Domanda: Come ha accolto la notizia della elezione a nuovo Pontefice dell’ex cardinale Ratzinger?
Risposta:
l’abbiamo accolta con una certa predisposizione, in quanto
i momenti del conclave facevano prevedere che le sue omelie e i suoi discorsi,
al momento del funerale del defunto pontefice, al quale abbiamo partecipato, si
indirizzassero verso una figura che era stata tanto vicina a Giovanni Paolo II.
D. E come
giudica il personaggio Ratzinger come cardinale?
R. Noi siamo
lontani da qualsiasi pretesa di voler giudicare alcuno. Come dicevamo, un uomo
sarà giudicato dalle sue azioni una volta che è investito di questa funzione
sacerdotale e papale, che, da quanto si sente in
questi giorni, può essere molto diversa da quelle che erano le concezioni di un
cardinale che lui stesso sembra voler in qualche modo dimenticare per farsi
pontefice anche nel senso di fare da ponte fra il cattolicesimo e, da quanto
abbiamo sentito fino adesso, le altre confessioni cristiane.
D. Vi sono a tutt’oggi
delle riserve sul nuovo pontefice Benedetto XVI da
parte della Comunità Islamica Italiana?
R. Assolutamente
no, non possiamo avere delle riserve nel riguardo di una funzione pontificale
di una rivelazione abramico monoteistica, che noi
riconosciamo pienamente, nell’augurio - che noi manteniamo dai tempi della
nostra presenza ad Assisi, quando siamo stati invitati dal precedente pontefice
- che questo riconoscimento diventi finalmente reciproco ancora prima di quella attesa messianica dei nostri fratelli ebrei che
corrisponde alla nostra attesa della seconda venuta di quello che noi chiamiamo
in arabo Seydna ‘Isa, e cioè per tradurlo Nostro
Signore Gesù Cristo.
D. Quali dovranno essere a suo giudizio
gli obiettivi più prossimi di un dialogo fra Islam e mondo cattolico?
R. Sono quelli di
sempre, come abbiamo appena detto, il riconoscimento reciproco della validità
salvifica di questa due rivelazioni del monoteismo abramico insieme alla terza costituita da quella dei nostri
fratelli ebrei, nel rispetto della identità specifica di ciascuna delle nostre
rivelazioni che devono rimanere tali cioè originarie, perché solo così possono
portare allo scopo della rivelazione, che è la salvezza dell’anima nell’altro
mondo.
D. Voi auspicate comunque
una continuità fra il pontificato di Giovanni Paolo II
e quello di Benedetto XVI?
R. Se questa
continuità porta avanti il discorso iniziato ad Assisi nell’ottantasei, che non
abbiamo visto realizzarsi fino agli ultimi anni del
pontificato di Giovanni Paolo II, mentre ci sono
state delle recrudescenze di esclusivismo confessionale non soltanto nei nostri
confronti e nei confronti degli ebrei, ma perfino nei confronti delle altre
confessioni cristiane non cattoliche. Con l’auspicio che l’encomiabile tentativo
di ripristinare una ortodossia nella Chiesa Cattolica
porti al dialogo fra le ortodossie auspicato anche dal Dalai
Lama ad Assisi, cosa che ci riguarda da vicino, come Comunità Religiosa
Islamica Italiana, rara espressione dell’ortodossia islamica in Italia.