SECOLO D’ITALIA, 1 settembre 2005

 

Poligamia: un diritto o una regola antiquata?

Fa discutere l’iniziativa di una giornalista egiziana

 

Roma. Anche la poligamia diviene un diritto per il quale battersi. La pensa cosi la giornalista egiziana Hayam Dorbek, che ha fondato un’associazione di donne che si impegnano per la diffusione di una pratica che in Italia difficilmente potrà trovare accoglienza, considerandola una strada per alleviare le incombenze domestiche di solito riservate all’unica moglie. “Una posizione anacronistica e dettata da una cattiva interpretazione di una regola antica e in disuso. Quello che serve alla signora Dorbek, piuttosto, è una colf”: cosi il presidente della Comunità religiosa islamica italiana (CO.RE.IS.), Yhaya Pallavicini, commenta l’iniziativa della giornalista egiziana “È assurdo –afferma Pallavicini- che si possa strumentalizzare una regola antica, che ormai non trova più riscontri nella società moderna, per una convenienza di gestione dell’economia familiare e non per un effettivo bisogno sentimentale. La poligamia aveva un suo valore in altri tempi e c’erano della abitudini che tutelavano quella che comunque rimane una relazione sacrale”.

La poligamia è un diritto per i musulmani, ma ormai sta diventando “fuori moda”: lo sostiene il sociologo del centro culturale islamico Al-Huda di Roma, Abdessattar Chaouech, che spiega come “il tasso di poligamia, anche là dove è prevista dallo Stato, non supera mai il 10%, e chi la pratica non ha più di due mogli. Chi ha tre o quattro mogli è ricco, ma anche i ricchi occidentali molto spesso non si fermano a una sola relazione”. “La situazione sociologica nel mondo arabo -afferma Chaouech- sta cambiando pian piano. C’è una visione diversa del matrimonio, molto spesso le donne non accettano più che il loro marito abbia più di una moglie e, anzi, sono i mariti stessi a non voler usufruite di questo loro diritto, sia per motivi morali che economici e anche fisici. Nei Paesi dove la poligamia è permessa, infatti, molto spesso bisogna avere dei requisiti precisi da presentare ai giudici”.

“Do ragione alla signora Dorbek -continua- solo quando afferma che la poligamia non è una pratica antica e deleteria per i diritti delle donne. È solo un altro modo guardare la stessa cosa. Alcune volte può anche essere una soluzione. Pensiamo a quei Paesi dove commettere adulterio costa anche la vita o in zone di guerra come l’iraq, dove la percentuale delle donne è nettamente superiore a quella degli uomini”.

L’idea viene infine bocciata dall’associazione donne musulmane in Italia (Admi), la cui portavoce sentenzia: “Alle donne musulmane in Italia non interessano dibattiti sulla poligamia. Non ci sentiamo di entrare nel merito dell’iniziativa della signora Dorbek. In Italia non è prevista la poligamia e quindi il problema non si pone”.