CORRIERE DELLA SERA, 25 ottobre
2006
Marini
interviene sul velo, il caso in Parlamento
ROMA - “Il velo è come la stella gialla per gli ebrei, è
uno strumento di sottomissione”, ha insistito ieri Daniela Santanchè, sotto
scorta dopo gli insulti e le minacce dell’imam di Segrate a causa delle sue
dichiarazioni sul velo islamico. I due non sono riusciti a chiarirsi l’altra
sera davanti alle telecamere di Porta a Porta. Ma i messaggi di solidarietà
alla deputata di An sono arrivati da tutto il mondo politico e dopo la proposta
di Livia Turco di mettere in piedi una “Lobby rosa”, Barbara Pollastrini ha in
cantiere una consulta al femminile, un forum delle religioni e delle etnie da
istituire presso il ministero delle Pari Opportunità. “Ne ho già informato
Amato” ha detto Pollastrini. Che ha aggiunto: “Continuerò i colloqui avviati
per fondare l’iniziativa su basi solide e condivise. Questo non è l’ennesimo
tentativo di una lobby rosa, è qualcosa di più significativo. I diritti umani
sono centrali nelle Carte sopranazionali, nella Costituzione europea, oltre che
nella nostra stessa Costituzione”.
LA DISCUSSIONE - Il presidente del Senato Franco Marini ha
annunciato che nella prossima conferenza dei capigruppo verrà affrontato il
tema del velo dopo che da più parti è arrivata l’urgenza di discutere
dell’argomento; “Unificheremo la valutazione delle iniziative che riguardano lo
stesso problema per poi dare una risposta adeguata”. E intanto Angelo Pollina
(Forza Italia) chiede una legge per vietare il velo.
La Santanchè, dal canto suo, ieri è tornata battagliera
più che mai sull’argomento e dai microfoni di Rtl ha paragonato
il velo islamico alla stella gialla per gli ebrei, rimarcando che “i maschi
musulmani vogliono far vedere come le loro donne siano sottomesse, vogliono far
valere la loro cultura autarchica maschilista. Le donne non mettono il velo per
convinzione, ma per costrizione, hanno paura, sono obbligate Le femministe non
condividono e Santanchè le incalza: “A me non preoccupano le minacce. Mi
preoccupa questo silenzio assordante delle femministe che non hanno detto
neanche una parola. Non capisco che cosa dobbiamo aspettare per mettere in
campo delle azioni politiche. C’è la paura di apparire politicamente non
corrette”.
“FALSO PROBLEMA” - Le giovani diessine, che pur criticano gli insulti alla
deputata di An, sono convinte che il velo “è un falso problema. Il punto è un
altro: superare gli imbarazzi e chiedere alle donne e agli uomini di ogni
appartenenza, cultura e religione di adeguarsi all’autonomia e alla libertà
delle donne occidentali. Quelli sono valori non negoziabili”.
Ma il velo è davvero come la stella gialla per gli ebrei,
come dice Santanchè? “Il paragone è improprio - ribatte l’imam Yahya Sergio
Pallavicini, islamico moderato, vicepresidente della Comunità religiosa
islamica italiana - . I nazisti facevano un uso sbagliato della stella di
David, ma il problema non era la stella di David. Dobbiamo difendere i simboli
religiosi. Non è che se eliminiamo il velo abbiamo risolto la
strumentalizzazione del velo da parte dei fondamentalisti”.
IL CORANO - E proprio sul velo, se c’è o non c’è nel Corano
l’obbligo di portarlo, i pensieri si dividono all’interno delle stesse comunità
musulmane in Italia. L’imam dell’istituto culturale di viale Jenner a Milano
vicino a tesi più integraliste, dice che “Dio obbliga le donne musulmane a
mettere il riqab”, il presidente dell’assemblea musulmana d’Italia Abdul Hadi
Massimo Palazzi lo nega: “II velo è una tradizione che si è diffusa
tardivamente tra i musulmani”.