IL GIORNALE DELL’UMBRIA, 27 ottobre 2006

 

“Rimettiamo al centro Dio”

 

TERNI - (a.c.) Guardare a ciò che unisce, e non ciò che divide. Questa l’idea che è emersa ieri, nel corso dell’incontro dedicato allo “Spirito di Assisi” che si è svolto al Cenacolo San Marco. Un incontro di portata storica, perché ha visto confrontarsi - sullo “Spirito di Assisi” i due leader italiani della religione ebraica e musulmana: il presidente della Comunità islamica Pallavicini e quello dei rabbini Giuseppe Laras, oltre che don Riccardo Mensuali della Comunità di Sant’Egidio.

Coordinato dal responsabile del progetto cultura dell’Istess Daniele Mariani, e introdotto da Rosalia Saco Dulanto (che ha presentato il libro Lo Spirito di Assisi di Jean Dominique Durand), l’incontro ha fatto emergere soprattutto le convergenze tra le tre religioni abramitiche. “Ad unirci sono le figure di Maria e di Gesù Cristo - ha detto Pallavicini durante il suo intervento - anche se solo i cristiani lo considerano il figlio di Dio. Per noi Cristo è invece piuttosto lo “spirito” di Dio”.

"Musulmano - ha aggiunto - significa sottomesso a Dio. E allora anche se i cristiani e gli ebrei si sottomettono a Dio possono essere considerati dei musulmani”.

A tornare più volte nel dibattito il concetto di “relativismo”. Una delle parole chiave del pontificato di Benedetto XVI.

“Ma non si può non ammettere - ha detto Pallavicini - che la relatività del nostro pensiero di uomini, rispetto alla verità assoluta che è Dio”.

D’altra parte guerre e discordie tra i popoli, secondo il presidente della Coreis, derivano dalla centralità assunta dall’individuo, dall’uomo.

“Se ricominciassimo a mettere al centro dell’universo Dio e non l’uomo, penso che capiremmo molte cose. Il nuovo umanesimo di cui si parla tanto ultimamente, non può prescindere dal recupero di una dimensione verticale, da quel segmento verticale della croce che ci porta a Dio”. Non sono mancati argomenti più concreti, come quello delle moschee.

“Oggi in Italia ci sono un milione di musulmani, e a loro disposizione per pregare c’è solo una moschea, quella di Roma. Proprio recentemente come Comunità islamica abbiamo incontrato il rabbino di Milano per poter valutare l’ipotesi di realizzare una moschea anche a Milano”.

Insomma, a dispetto di chi continua a predicare lo scontro di civiltà, le civiltà religiose si incontrano, e dialogano.