Iraq: Pallavicini, mondo islamico aumenti sensibilità su ostaggi

 

 

Il Cairo, 29 apr. – (Aki) – Aumentare la sensibilità del mondo delle istituzioni islamiche sulla sorte dei tre ostaggi italiani in Iraq. E’ un lavoro politico e diplomatico quello che, da giorni, Yahya Sergio Yahe Pallavicini, vicepresidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana (CO.RE.IS.), sta svolgendo a Il Cairo. Giunto in Egitto per partecipare alla sedicesima edizione della ‘Conferenza islamica internazionale’, dove presenterà la minoranza musulmana in Italia, Pallavicini chiederà oggi pubblicamente che vengano “tutelate tutte le minoranze, religiose o politiche che siano”. Il riferimento, nel giorno in cui a Roma il popolo della pace scende in piazza per chiedere la liberazione di Maurizio Agliana, Salvatore Stefio e Umberto Cupertino, va proprio ai nostri tre connazionali in mano alle ‘Brigate Verdi di Maometto’. “Da italiano – spega all’ADNKRONOS INTERNATIONAL (AKI) – chiedo maggiore sensibilità al mondo istituzionale islamico per prevenire situazioni simili a quelle che stanno coinvolgendo tre nostri connazionali in Iraq”. Rappresentante politico, oltre che religioso, prima di partire per Il Cairo Pallavicini ha avuto consultazioni con uomini della Farnesina e, una volta giunto in Egitto, ha alternato i colloqui con i rappresentanti islamici con visite all’ambasciata italiana. “Il mio obiettivo – chiarisce a margine dell’incontro a cui partecipano rappresentanti di 71 Paesi – è quello di chiedere il sostegno e la solidarietà del mondo islamico contro ogni intolleranza nei confronti di tutte le minoranze, a qualsiasi gruppo, potere politico o religioso appartengano.

 

Nell’obiettivo di costruire “un futuro più tollerante e rispettoso”, Pallavicini presenterà oggi al Cairo anche un progetto triennale Euro-Mediterraneo mirato ad avviare “azioni concrete e costruttive contro l’islamofobia”. Un elemento, questo, che costituisce solo il principio di un percorso mirato a contrastare qualsiasi forma di intolleranza nei confronti di tutte le minoranze. “Siamo convinti che l’ignoranza provochi intolleranza – spiega l’imam italiano, autore de ‘L’islam in Europa’ (edito da Il Saggiatore) – ed è per questo che intendiamo agire sulla cultura e l’educazione favorendo scambi di giovani leader politici, religiosi o culturali tra i Paesi dell’Unione europea e quelli del Mediterraneo”. Il progetto, già illustrato alle istituzioni europee e alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra, prevede tra l’altro, la formazione di un Istituto per la formazione e la ricerca euromediterranea, con sede a Milano. “Vogliamo creare una rete di contatti – prosegue Pallavicini – e avviare corsi per promuovere la conoscenza e il dialogo”. Obiettivo, ultimo, è di creare le condizioni perché siano “tutelate tutte le minoranze nel mondo, i musulmani in Occidente come i cristiani nei paesi a maggioranza islamica”.