CORRIERE DELLA SERA, 25 settembre 2004

 

Pera incoraggia gli islamici moderati

“Diffondete valori”

 

Roma - Se sul velo islamico nelle scuole pubbliche Italiane, percepi­to come simbolo identitario, il presidente del Senato Marcello Pera si è detto favorevole, sul velo che a suo avviso acceca e paralizza l’Europa è decisamente contrario: “L’Europa indossa il velo dell’ignoranza, non vuo­le capire, non vuole dire, non vuole sentire, non vuole, fare”. Il riferimen­to è alla guerra del terrorismo islami­co che ha già violato la fortezza euro­pea: “lo scontro di civiltà c’é - so­stiene -. Non perché lo vogliamo noi, ma perché è stato voluto dal to­talitarismo islamico”.

L’occasione del severo monito è giunta dall’incontro, ieri mattina in Senato, con una delegazione di mu­sulmani moderati firmatari del “Ma­nifesto contro il terrorismo e per la vi­ta”, pubblicato sul Corriere lo scorso 2 settembre. Dopo lo storico incon­tro svoltosi lo scorso 10 settembre al Quirinale con il presidente Ciampi, si tratta di un’iniziativa inedita anche per la seconda carica dello Stato. Lo attesta il fatto che l’incontro, protrat­tosi per oltre un’ora è stato tutt’altro che formale. Pera ha parlato a lungo con intensa partecipazione: “Per me la situazione è già drammatica e tra­gica. Ho parlato di un nuovo spirito di Monaco in Europa sin dal primo anniversario degli attentati dell’11 settembre proprio qui in Senato. Dire che questo argomento riguarda so­lo l’America è un modo per sfuggire alle proprie responsabilità”.

All’interno di questo contesto per niente rassicurante, Pera è un convin­to assertore di un’iniziativa concreta con tutti i musulmani schierati con­tro il terrorismo: “Voi dovete essere dei soggetti attivi. Oggi una bella fiac­colata non basta, non è una risposta adeguata. Se reagiamo solo con i buo­ni principi, non è più sufficiente - ha chiarito alla delegazione dei musul­mani moderati -. Ci vogliono dei fat­ti, una mobilitazione della maggio­ranza dei musulmani che non può più essere silente. Il mio invito è an­dare avanti affermando i valori conte­nuti nel Manifesto contro il terrori­smo. Voi dovete crescere e moltipli­carvi”.

Pera ha ascoltato attentamente gli otto membri della delegazione presieduta da Mario Scialoja, compo­sta da Yahya Sergio Pallavicini, Kha­lid Chaouki, Shera Lyn Parpia, Omar Mario Camiletti, Roland Sejko, Ra­chida Kharraz, Yassine Belkassem. Tirando le conclusioni, Pera ha sotto­lineato che “da parte dello Stato c’é l’obbligo dell’integrazione. Un’inte­grazione che deve salvaguardare l’identità dei musulmani”. Ecco per­ché Pera prende le distanze dalle leg­gi “che ad esempio impediscono il ve­lo nelle scuole”. Per lo stesso motivo “per cui io, che sono laico, rivendico il crocifisso nelle scuole perché è il simbolo della nostra identità”.

 

Di Magdi Allam