LA
NAZIONE, 2 giugno 2006
La moschea fa sempre rima con la polemica
COLLE VAL D’ELSA - Moschea si,
moschea no. Il nuovo Centro islamico continua a tener banco anche sulle principali
tv e l’ennesima riprova è stato lo “speciale” che, giovedì scorso, è stato
dedicato all’argomento dalla trasmissione di Rete 4 “L’Antipatico” di Maurizio
Belpietro, a cui hanno preso parte lo sceicco Abd al Wahid Pallavicini,
presidente della “Comunità religiosa islamica italiana” e Giordano Bruno
Guerri, colligiano, direttore del quotidiano “L’Indipendente”. Lo sceicco ha
invitato a uscire dai localismi per gettare uno sguardo d’insieme su una
religione che condanna l’estremismo e il terrorismo. “Il fondamentalismo è una
cattiva interpretazione delle scritture - ha detto - e la sua condanna è già
insita nel Corano. Identificare i musulmani coi terroristi è sbagliato, bisogna
distinguere fra le religioni e chi ne strumentalizza i principi”. Di uscire del
tutto dai localismi non se l’è invece sentita Guerri. “La mia città ha ben
altre priorità che non la moschea - ha detto - Si rischia di confondere la
bontà con il buonismo, dimenticando che le culture diverse vanno si accettate,
ma anche discusse. Sono con la Fallaci per restituire le chiavi della città ai
cittadini, ma non certo per mettere bombe”.
Da questa parte del discorso della
Fallaci si dissociano anche il comitato “Per l’Abbadìa” e la lista civica
“Insieme per Colle”, che però, in una nota, sottolineano come i toni forti
“siano i mezzi a cui si è costretti ad arrivare per farci ascoltare”. E al
sindaco Brogioni, che in quello stesso servizio aveva spiegato il percorso di
dialogo seguito a Colle, rispondono che, in realtà, il Comune ha voluto mettere
tutti di fronte al fatto compiuto: “La forma di dialogo scelta dal Comune è
stata: decidiamo la zona, diamo il terreno ai musulmani e consolidiamo il tutto
con una delibera.... poi iniziamo il confronto”.