LA REPUBBLICA, 19
novembre 2005
Alle ceramiche colorate penseranno artigiani tunisini. Il
tetto, invece, sarà donato dal Marocco. Ma a coprire i costi dell’impianto
“elettrico e meccanico” sarà il Comune. Che, per la prima volta, finanzierà i
lavori di una moschea: oltre 50mila euro, che Palazzo Marino ha deciso di dare,
in base a una legge regionale, ai musulmani del Co. Re. Is, la Comunità
religiosa islamica italiana di via Meda. È qui che ha sede la comunità di
fedeli convertiti all’Islam o cittadini italiani, che anche lo Stato è in
procinto di riconoscere come “ente morale per il culto islamico”. Ed è qui che
sorgerà la nuova moschea. Accanto ad uffici, una sala conferenze e ad aule per
l’insegnamento.
Ci vorrà ancora un anno per
trasformare questo ex capannone industriale in un luogo di culto capace di
ospitare 150 persone. Ma il nome c’è già: “Al-Wahid”, che in arabo è uno dei 99
nomi di Dio e che significa l’“Unico”. Un nome che spunta nella lista degli
enti religiosi che si divideranno il fondo di un milione e 8OOmila euro
destinato a interventi di restauro e ampliamento delle proprie strutture. E
spunta a sorpresa, accanto a sei parrocchie, ma anche alla sede dei Testimoni
di Geova (50mila euro) e alla Chiesa evangelica battista (80mila). Una sorpresa
anche per il vicepresidente Yahya Pallavicini: “È un altro riconoscimento del
lungo lavoro fatto in questi anni. Sì, è la prima volta che succede e potremmo
rappresentare un precedente positivo. È una notizia bellissima: spero solo che
non nascano polemiche”.