L’Islam per Giuliana. Parla la comunità italiana
“Come musulmano e come esponente della CO.RE.IS.
desidero esprimere la nostra più sentita solidarietà a
Giuliana Sgrena – è la risposta di Yahya Sergio Yahe Pallavicini. Ci troviamo di fronte a un nuovo crimine
perpetrato senza nessuna legittimazione, né di carattere politico né tantomeno
religioso. Come abbiamo già cercato di fare in occasione di altri
sequestri compiuti in Iraq, abbiamo subito attivato i nostri canali e contatti
soprattutto con i sapienti musulmani di quel paese, che abbiamo avuto occasione
di conoscere direttamente, per cercare di favorire la liberazione rapida di
Giuliana e il suo ritorno in Italia.
Si tratta di un atto criminale perpetrato nei confronti di
una donna particolarmente sensibile ai bisogni del popolo iracheno.”
Iraq: Imam Pallavicini, sequestro Vescovo atto lontano dai princìpi dell’Islam
Milano, 18 gen. 2005 -(Aki)
- La liberazione del vescovo di Mosul, monsignor Basile Georges Casmoussa, non
placa l'indignazione degli esponenti della comunita' musulmana in Italia.
"Questo rapimento è un atto vergognoso lontano da qualsiasi principio
islamico": cosi' l'Imam Yahyia Pallavicini, interpellato da AKI -
ADNKRONOS INTERNATIONAL commenta il sequestro dell'esponente della comunità
siro-cattolica. "Si tratta di un fatto di una gravità inaudita - ha
affermato - perché attenta alla vita non solo di un
uomo ma addirittura di un religioso. Va rispettata ogni vita umana senza fare
differenze di religioni o di etnie, anche se da
musulmano, quando vedo che viene rapito un uomo cristiano, nei confronti del
quale noi siamo fratelli, resto esterrefatto". La liberazione del vescovo
non sembra essere stata accompagnata dal pagamento di alcuna
somma: ma se il sequestro ''venisse legato ad un riscatto economico - spiega
l'esponente della Comunità Religiosa islamica italiana (Coreis) - si
tratterebbe certamente di una cosa di una bassezza incredibile che non trova
giustificazione alcuna nell'Islam. Queste persone agiscono per conto di interessi diversi da quelli della religione. Si tratta di
criminali comuni". Pallavicini, che ha partecipato lo
scorso 6 gennaio come rappresentante dell'islam italiano al vertice di dialogo
interreligioso che si è tenuto a Bruxelles, racconta di aver parlato a lungo
con un prelato iracheno che ha descritto la situazione nel paese come molto
complicata. "Dalla testimonianza di quell'uomo di fede iracheno - conclude -, mi rendo conto che l'occidente difficilmente
possa riuscire a comprendere le vere difficoltà che sta attraversando quel
paese".
Iraq: Ferrero, per Islam rapimento donne è crimine contro la dignità
Milano, 9 set. 2004 - (Aki) -IlhamAllah Ferrero, Segretario della Co.re.is
(Comunita' Religiosa Islamica d'Italia), si unisce
''come donna e come musulmana'' alla condanna unanime
da parte delle Istituzioni, della societa' e dei
musulmani italiani degli atti violenti che hanno portato al sequestro delle due
operatrici umanitarie in Iraq, Simona Torretta e Simona Pari.
L'esponente della comunita' musulmana femminile in
Italia ricorda quindi come il rapimento ''non e' islamico'', perche' nell'Islam la
''donna e' tutelata''. ''Temete
Dio per quanto riguarda le donne perche' le avete
avute in custodia da lui'': sono queste, secondo
quanto dichiara la Ferrero all'AKI-ADNKRONOS
INTERNATIONAL, le parole pronunciate dal Profeta
Maometto prima di morire che piu' di altre spiegano
il concetto di 'rispetto della donna' secondo il
mondo musulmano. Come atto violento, il rapimento delle due italiane, quindi,
va interpretato come un ''doppio errore'',
continua la Ferrero, un crimine ''contro la dignita' delle donne e contro l'umanita'''.
Ma come si puo' combattere questo tipo di atti, e le pericolose generalizzazioni che ne potrebbero
derivare? In Italia, ora, e' importante proiettare ''un'immagine
dell'Islam moderato'' per poi puntare all'''unita'''
della societa' civile: un concetto che supera
possibili differenze di ''religione o sesso''. Per la
Ferrero, quindi, non bisogna piu' associare il termine
''terrorismo'' all'Islam: certi atti non possono essere associati a una
religione, soprattutto quando viene utilizzata come alibi per uccidere gli
innocenti.
Iraq: Coreis su ostaggi, vittoria
dell’Islam moderato
Roma, 10 giu. 2004 - (Aki) - Una
vittoria delle istituzioni italiane, certo. Ma anche
una vittoria di “quell’Islam moderato che ha agito per la liberazione degli
ostaggi”. È così che Yahya Sergio Yahe Pallavicini, vice presidente della
Comunità religiosa islamica italiana (Coreis), commenta la liberazione dei tre
ostaggi italiani, dal 13 aprile in mano ai rapitori in Iraq. “Sia lode a Dio -
dice all’ADNKRONOS INTERNATIONAL (AKI) - Complimenti alle istituzioni per il
ritorno in vita dei tre ostaggi, nel ricordo di quello ucciso”.
Non solo. “Per noi è anche una vittoria dell’Islam - aggiunge Pallavicini -
perchè, in realtà, temevamo che si diffondesse una pur legittima islamofobia,
anche nei confronti dei musulmani che vivono in Italia”.
Con la liberazione di Maurizio
Agliana, Salvatore Stefio e Umberto Cupertino, ora, si assiste quindi a “una
sconfitta dei criminali islamisti” e a una “vittoria
dell’autenticità religiosa dell’Islam” con la conseguente “legittimazione di
quell’Islam moderato che si è mosso accanto alle istituzioni diplomatiche per
risolvere al meglio la situazione”.
Iraq: Pallavicini, mondo islamico aumenti sensibilità su ostaggi
Il Cairo, 29 apr. 2004 – (Aki) – Aumentare la sensibilità del mondo delle istituzioni
islamiche sulla sorte dei tre ostaggi italiani in Iraq. E’ un lavoro politico e
diplomatico quello che, da giorni, Yahya Sergio Yahe Pallavicini, vicepresidente
della Comunità Religiosa Islamica Italiana (CO.RE.IS.),
sta svolgendo a Il Cairo. Giunto in Egitto per partecipare
alla sedicesima edizione della ‘Conferenza islamica internazionale’,
dove presenterà la minoranza musulmana in Italia, Pallavicini
chiederà oggi pubblicamente che vengano “tutelate
tutte le minoranze, religiose o politiche che siano”. Il
riferimento, nel giorno in cui a Roma il popolo della pace scende in piazza per
chiedere la liberazione di Maurizio Agliana,
Salvatore Stefio e Umberto Cupertino,
va proprio ai nostri tre connazionali in mano alle ‘Brigate Verdi di Maometto’. “Da italiano – spega
all’ADNKRONOS INTERNATIONAL
(AKI) – chiedo maggiore sensibilità al mondo
istituzionale islamico per prevenire situazioni simili a quelle che stanno
coinvolgendo tre nostri connazionali in Iraq”. Rappresentante politico, oltre
che religioso, prima di partire per Il Cairo Pallavicini
ha avuto consultazioni con uomini della Farnesina
e, una volta giunto in Egitto, ha alternato i colloqui con i
rappresentanti islamici con visite all’ambasciata italiana. “Il mio obiettivo –
chiarisce a margine dell’incontro a cui partecipano rappresentanti di 71 Paesi
– è quello di chiedere il sostegno e la solidarietà del mondo islamico contro
ogni intolleranza nei confronti di tutte le minoranze, a qualsiasi gruppo,
potere politico o religioso appartengano.”
Nell’obiettivo di costruire “un futuro più tollerante e
rispettoso”, Pallavicini presenterà oggi al Cairo
anche un progetto triennale Euro-Mediterraneo mirato ad avviare “azioni
concrete e costruttive contro l’islamofobia”.
Un elemento, questo, che costituisce solo il principio di un percorso mirato a
contrastare qualsiasi forma di intolleranza nei
confronti di tutte le minoranze. “Siamo convinti che l’ignoranza provochi
intolleranza – spiega l’imam italiano, autore de
‘L’islam in Europa’ (edito da Il
Saggiatore) – ed è per questo che intendiamo agire sulla cultura e l’educazione
favorendo scambi di giovani leader politici, religiosi o culturali tra i Paesi
dell’Unione europea e quelli del Mediterraneo”. Il progetto, già illustrato
alle istituzioni europee e alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni
Unite a Ginevra, prevede tra l’altro, la formazione di un Istituto per la
formazione e la ricerca euromediterranea, con sede a
Milano. “Vogliamo creare una rete di contatti – prosegue Pallavicini
– e avviare corsi per promuovere la conoscenza e il dialogo”. Obiettivo,
ultimo, è di creare le condizioni perché siano “tutelate tutte le minoranze nel
mondo, i musulmani in Occidente come i cristiani nei paesi a maggioranza
islamica”.