Home

 

Jakarta (Indonesia), 18-22 settembre 2000

 

La CO.RE.IS. rappresenta l’Italia nella riunione del mondo islamico a Jakarta

 

Il Presidente della Repubblica di Indonesia K.H. ‘Abd ar-Rahman Wahid ha ufficilamente aperto il VI° congresso generale della World Islamic Call Society che ha riunito rappresentanze islamiche di 133 Paesi provenienti da tutto il mondo.

Scopo della riunione svoltasi a Jakarta dal 18 al 22 settembre e alla quale hanno partecipato più di 770 delegati e che ha visto un attento pubblico selezionato di oltre 300 persone è stato quello di confrontarsi su una “Futura visione della da’wa islamica”.

La sessione inaugurale è stata introdotta dal Ministro degli Affari Religiosi Indonesiano e dal Presidente del Consiglio degli Ulama, il consiglio dei sapienti, K.H. M.A. Sahal Mahfudh che ha voluto dare anche un resoconto degli sforzi e dei risultati ottenuti in questi ultimi 25 anni: “Il Consiglio degli Ulama ha riunito i sapienti e gli intellettuali musulmani impegnati in una attività di trasmissione di una dimensione religiosa della vita nella società contemporanea. Scopi principali sono stati quelli di costituire un punto di riferimento che sapesse collaborare con le autorità del Governo nel dare pareri e risposte in materia religiosa alla popolazione e di favorire lo sviluppo di iniziative pubbliche tese alla realizzazione di una fratellanza tra i cittadini e di una convivenza pacifica tra i fedeli. La nostra intenzione è quella di contribuire alla costituzione di un popolo che sia espressione dell’unità nazionale e di svolgere una funzione ufficiale di collegamento tra le istituzioni politiche e le esigenze religiose dei musulmani in modo da garantire la crescita della società”.

Il segretario generale della World Islamic Call Society prof. Muhammad Ahmad Sharif ha presentato quindi la relazione sulle attività realizzate in questo triennio, dando una sintesi dettagliata del ruolo svolto come osservatori ufficiali presso le Nazioni Unite, avviando delle collaborazioni con l’UNESCO (era presente il delegato del segretario generale prof. Stephen Hill), l’ISESCO e l’ALECSO. Attualmente riunisce 250 organizzazioni islamiche che fanno capo a più di 80 nazioni da tutti i continenti. I principali successi di questi ultimi anni sono stati raggiunti nei seguenti campi:

·             educazione (promozione di borse di studio, corsi, seminari e conferenze all’attenzione di studenti di tutto il mondo con finanziamento di iniziative di scambi culturali e di pubblicazioni in tutte le lingue);

·             socio-sanitario in collaborazione con l’UNICEF e la W.H.O., l’organizzazione mondiale della sanità, (edificazione di ospedali e cliniche specializzate con elargizione di aiuti umanitari di viveri, vestiario e medicinali alle popolazioni colpite da conflitti bellici o da disastri naturali, in Zimbabwe, Burundi, Madagascar, Ghana, Mali, Uganda, Etiopia, Mozambico, Botswana, Guinea, Senegal, Sudan, Djibouti, Zambia, Niger, Maldive, Sri-Lanka, Bangladesh, Albania, Cecenia, Bosnia, Nigeria, Azerbaijan, Ciad, Somalia, ecc.);

·             inter-religioso (organizzazione di incontri di dialogo e di conoscenza tra rappresentanze religiose diverse per collaborare nella educazione alla pace e nella parità dei diritti in conformità al versetto coranico “e tratta con le genti del Libro nel modo migliore”);

·             politico (sostenendo la difesa dalle ingiustizie di popoli discriminati in Afghanistan, Cecenia, Bosnia, Albania e Kashmir e aiutando le minoranze islamiche a preservare la loro identità nelle Filippine, in Thailandia, Cina, Bulgaria e in Europa).

Successivamente sono state presentate ai membri del congresso generale le analisi delle situazioni dei musulmani nel mondo da parte dei cinque portavoce della WICS provenienti dai cinque continenti.

La sessione inaugurale si è quindi conclusa con l’intervento del rettore della prestigiosa università Al-Azhar del Cairo che ha saputo trasmettere ai presenti l’esempio di una profonda conoscenza della dottrina islamica che si manifesta in una dimensione religiosa vissuta con nobiltà nell’adempimento del proprio compito di educazione della civiltà islamica contemporanea. Il rettore Ahmad Umar Hashim ha continuato affermando che il mantenimento di una identità islamica si esprime nella conformità alla pratica dell’ortodossia della Rivelazione Coranica e nel ricordo dei principi di unità della comunità dove i fedeli riuniti sapranno trovare insieme la discriminazione intellettuale necessaria tra il bene e il male e, così, ognuno saprà dare il proprio contributo alla società preparandosi adeguatamente al giorno del Giudizio Universale.

Il secondo giorno il congresso è entrato nel vivo del tema con le due conferenze del prof. ‘Abd ar-Rahman Taha dal Regno del Marocco e del prof. Ibrahim al-Guil che hanno descritto i loro studi sul ruolo della comunicazione e dell’economia come mezzi necessari da conoscere per relazionarsi adeguatamente con il mondo occidentale.

L’Islam in Italia era rappresentato da una delegazione mista CO.RE.IS. – UIO formata da: shaykh ‘Abd al-Wahid Pallavicini, Mansur Tantoush, Yahya Sergio Yahe Pallavicini e Khaled Biagioni. L’occasione ha permesso di aggiornare i membri del congresso sugli sviluppi dell’organizzazione dei musulmani sul territorio nazionale italiano esprimendo inoltre la preoccupazione per le nuove ingerenze vaticane che hanno tentato di proporre al Governo una politica discriminatoria da adottare nei confronti dei musulmani immigrati e partecipando attivamente alle risoluzioni finali adottate dal congresso di cui riportiamo di seguito alcuni punti.

·             Sostenere le rappresentanze delle minoranze islamiche nei loro Paesi affinché possano preservare la loro identità religiosa e la loro integrazione sia all’interno della comunità islamica globale che all’interno del territorio nel quale risiedono. Per agevolare il superamento dei problemi e degli ostacoli locali verranno studiati programmi educativi specifici che sappiano garantire l’espressione delle esigenze religiose dei musulmani purché compatibili con i sistemi politici e giuridici in vigore. La ricerca di tutelare l’essenziale nella pratica del culto e nel rispetto dell’ordine e dell’equilibrio di ogni Nazione avranno la priorità rispetto alla pseudocultura degli eccessi e alle esagerazioni che alcune frange fondamentaliste vorrebbero ingiustamente imporre;

·             Favorire un confronto comunitario tra i sapienti sulle deviazioni che portano all’esclusivismo confessionale e al settarismo e che provocano conflitti che minacciano l’unità della comunità islamica e ne disperdono le risorse. Il Congresso invita tutti i musulmani alla fedeltà nei confronti del Messaggio rivelato nel Sacro Corano e nel seguire l’esempio illuminato del Profeta Muhammad e a prendere le distanze da qualsiasi espressione di violenza che vuole mettere cattiva luce sull’Islam. Il Congresso denuncia ogni metodo di aggressione che si nasconde dietro al velo della strumentalizzazione della religione per promuovere benefici personali o di parte e intende intensificare gli sforzi educativi di conoscenza dell’Islam nei confronti delle nuove generazioni affinché sappiano distinguere la realtà dalle sue deviazioni e non cadano nella trappola di coloro che strumentalizzano l’ignoranza;

·             Incrementare la testimonianza dell’immagine della donna nell’Islam e della sua funzione e responsabilità attiva nella società contemporanea;

·             Condanna di qualsiasi distorsione e disinformazione da parte dei mezzi di comunicazione di massa nel trasmettere una immagine faziosa e sbagliata della civiltà islamica;

A conclusione del Congresso Genarale lo shaykh ‘Abd al-Wahid Pallavicini, presidente della CO.RE.IS. Italiana, è stato nominato membro della giunta esecutiva della World Islamic Call Society.


 

World Islamic People’s Leadership

Risoluzioni della giunta esecutiva

 

Premesso che nella sessione conclusiva del congresso generale tenutosi l’anno scorso a Ndjamena in Chad si era dichiarato che:

·             Il Congresso esprime il suo impegno nel seguire le esigenze delle comunità islamiche nel mondo. A questo riguardo viene richiesto alle organizzazioni islamiche e ai governi di sostenere le minoranze dei musulmani affinché possano preservare la loro identità religiosa e culturale in modo da favorire la loro effettiva partecipazione alla vita politica ed economica nei loro Paesi e affinché possano essere messi nella condizione di cooperare con le istituzioni e le altre organizzazioni nel dare una corretta immagine dell’essenza dell’Islam secondo i principi di benessere, fratellanza e pace;

·             Il Congresso esprime la sua condanna nello spargimento di sangue da parte di frange incontrollate di musulmani in varie parti del mondo. Il Congresso considera tali azioni come un’evidente violazione dei principi religiosi islamici che proibiscono chiaramente azioni riprovevoli. Il Congresso è invitato ad organizzare delle azioni diplomatiche con l’invio di delegazioni con l’intento di richiamare e riconciliare le dispute tra le parti in conflitto e di fare pressioni affinché si sappia ripristinare un clima di fratellanza e di coesistenza tra credenti;

·             Il Congresso enfatizza l’urgenza di unità da parte dei Governi dei Paesi Islamici per aiutare la formazione di una comunità islamica unita nel rispetto delle diversità e soprattutto in grado di contribuire per il progresso di tutta la società a discapito di campagne di discriminazione razziste o di nuovi tentativi di colonizzazione culturale;

·             Il Congresso sottolinea l’importanza tradizionale della consultazione comunitaria preventiva per l’esecuzione delle risoluzioni del Congresso per evitare dispersioni inutili e rendere efficace l’attuazione di programmi per l’organizzazione di seminari e gruppi di lavoro per la gioventù e le donne.

 

La giunta esecutiva conferma di avere l’intenzione di realizzare i suoi obiettivi tramite:

·             Lo sviluppo di un’azione tesa a migliorare la condizione dei musulmani nei Paesi Islamici e nel mondo sull’espressione delle capacità umane, materiali e morali. Tale azione si deve realizzare intensificando le iniziative utili nel trasmettere un’immagine genuina dell’Islam attraverso una informazione competente, cosciente ed efficace ed evitando contrapposizioni o reazioni che offuschino il dialogo civile tra le parti.

·             Il dialogo potrà essere produttivo attraverso la messa in opera di cooperazioni tra le varie organizzazioni operanti nel campo della testimonianza islamica al fine di rendere efficace l’espressione coordinata dell’Islam in campi culturali, intellettuali e politici.

·             La necessità di fare maggiore affidamento sulle esperienze dei membri che rappresentano le minoranze islamiche nei loro Paesi e sul loro esempio relativo al contributo storico dei musulmani nella crescita della civiltà intera. Tale esempio si è manifestato in una priorità della dimensione spirituale e morale dei principi della religione e in una disponibilità concreta a collaborare per la tutela dei diritti umani basati sul rispetto, la conoscenza e l’eguaglianza davanti a Dio di tutti gli esseri.