera che appena due giorni fa ha incontrato a Mosca il
patriarca Alessio II.
Un incontro che contribuirà certamente ad accellerare
il processo di riconoscimento giuridico della Coreis,
come auspica yahya Pallavicini. Un
riconoscimento che ha percorso un lungo iter burocratico prima di arrivare alla
firma del Capo dello Stato.