Il Secolo d’Italia, 11 gennaio 2005
A Bruxelles uno storico incontro
Rabbini
e imam, il dialogo possibile
di Yahya
Sergio Yahe Pallavicini
Si è svolta la
settimana scorsa a Bruxelles nella prestigiosa sede di
Palazzo Egmont, sede del Ministero degli Affari
Esteri del Governo Belga, il Primo Congresso Mondiale di Imam
e Rabbini per la Pace.
La sessione
inaugurale dei tre giorni del congresso, sotto l’Alto Patronato di S.M. il Re del Belgio Alberto II e
di S.M. il Re del Marocco Muhammad VI, è stata aperta
dal Ministro belga per le politiche sull’integrazione sociale Christian Dupont, dal Ministro
per gli affari religiosi del Regno del Marocco Ahmad Tawfiq, dal Direttore Generale dell’ISESCO
Abd al-Aziz Uthman al-Twaijri e dai Rabbini
d’Israele Bakshi Doron e di
Francia René-Samuel Sirat.
Nutrita
la delegazione dei rabbini ortodossi dallo Stato d’Israele accanto a quelli
occidentali e americani. Altrettanto significativa
la partecipazione dei ministri del culto islamici venuti dai principali Paesi
dell’Africa, Asia centrale, Medio Oriente e Europa. Dall’Egitto una improvvisa e imprevista assenza del Grande Imam dell’istituzione di Al-Azhar,
lo Shaykh Tantawi, che ha
voluto comunque trasmettere un suo messaggio di sostegno e di buon auspicio per
i risultati di questo primo storico incontro mondiale tra religiosi ebrei e
musulmani. Presenti infine alcune selezionate
personalità del mondo cristiano e accademico, esperti nel campo del dialogo
interreligioso, invitati a Bruxelles come osservatori del congresso.
Le giornate si
sono articolate alternando sessioni plenarie, coordinate sempre da un rabbino e
da un imam, e numerosi seminari tematici
che hanno permesso ai religiosi di entrambe le confessioni di confrontarsi su
alcuni aspetti teologici e di interpretazione dei testi sacri. Sono state
elaborate ipotesi per la creazione di strutture permanenti, come osservatori
contro la discriminazione antisemita o islamofobica,
e di vere e proprie unità di crisi capaci di intervenire nel mondo per
assicurare un conforto spirituale in casi di emergenza,
come nel recente disastro nel sud-est asiatico - le cui vittime sono state
ricordate in silenzio e in preghiera più volte - o nel conflitto in Medio
Oriente.
Di particolare
importanza, anche per il recente dibattito sia in Francia che in Italia, il
seminario sulla formazione degli imam e dei rabbini
che ha messo in evidenza le lacune degli “imam d’importazione” troppo spesso condizionati dalle
correnti politiche dei Paesi d’origine e impreparati a garantire la loro
funzione di referenti religiosi in piena sintonia con la lingua, la cultura e
le leggi occidentali. Il ruolo degli imam autoctoni
agevolati da opportuni e qualificati istituti di formazione dottrinale, ma
anche culturale e civica, sembra rappresentare lo scenario più apprezzato anche
per i futuri rabbini.
Il proselitismo
come imposizione o seduzione è stato il tema di un altro seminario molto
seguito che ha messo in evidenza il pericolo
dell’esclusivismo confessionale come anticamera del fondamentalismo
ideologico e quindi del terrorismo.
I punti
principali sui quali i presenti hanno saputo riconoscere il valore di una
ritrovata fratellanza operativa sono:
Le risoluzioni
conclusive hanno così enfatizzato la necessità di un appuntamento annuale
demandato ad un comitato ristretto che coordinerà anche una piattaforma di
lavoro dove tutti i rabbini e gli imam, presenti al
Congresso, potranno continuare ad interagire insieme per la Pace sviluppando
progetti di collaborazione interreligiosi internazionali. I temi principali
sottolineati nella dichiarazione finale si concentrano
infatti sul valore dell’unità nella diversità, la lotta all’ignoranza,
il rispetto della dignità della creatura umana.
Presenti
dall’Italia, per l’ebraismo, il rabbino capo di Firenze Joseph
Levi e il rabbino di Milano Yeshua Hadad e, per l’islam, una delegazione della CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica)
Italiana composta dal suo presidente shaykh Abd al-Wahid Pallavicini,
suo figlio l’imam Yahya
Sergio Yahe, l’imam Abd al-Wadoud
Gouraud e i membri del direttorio Abd
as-Sabur Turrini e Abd al-Waliyy Vincenzo.