IL MESSAGGERO, 19 settembre 2006

 

“Non ha senso chiedere le scuse del Pontefice”

 

Roma – L’Islam italiano sceglie la via del dialogo e getta acqua sul fuoco delle polemiche che in alcuni Paesi musulmani (Iran in testa) divampano ancora violente nei confronti del discorso di Papa Ratzinger all’università di Ratisbona.

C’è chi, fra i leader delle maggiori associazioni attive nel nostro Paese, ritiene anzi che il Papa non avrebbe neanche dovuto scusarsi. E’ il caso di Yahya Sergio Pallavicini, vicepresidente della Co.Re.Is. (Comunità Religiosa Islamica): “Si è posta un’enfasi eccessiva sulla citazione del pontefice. Facendo così torto alla complessità del suo discorso. E comunque non ha senso chiedergli le scuse dato che in quanto Pontefice, ha piena autorevolezza nell’ambito della sua mis-sione religiosa.

Il suo atteggiamento nei confronti dell’Islam è dialettico, rifugge dai sincretismi religiosi e dal buonismo. E proprio da questa dialettica credo che in Italia le tre religioni monoteistiche possano partire per un dibattito che si snodi sui poli razionalità-irrazionalità e immanenza-trascendenza. Sarebbe un modo per arginare l’onda di piena del fondamentalismo”.

Per Souad Sbai, presidente della Confederazione delle associazioni marocchine in Italia e membro della Consulta italiana per l’Islam, quella sulla citazione del papa “è una polemica strumentale montata dai mass media. Vogliono scatenare una guerra di religione tra cattolici e musulmani a cielo sereno. Non cadiamo in questo errore. Nella stragrande maggioranza dei paesi arabi non c’è ombra di malessere: questa è molto più una polemica tra cristiani e cristiani. E non devono strumentalizzare noi”. Souad Sbai indica come giusta via quella del “dialogo interreligioso”, dialogo che “noi chiediamo da sempre - aggiunge a nome degli arabi moderati - e che deve continuare senza sosta con i paesi arabi”. Molto “morbido” anche l’atteggiamento dell’Ucoii (Unione delle Comunità e delle Organizzazioni Islamiche in Italia): “Il mondo islamico che ha reagito con tanta vivacità alle parole del Papa - dice il presidente Dachan - voglia accettare i chiarimenti forniti e rasserenarsi”.