Londra, 9-10 settembre
2000
I musulmani d’Europa nel nuovo millennio
Multiculturalismo,
Identità e Cittadinanza
Si è svolta a Londra, nella splendida cornice di Regent’s College, a pochi passi dalla Moschea, l’incontro internazionale sui “Musulmani d’Europa” organizzato dalla Associazione Musulmana di Scienze Sociali (UK) in cooperazione con il nuovo Centro Culturale Islamico d’Irlanda (ICC-Dublino).
Il 9-10 settembre più di 40 tra i principali esponenti ed intellettuali dell’Islam europeo si sono riuniti per esprimere e condividere esperienze e strategie sulla condizione e sullo sviluppo dei musulmani in Europa.
L’intenzione degli enti organizzatori è stata quella di favorire gli scambi tra i responsabili delle organizzazioni islamiche provenienti da tutti i Paesi d’Europa per un confronto sulle seguenti priorità:
1. Analisi delle problematiche legate alla relazione tra la comunità islamica e la società europea (identità religiosa-laicismo, lingua, educazione e scuole islamiche, inserimento professionale, discriminazione sociale e islamofobia, conversioni e matrimoni misti) con particolare attenzione allo studio sulla compatibilità giuridica per la tutela delle minoranze;
2. Analisi storica, demografica, etnografica e antropologica della presenza dei musulmani in Europa;
3. Studio per lo sviluppo di una identità culturale europea all’interno della comunità islamica.
La prima giornata sull’identità islamica in Europa è stata introdotta, tra gli altri, da Tariq Ramadhan che ha espresso con efficacia la distinzione necessaria tra religione e cultura. Hanno fatto seguito altre riflessioni sulla condizione dei musulmani in Turchia e nei Balcani fatte dal professor Ahmet Davotuglu e dall’ex ministro per l’educazione, la scienza e la cultura del governo della Bosnia e dell’Erzegovina. Entrambi hanno sviluppato una interessantissima analisi della situazione nei loro Paesi anche in relazione alle sfide della secolarizzazione improvvisa e della nuova globalizzazione.
Yahya Pallavicini (CO.RE.IS.Italiana) accanto a Yusuf Islam (Cat Stevens) e a Ibrahim el-Zayat (Germania) hanno suscitato un particolare interesse da parte del nutrito pubblico presente con le loro relazioni e testimonianze operative sull’identità islamica vissuta dai cittadini europei e sul lavoro svolto per ribaltare sia i pregiudizi religiosi presenti nella mentalità di molti europei che i pregiudizi culturali diffusi in molti fratelli musulmani immigrati.
Successivamente il dott. Yusuf al-Khoei ha presieduto la sessione sui musulmani nell’Europa dell’est mentre il dott. Nuh al-Kaddo ha coordinato i lavori sull’arte e l’architettura dove sono state sottolineate le relazioni culturali e gli scambi tra la varie civiltà come elemento di conoscenza e di comunicazione esemplari.
Infine la giornata si è conclusa con l’importante sessione sul diritto per le minoranze dove il prof. Ya Sin Dutton ha dato un saggio della sua profonda competenza dottrinale islamica commentando alcune sentenze giuridiche di eminenti fuqaha sui doveri dei musulmani in Europa mentre il prof. Zaki Badawi ha espresso un equilibrio e un coraggio rari nella sua sintesi sui valori del pluralismo e della libertà di espressione religiosa e sulla presunta islamicità di alcuni Governi in Medio Oriente.
La seconda giornata si è aperta con una riflessione fatta dal dott. Anas al-Shaykh Ali sui mezzi di comunicazione di massa e l’immagine distorta che viene troppo spesso data dell’Islam in Occidente.
La tematica principale della mattinata è stata l’organizzazione delle comunità islamiche nell’Europa Occidentale e i rapporti con le istituzioni politiche dove sono stati ascoltati interventi di grande scientificità da parte dei rappresentanti dei musulmani di Spagna (M. Escudero), Norvegia (L. Larsen), Irlanda (F. Akkari), Svizzera (T. Ramadhan), Italia (Y. Pallavicini), Belgio (Y. Michot) e Germania (A. Aries).
L’incontro si è concluso con due interventi sulle donne musulmane nelle scuole e nella società europea e sul significato di cittadinanza e di coesistenza pacifica.
Pubblichiamo di seguito uno stralcio della conclusione del primo intervento del direttore della CO.RE.IS.Italiana sui Muhajirin (gli immigrati musulmani) in Europa: “Coscienti della decadenza dell’Occidente contemporaneo e dell’approssimarsi della fine dei tempi escatologici i musulmani europei aspirano a praticare la loro fede assumendosi in tutta modestia e dignità il peso di una responsabilità spirituale che trascende le forme dello spazio e del tempo e che partecipa di una corrispondenza provvidenziale con la dottrina rivelata nel Sacro Corano.
Sarebbe conveniente quindi uscire dalle distinzioni tribali o familiari, per considerare l’unità e la complementarità tra muhajirin e ansar, tra immigrati e originari, tra arabi ed europei, tra Oriente ed Occidente e non cadere nell’errore tipico della mentalità profana di separare e uniformare confusamente le parti”.