IL GIORNO, 2 Settembre 2004-10-08

 

Spazio alla conoscenza non ai bigotti integralismi

 

di Yahya Sergio Yahe Pallavicini*

 

Islamizzazione della conoscenza o conoscenza dell'Islam? Le scuole islamiche non rappresentano una prioritą per i musulmani in Italia e tanto meno possono essere la soluzione ai problemi di integrazione delle nuove generazioni di studenti musulmani nelle scuole pubbliche italiane. La prospettiva di islamizzare le scuole, i ristoranti, le banche, le macellerie e i volti delle donne sembra essere il nuovo programma di chi vorrebbe faziosamente rivendicare il proprio diritto alla sua islamicitą concepita soltanto da un punto di vista formale o peggio ancora formalista e mai da un punto di vista simbolico, sapienziale e religioso. Un tale comportamento mostra quanto stia dilagando la spinta emotiva e passionale dell'Islam politicizzato e ideologizzato a discapito di tutti gli altri musulmani in Europa e nel resto del mondo che non si sono ancora lasciati influenzare dal bigottismo di certe correnti integraliste e hanno saputo mantenersi integri nei confronti dei valori universali della fede islamica vivendo accanto al prossimo con spirito aperto e collaborativo.

Il prevalere di un'ideologia politica, sia questa islamista o riformista-modernista, sul carattere dottrinale e spirituale di una religione come quella islamica rischia di provocare ghetti o emancipazioni artificiosi che non possono che produrre squilibri e disagi sociali. La scuola, anche secondo il carattere tradizionale dell'Islam, deve continuare a essere lo spazio aperto alla conoscenza di se stessi e dell'altro con il quale dobbiamo imparare a relazionarci e dialogare nel rispetto e nell'apprezzamento delle provvidenziali differenze di fede, storia, cultura, etnia, sesso che ognuno eredita e sviluppa dentro di sč. Piuttosto che islamizzare le scuole pubbliche italiane o creare delle classi discriminate su basi confessionali o lasciare i genitori nell'imbarazzo di scegliere tra istruzione religiosa o alternativa, bisognerebbe favorire la costituzione di un istituto di formazione per la conoscenza dell'Islam che possa essere gestita da cittadini musulmani italiani competenti in scienze pedagogiche e didattiche e allo stesso tempo esperti di dottrina e civiltą islamica. Un tale istituto, che potrebbe sorgere nel prossimo futuro non distante dal discusso liceo Gaetano Agnesi di Milano, nella sede della CO.RE.IS. (Comunitą Religiosa Islamica) Italiana in via Giuseppe Meda, favorirebbe non solo la legittima richiesta di formazione professionale degli insegnanti di ogni ordine e grado ma permetterebbe anche ai musulmani in Italia di avere finalmente un prezioso punto di riferimento teologico e sapienziale per la formazione dei futuri intellettuali musulmani europei, delle future guide religiose, che sappiano esprimere la vera religiositą islamica, scevra da qualsiasi contaminazione estranea al sacro, nel pieno rispetto dell'ordinaniento giuridico dello Stato.

 

*Imam, autore del libro: «L'Islam in Europa. Riflessioni di un imam italiano»