FESTE ISLAMICHE
SENZA ISLAMICITA'
Con riferimento alle
dichiarazioni diffuse dalle agenzie stampa in merito alla richiesta avanzata
dall'UCOII di sollecitare l'adozione delle festività islamiche nel disegno di
legge sulla libertà religiosa, la CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica)
Italiana ribadisce di non riconoscere alcuna autorevolezza e rappresentatività
alla citata organizzazione promotrice di tale richiesta.
Il disegno di legge sulla libertà
religiosa è stato l'oggetto di due occasioni di confronto in audizioni
parlamentari con alcuni componenti della Consulta per l'Islam Italiano del
Ministero dell'Interno. In queste occasioni, il vice presidente della COREIS,
Yahya Pallavicini, ha avuto modo di esprimere al Presidente della Commissione
Affari Costituzionali della Camera On. Luciano Violante, al relatore del
disegno di legge On. Zaccaria e a tutti i parlamentari presenti il sostegno per
l'opportunità di aggiornare la prospettiva giuridica della legge sulla libertà
religiosa alla luce del nuovo contesto di pluralismo religioso della società
italiana contemporanea. Parallelamente, l'intervento di Yahya Pallavicini ha
voluto sensibilizzare i deputati presenti sull'importanza di non confondere il
valore di questa nuova legge con le procedure previste dalla Costituzione per
firmare una Intesa tra lo Stato e un ente riconosciuto di una confessione
religiosa.
Il riconoscimento di un
interlocutore qualificato e affidabile che sappia garantire alle Istituzioni la
qualità di una responsabilità di gestione trasparente del culto islamico nel
rispetto dell'ordinamento dello Stato e che sappia ugualmente rappresentare gli
interessi autenticamente religiosi dei fedeli musulmani presenti sul territorio
nazionale costituisce la vera priorità di un dialogo sull'islam in Italia. In
mancanza di questo primo passo fondamentale, le festività, le moschee, le
scuole, le macellerie, il velo o le banche “islamiche” rischiano di diventare
da parte di una minoranza di opportunisti sedicenti musulmani il veicolo per
una “artificiosa islamizzazione formalista” della comunità dei veri musulmani
in Italia, cosa che nasconde in realtà l'ambizione di potere e di
“autorevolezza” da parte della filiale italiana di un movimento politico
transnazionale di matrice islamista.
I musulmani italiani della
COREIS, le rappresentanze diplomatiche occidentali e del mondo islamico
presenti presso il Quirinale e presso la Santa Sede e la maggioranza dei fedeli
musulmani in Italia e nel mondo sono consapevoli dell'ambiguità di questo
progetto politico e lavorano intensamente affinché la vera immagine della
tradizione islamica non venga manipolata e strumentalizzata a danno degli
stessi musulmani e dei valori universali della società contemporanea.
L'islamicità che la COREIS
intende testimoniare rappresenta il patrimonio spirituale, dottrinale e
culturale millenario della civiltà islamica ed è estranea alle logiche perverse
di alcuni agitatori e predicatori violenti. Il punto più importante del disegno
di legge sulla libertà religiosa che Yahya Pallavicini ha voluto seguire con
interesse anche recentemente alla Camera dei Deputati accanto all'On. Khaled
Fuad Allam, all'On. Jole Santelli e al Sen. Marcello Pera è invece quello dei
ministri del culto, degli imam, dei responsabili accreditati per la formazione
e l'insegnamento religioso nei luoghi di culto in Italia che hanno
probabilmente bisogno di un albo che sappia favorire il riconoscimento di
coloro che intendono praticare questo nobile servizio di assistenza spirituale
e morale distinguendoli da coloro che speculano sull'islamicità rappresentandone solo la parodia.