IL GIORNO, 10 febbraio 2006

 

“Vado in Usa per promuovere i moderati”

 

MILANO - Sulle vignette anti-Islam, l’orientamento della maggioranza degli imam e dei vertici delle comunità musulmane, presenti nel capoluogo lombardo, è improntato alla cautela, a non lasciare spazio alle provocazioni. Anzi, a favorire il dialogo.

Da qui anche la partecipazione a dibattiti organizzati da tv e radio. “Eventuali manifestazioni di protesta si svolgeranno in modo corretto e rispettoso delle leggi, lontano da ogni forma di strumentalizzazione”, afferma Yahya Sergio Yahe Pallavicini, 42 anni, imam “moderato”, numero due della Co.Re.Is (Comunità religiosa islamica) italiana nonché unico milanese presente nella Consulta per l’Islam italiano che si è riunita, per la prima volta, l’altro ieri a Roma. Pallavicini dice di essere “molto soddisfatto”, vuoi perché il candidato sindaco dell’Unione, Bruno Ferrante, ha sposato la sua proposta di costituire a Milano una Consulta interreligiosa; vuoi per l’esito dell’incontro al Viminale. “Unanimemente - spiega questo cittadino italiano, nato musulmano, da madre giapponese e da padre italiano – abbiamo condannato ogni offesa arrecata ai valori dell’Islam, come di ogni altra religione. Detto questo, rifiutiamo ogni forma di reazione illegale e violenta”. Per l’imam della moschea al-Wahid in via Meda, la Consulta è andata molto bene perché ha tracciato un percorso riguardante: i problemi relativi all’integrazione, la salvaguardia delle specificità della religione e delle tradizioni islamiche; la predicazione in italiano nelle moschee e la formazione degli imam; le sedi e i luoghi di culto; la condizione sociale e i diritti degli immigrati; l’accesso dei ministri di culto islamici nelle carceri e negli ospedali. “Mi auguro – dice Pallavicini prima di imbarcarsi sul volo diretto negli Usa – con questo viaggio, di promuovere una migliore conoscenza e rispetto dei musulmani autentici”

 

Di Gian Carlo Botti