LIBERO, 3 agosto 2006

 

Tre città sante, Maometto e i falsi messia

 

Caro Vittorio, mi permetto di indirizzarmi a Lei in questa forma confidenziale per aumentare ad arte la confusione riscontrata nell’intervista fatta a un altro Vittorio, Messori, e pubblicata sul Suo giornale in data 21 luglio, nella quale si afferma che la seconda più importante città dell’Islam è Gerusalemme, mentre dopo La Mecca viene Medina, città dove si trova la tomba del Profeta Muhammad (Maometto). Gerusalemme, invece, è la terza più importante città dell’Islam in quanto è proprio da Gerusalemme, dalla roccia del sacrificio di Abramo che il Profeta è salito al cielo durante la sua vita, ma dove non vi è atteso, come si dice nell’intervista di Libero “alla fine dei tempi”, momento escatologico che accomuna invece il Cristianesimo e l’Islam nell’attesa della seconda venuta di Gesù.

In un articolo proposto ultimamente a Renato Farina ci eravamo permessi di accostare tale evento a quello dell’attesa messianica caro ai nostri fratelli ebrei, e ci piace ritornare su questo delicato argomento per cercare di chiarire che, nelle tre rivelazioni del monoteismo abramico, non si può pensare che ebrei, cristiani e musulmani attendano ciascuno un “Messia” diverso da quello degli altri, ma piuttosto che ciascuno di questi “popoli del Libro” dovrà riuscire a distinguere tra vero e falsi messia, così come già oggi dobbiamo “stare accorti” - e lo dice la Chiesa Ortodossa – a saper riconoscere i veri dai falsi profeti. Ciò potrebbe anche avere un riscontro positivo sugli avvenimenti che scuotono la Terra Santa che è tale per tutti i credenti e anche per i non credenti.

 

 

‘Abd al-Wahid Pallavicini

Presidente

CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica) Italiana