di Yahya Sergio Yahe Pallavicini
Conoscere la civiltà
islamica in modo adeguato significa andare oltre gli aspetti sociali e politici
e le manifestazioni esteriori del suo culto, per attingere alle fonti
originarie, all’insieme delle dottrine che ne
costituiscono le radici spirituali. Si tratta di un
patrimonio complesso, che comprende il Corano, la Sunna (l’insieme delle regole
di condotta ispirate alla vita del Profeta), la sapienza teologica e morale
trasmessa oralmente dai maestri musulmani. Gli insegnamenti racchiusi in questa
tradizione millenaria possono diventare accessibili
alla sensibilità e alla cultura occidentali se accompagnati dai commenti e
dalle spiegazioni dei testimoni qualificati dell’Islâm. I musulmani europei
sono i più adatti a interpretare questo ruolo di
mediazione, perché rappresentano un ponte ideale tra Oriente e Occidente, tra
culture diverse ma legate da numerosi elementi comuni.
Con
un approccio ugualmente distante dalle letture integraliste e dalle
semplificazioni del sincretismo, l’imâm Yahya Sergio Yahe Pallavicini,
esponente di spicco della comunità musulmana italiana, offre al lettore la
possibilità di avvicinarsi per gradi ai contenuti più profondi della
spiritualità islamica. Il percorso tracciato da L’Islam in Europa tocca il significato generale della fede oggi, il
rapporto con il mondo laico, le relazioni fra le tre religioni rivelate, il
ruolo degli “altri” profeti – Abramo, Mosè, Gesù – e il valore delle scritture,
fino a delineare ciò che caratterizza gli insegnamenti
di Muhammad, quella conoscenza spirituale che è il cuore del suo messaggio
vivente ed eterno. (edizioni Il
Saggiatore)
“In questi tempi in cui si vorrebbe
imporre un’integrazione sconsiderata dobbiamo opporre il diritto ad essere
diversi, il diritto a poter essere ancora veramente religiosi, in un mondo dove
la globalizzazione “democratica” rinuncia alla sua stessa definizione
nell’ostacolare la sopravvivenza di una qualsiasi
“élite” minoritaria.” (shaykh Abd
al-Wahid Pallavicini)
“Il libro dell'imâm
Pallavicini è destinato ai cristiani d'Italia e d'Europa, per far loro capire
che cosa sia veramente l'Islâm e per contribuire alla demolizione di facili
stereotipi e di lacune di conoscenza. In più, esso
attribuisce un compito inedito e affascinante ai cosiddetti "musulmani
europei": quello di operare come un ponte ideale per collegare fra di loro
religioni e culture diverse ma topograficamente vicine. Operare
per farle conoscere per quello che sono, non per come vengono rappresentate,
spesso in forme sbagliate, addirittura caricaturali. Non esito ad
affermare che si tratta di un progetto civile,
dignitoso e serio.” (Amos Luzzatto)
“Abbiamo quindi davanti a noi una proposta culturale di grande interesse: quella di un Islâm italiano che vuole muoversi all’interno della comunità nazionale separando in qualche modo l’Islâm come religione dai supporti etnici e culturali con i quali siamo soliti associarli. (…) Credo che sia interesse di tutti i cittadini italiani e dei credenti nell’Islâm in Italia dare spazio a questa proposta. Essa va inoltre valutata nel quadro dell’Islâm mondiale, della crisi che esso attraversa e delle sue prospettive evolutive. La questione dell’Islâm, comunque, si impone di fatto alla nostra attenzione come uno degli snodi fondamentali del secolo che è appena iniziato. Dalla nostra capacità di affrontarla dipende una parte non secondaria del nostro destino. (…) L’ipotesi culturale che Yahya Sergio Yahe Pallavicini delinea è allora interessante, meritevole di essere conosciuta ed anche sostenuta.” (Rocco Buttiglione)
Yahya Sergio Yahe Pallavicini è un cittadino italiano nato musulmano, da madre giapponese e padre italiano. Dal 1997 entra a far parte della Commissione Nazionale per l’Educazione Interculturale del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e nello stesso anno diventa membro del Comitato per il Patrimonio e la Cultura del Mediterraneo promosso dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali.
L’ISESCO,
l’Organizzazione Islamica per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, lo
inserisce nel direttivo del Consiglio Superiore per l’Educazione in Occidente e
la EIC (European Islamic Conference), la prima ONG
islamica riconosciuta dall’Unione Europea, gli conferisce la funzione di
ambasciatore per i rapporti con il Vaticano e poi quella di responsabile per le
relazioni internazionali. Nel 1998 è invitato dalla Muslim
World League a far parte della delegazione dei musulmani italiani in occasione
del pellegrinaggio alla Mecca.
Attualmente è vice-presidente della CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica) Italiana in rappresentanza della quale ha incontrato il Re del Marocco Hassan II, il Presidente della Repubblica Araba d’Egitto Hosni Mubarak e il leader libico Gheddafi oltre ai Ministri degli Affari Religiosi di vari Paesi del Medio Oriente e del sud-est asiatico.
È
l’imam della Moschea al-Wahid di Milano in via Meda e
nel 2000 diventa membro del Consiglio di Amministrazione del Centro Islamico
Culturale d’Italia della Moschea di Roma.