LA STAMPA, 15 ottobre
2006
L’uomo che
spronava al dialogo religioso
Un anno fa, in un incidente d’auto, moriva un radiologo
dell’ospedale “Sant’Andrea” benvoluto e stimato da tutti, Matteo Croce, di
origine trinese, che, convertitosi all’Islam, aveva preso il nome di Abd al
Haqq ‘Isa Croce, diventando un paladino in Piemonte, del dialogo e della
tolleranza tra le religioni. Con lui, che aveva 39 anni, era morta anche una
delle figlie, la piccola Layla, 7 anni, mentre erano rimaste ferite la moglie,
Laura Mulayka Enriello, insegnante dell’Ipsia e l’altra figlia, Amina, di 8
anni. Durante le esequie, che si erano svolte nella cappella dell’ospedale
“Sant’Andrea”, avevano pregato insieme monsignor Giuseppe Cavallone, in
rappresentanza dell’arcivescovo Masseroni, e Abd Al Wahid Pallavicini, il
presidente milanese della Coreis, la Comunità religiosa islamica italiana. La
stessa chiesa dell’ospedale aveva quindi accolto una lettura di San Paolo e la
preghiera sui tappeti guidata dal vice presidente della Coreis.
Ad un
anno di distanza dal dramma, la moglie di Croce ci ha inviato una foto molto
bella dal messaggio forte e inequivocabile: una cerimonia alla Sinagoga di
Casale in cui Abd al Haqq ‘Isa Croce rappresentava la comunità musulmana aperta
al dialogo interconfessionale accanto al vescovo di Casale monsignor Zaccheo e
al presidente della Comunità ebraica Ottolenghi.