AVVENIRE, 7 aprile 2005
L’Islam italiano: è stato l’uomo del dialogo
La
vita eterna inizia ora”. Queste ci sembrano le parole più adatte per salutare
Sua Santità Papa Giovanni Paolo II e la sua straordinaria missione di
Pontefice tra questo mondo e l’altro per rendere onore alla sua intenzione di
autorità spirituale aperta al dialogo interreligioso con tutte le creature del
Dio Unico.
Le
sue ultime parole, “amen”, richiamo quelle che ogni musulmano ripete durante
le sue preghiere quotidiane e rievocano le parole di un altro maestro musulmano
occidentale che prima di morire ha detto “an-nafs khalas”, l’anima si è
esaurita, nel senso di una beatitudine spirituale che eleva tutti i piani
dell’essere umano all’incontro con il Signore.
La “Sua Volontà” si è
compiuta pienamente e il ricordo degli insegnamenti e dell’esempio di papa
Wojtyla rimarranno impressi anche per i membri della Comunità Religiosa
Islamica Italiana che hanno l’onore di aver sempre cercato di seguire le sue
aperture intellettuali proponendosi tra i suoi interlocutori qualificati
dell’Islam europeo.
Ricordo ancora l’emozione del
mio primo incontro nell’udienza privata favorita dal “Pontificio Consiglio per
il dialogo interreligioso” e la scrupolosa preparazione che i miei genitori mi
impartivano affinché potessi essere, da buon musulmano, cosciente di
conoscere, stringere la mano e comunicare con il successore di San Pietro, l’apostolo
di Gesù che insieme a S. Paolo ha trasmesso la spiritualità e la dottrina cristiana
in Occidente. Mi dissero allora di imparare a rispettare non solo l’uomo ma la
funzione sovraindividuale e sacrale che egli simbolicamente rappresenta e
incarna.
Oggi, non esitiamo a ringraziare la massima autorità della Chiesa cattolica per aver saputo interpretare ed esprimere le esigenze di sete e di ricerca del sacro in un linguaggio più accessibile, mai volgarizzato, che ha permesso ai propri fedeli come a tutti noi di vivere la religione con profondità e naturalezza, superando gli schemi formalistici e burocratici che rischiano di velare la realtà dello Spirito.
Nel
1986, il nostro presidente ha partecipato attivamente al primo storico
incontro interreligioso di Assisi. Da allora la nostra organizzazione ha
iniziato a operare soprattutto nel campo del dialogo con le altre confessioni
sensibilizzando, nello stesso tempo, la nostra stessa comunità al ricordo dei
principi universali ed interculturali comuni ad ogni civiltà. Cosi facendo,
abbiamo dato inizio a un’importante collaborazione con le istituzioni
politiche italiane ed estere, per sviluppare un processo d’integrazione rispettosa
dei musulmani sul territorio nazionale in attesa di un riconoscimento ufficiale
anche dell’Islam da parte dello Stato italiano.
A Milano nella nostra
riunione islamica del venerdì, in coincidenza con il funerale del Papa e in
attesa del suo degno successore, dedicheremo le nostre preghiere anche a lui e
a tutti coloro che, come lui, sapranno trasformare la propria esistenza in un
pellegrinaggio concreto e non astratto, onesto e non bigotto, sincero e non
opportunista, santo e nient’altro.
Di Yahya Pallavicini
Vice-Presidente della Comunità
Religiosa Islamica italiana