IL CITTADINO, 23 settembre 2006
Il Papa
tende ancora la mano:
leader
musulmani in Vaticano
CITTÁ DEL VATICANO - Mano tesa di Papa Ratzinger verso
l’Islam. Nella speranza di chiudere il capitolo delle polemiche sorte sulla
“citazione” fatta a Ratisbona, Benedetto XVI ha invitato a Castel Gandolfo
tutti gli ambasciatori dei paesi musulmani accreditati in Vaticano assieme ai
membri della Consulta islamica italiana. Un’iniziativa senza precedenti
improntata al dialogo che, per uno strano caso del destino, coincide con i
primi giorni d’inizio del Ramadan, il mese di digiuno e preghiera per un
miliardo e oltre di musulmani nel mondo. Positive le prime reazioni provenienti
dal mondo islamico che valuta l’incontro di lunedì mattina come un ulteriore
segno di attenzione e rispetto verso l’Islam anche se non si attenuano le
manifestazioni di protesta.
Il Gran
Muftì della Turchia, Ali Bardakglu tra i primi ad avere criticato la “lectio
magistralis” del Papa definendola “maldestra e offensiva”, è protagonista di
una vera e propria marcia indietro. Per lui l’invito del pontefice ai
diplomatici islamici è un girar pagina. “Sulla via delle scuse, - ha detto
Bardakglu - il Papa preferisce le vie indirette, ma comunque dichiarando il suo
dispiacere ha fatto un passo avanti”. Dello stesso tenore il commento del
quotidiano governativo egiziano, Akhbar (“un primo passo positivo sulla strada
della chiusura della vicenda”), così come la dichiarazione dello sceicco
dell’università cairota di Al Azhar massima autorità teologica sunnita al
mondo.
I più entusiasti per l’udienza sono i musulmani italiani
della Consulta, invitati in blocco, Ucoii inclusa “Noi siamo stati i primi ad
intervenire per mettere in chiaro che si è trattato di un fraintendimento” ha
detto il segretario dell’Ucoii, Hamza Piccardo il quale anticipa l’intenzione
di consegnare al pontefice una lettera. “La vicenda è ormai chiusa” ha aggiunto
convinto. Dalla Coreis, invece, Sergio Yahya Pallavicini rileva il valore
simbolico dell’udienza: “Farla coincidere con l’inizio del Ramadan vuol dire
dare dimostrazione di grande sensibilità. Penso che l’incontro - aggiunge -
possa servire a creare le nuove basi di una dialettica che si basa sul
riconoscimento di un Dio unico, nel rispetto delle differenze e nella ricerca
di una convivenza pacifica tra le fedi”. Tuttavia la voglia di riportare il
clima ad un livello di accettabilità non è condivisa ancora da tutti, come
dimostrano le proteste contro Benedetto XVI di un gruppo di giovani palestinesi
davanti alla moschea di Al Aqsa a Gerusalemme, o alle richieste di un gruppo di
intellettuali pachistani di destituire il Papa.
L’udienza di Papa Ratzinger agli ambasciatori musulmani,
spiegano in Vaticano, aiuterà sicuramente a portare a conoscenza la reale
volontà di questo pontefice a proseguire il dialogo con l’Islam sul solco di
quanto indicato dal Concilio Vaticano II.
Sempre ieri è stato reso noto che Prodi incontrerà il Papa
il 13 ottobre, mentre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo farà
il 20 novembre. L’udienza è stata chiesta da Prodi all’inizio dell’estate. Non
è quindi un atto per rimediare all’infelice battuta americana (“il Papa? Lo
difenderanno le sue guardie” aveva detto dopo le minacce lanciategli dai
musulmani).