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Simposio internazionale per il dialogo fra le culture

 

L'ISESCO, Organizzazione Islamica per l'Educazione, la Scienza e la Cultura dell'OCI (Organizzazione della Conferenza Islamica), la Lega Mondiale Islamica e la Fondazione "al Khoui" hanno organizzato un convegno a Berlino per riflettere sul "dialogo" fra le civiltà e le culture.  Oltre ai rappresentanti ufficiali delle organizzazioni promotrici vi sono stati apporti autorevoli del mondo accademico, teologico e istituzionale, tra cui va segnalata la presenza del Ministro per gli Affari Religiosi dell'Egitto Zaqzouq, di Giandomenico Picco, rappresentante stimato delle Nazioni Unite, e del Presidente del Parlamento tedesco Wolfgang Thierse, la cui partecipazione ha dato indubbiamente una visibilità politica alla presenza islamica in Germania e ha rilanciato un dialogo istituzionale per regolamentare le necessità più significative della comunità islamica tedesca. Thierse ha tra l'altro espresso critiche molto dirette al fenomeno dell'integralismo e denunciato le coperture che spesso i paesi islamici accordano a queste tendenze. Nonostante questa denuncia alcuni ambienti giornalistici influenti, vedi il Suddeutsche Zeitung, hanno dato spazio a considerazioni molto negative sulla sua partecipazione alla manifestazione per l'ufficialità accordata in questo modo a tutte le rappresentanze islamiche presenti, anche quelle più ideologicizzate.

Sul piano accademico, invece, il Prof. Steinbach, direttore del Deutches Orient Institut di Amburgo, impegnato negli studi sociologici sull'impatto della presenza di musulmani nei paesi occidentali, ha ribadito la necessità di un Islam tedesco con specificità nazionali e regionali senza che la Turchia o altri paesi d'origine possano porre questo Islam al servizio dei propri interessi. Sintomatica delle attuali tendenze la riflessione del teologo Hans Kung che ha tentato di applicare anche in ambito islamico una lettura della storia religiosa come una successione di "paradigmi" che esprimono solo particolari tendenze individuali, ponendo sullo stesso piano l'Islam profetico 0 quello dei vari califfi come quello dei buoni o dei cattivi successori. Bene e male, luci e ombre, sarebbero parte integrante della religione, e le tendenze, più o meno elevate, che si impongono in certi momenti storici all'interno delle varie

comunità religiose sono da considerare tutte equivalenti, in un livellamento indiscriminato dove ognuno può scegliere il modello, che più gli è confacente, senza alcun criterio di verità, o, piuttosto, secondo una propria verità relativa.

Gli uomini tradizionali devono custodire la consapevolezza di una verità così come di una tradizione immutabile, la Dinu-l-Qayym di cui parla il sacro Corano, che è in fondo il vero criterio per una discriminazione tra verità e contraffazione, tra ortodossia e eterodossia, tra luci e ombre, tra bene e male. Questo richiamo rappresenta forse la vera ragion d'essere di una nuova presenza dell'Islam in Occidente e una possibilità reale di comprensione e dialogo tra le civiltà.