ANSAMED, 29
marzo 2005
ISLAM:
PALLAVICINI,
ACCADEMIE
PER FORMARE IMAM ITALIANI
ROMA - Per
integrare l’Islam in Europa serve un modello europeo, ecumenico e pluralista,
che sostituisca la convivenza ai pregiudizi e faccia da ponte di dialogo con il
resto del mondo musulmano: è la riflessione dell’imam di Milano, Sergio Yahya
Pallavicini, vicepresidente della CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica)
Italiana, che per l’Italia, in particolare, suggerisce più posti di preghiera e
un’accademia per la formazione degli imam.
La tendenza è
quella di dare dell’Islam una descrizione generalizzata e sempre problematica: “Ma
senza disconoscere che esistono delle zone d’ombra, per risolvere il problema
bisognerebbe invece dare visibilità a un modello di Islam pluralista ed
ecumenico europeo - spiega Pallavicini, di passaggio a Roma per prendere parte
ad una conferenza - e far vedere che ci può essere un Islam d’Europa aperto al
dialogo, permetterebbe anche di riuscire davvero ad esportare una possibilità
di dialogo”.
Questo modello già
esiste, assicura Pallavicini: “Si tratta solo di sostenerlo e in questo senso
manca il coraggio delle istituzioni di tutti i Paesi d’Europa, che di fronte
alla possibilità di legittimare l’Islam, avanzano delle scuse”. E serve anche
tempo: “Il pluralismo è destinato ad aprirsi - continua - ma dobbiamo
aspettare, perché le prime generazioni non si sono dimostrate aperte alle
diversità, si sono sentite colonizzate e hanno portato avanti una difesa
dell’identità”.
E se la finalità deve essere per tutti “l’integrazione dei musulmani nella società civile - osserva Pallavicini – l’Italia ha bisogno, prima di tutto, di più posti di preghiera: tante piccole moschee con una loro dignità, perché c’é integrazione quando la chiesa, i negozi e gli uffici sono vicini e non quando la moschea è una sola e alla periferia della città”.
Il tutto va coronato con “la costruzione di un’accademia per formare gli imam italiani - suggerisce - dove si insegni la religione islamica insieme alle specificità della cultura italiana, per uscire dalla dipendenza di imam di importazione e fare finalmente un islam in Italia”. Un’accademia senza imam donne, ovviamente: “Il caso newyorchese è riprovevole perché non è possibile che un’iniziativa di carattere religioso crei scandalo”, conclude Pallavicini. “Il musulmano deve garantire l’ordine e l’emancipazione può avvenire tramite il dialogo, non con la provocazione”.