La Co.Re.Is. Italiana è da anni impegnata nella formazione degli imam, con la consapevolezza che soltanto un percorso di conoscenza religiosa approfondita e di affinamento del gusto spirituale può garantire la qualità intellettuale, etica e culturale delle guide del culto. In definitiva, il carattere davvero islamico degli imam.

Abd al-Wadud Yahya Gouraud è un giovane musulmano francese che fa parte della nostra comunità e si è formato come imam e responsabile religioso presso la nostra scuola tradizionale. Recentemente nominato membro d’onore nel Consiglio dei Laureati dell’Università al-Azhar del Cairo, il dottor Gouraud è oggi tra gli imam della Moschea della Pace di Parigi.

È quindi con grande soddisfazione che, nel mese benedetto del digiuno di Ramadan, la Co.Re.Is. Italiana intende riportare gli insegnamenti che l’imam Abd al-Wadud Yahya Gouraud ha condiviso con i fedeli nella sua prima khutba salat al-jumu’a presso la Moschea della Pace di Parigi, ovvero nel suo primo sermone, tenuto in occasione della riunione rituale di venerdì 14 settembre 2007.

Che Allah ci consenta di beneficiare della Sua Misericordia in questo mese santo e ci annoveri tra i Suoi digiunatori, secondo l’esempio perfetto del Profeta Muhammad.

 

 

 

183. O voi che credete ! v’è prescritto il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi, nella speranza che vi possiate dimostrare timorati di Dio. (O che possiate manifestare la pietà spirituale).

184. Per un numero determinato di giorni ; ma chi di voi è malato o si trovi in viaggio digiunerà in seguito per altrettanti giorni. Quanto agli abili che lo rompano perché non riescono a sopportarlo, avendone grande difficoltà, lo riscatteranno col nutrire un povero. Ma chi fa spontaneamente del bene, sarà di grande vantaggio per lui;  ma sapete che per voi è preferibile il digiuno?

185. E il mese di Ramadan, il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e di permettere loro di distinguere la Verità dall’errore. Non appena avrete preso conoscenza della luna nuova (dell’inizio di questo mese), digiunate per tutto quel mese, a chi è malato o in viaggio e sarà impossibilitato di digiunare, digiuni in seguito per un numero di giorni uguale a quelli che non ha osservato. Iddio desidera la facilità, per voi, non il disagio, e vuole che compiate il numero dei giorni e che proclamiate la grandezza di Iddio, perché vi ha guidato sulla retta Via, affinché proviate per Lui la riconoscenza.

 

         Al-Qur’ān al-Karim,    Sûrat al-Baqara (II)  –versetti 183-184-185

 

 

 

Sì, noi abbiamo preso coscienza dell’apparizione del mese benedetto di Ramadan, il mese del Corano, il mese della Guida e del Discernimento. È il mese della rivelazione di Allah (SwTa) grazie alla quale gli uomini sono guidati nella buona direzione e grazie alla quale essi possono distinguere la Verità dall’errore, il bene dal male ed il lecito dall’illecito.

Noi ringraziamo dunque Allah (SwTa) di averci guidati verso di Lui, e di permetterci quest’anno ancora di beneficiare delle Sue Elargizioni, della Sua Misericordia e della Sua Generosità in questo mese molto particolare.

 

Yâ ayyuhâ alladhîna âmanû kutiba ‘alaykum as-siyâm. « O voi che credete ! Il digiuno vi è prescritto. » Allah (SwTa) non si indirizza in questo caso agli uomini in generale. Si indirizza ai credenti, a coloro che credono in Allah (SwTa) ai Suoi Angeli, ai Suoi Libri ed ai Suoi Messaggeri, a coloro i quali credono nell’ultimo giorno ed al Destino impartito nel bene e nel male.

Il digiuno è una prescrizione certa, uno dei cinque pilastri dell’Islam, che presuppone la fede. Non c’è dunque vero digiuno senza la fede. Allah (SwTa) ci chiama alla fede per digiunare verso la Taqwa, la pietà spirituale: la‘allakum tattaqûn “alfine che voi manifestiate la vostra pietà”. Il fondamento del digiuno è la fede in Allah (SwTa); e l’espressione del digiuno praticato con fede è il timore di Dio, che esso stesso fortifica la fede. D'altronde non bisogna pensare che il mese di Ramadan sia solamente benedetto per i digiunatori tra i credenti musulmani. La misericordia di Allah (SwTa) prevede, come mostrano i versetti coranici citati: “coloro che malati o in viaggio, sono impossibilitati a osservare il digiuno” e “coloro i quali non possono sopportarlo”. Costoro partecipano, nella maniera in cui Allah (SwTa) ha voluto per essi in quel momento, alle buone azioni ed alle virtù del mese di Ramadan.

 

Il Profeta ha detto : “In verità Allah (SwTa) vi ha imposto il digiuno di Ramadan e Io ho instaurato per voi la veglia devota. Colui il quale digiuna il giorno e veglia piamente la notte, con fede e speranza di ricompensa, è liberato dai suoi peccati e ridiviene puro come lo era il giorno in cui sua madre lo mise al mondo.”

 

Questa è la buona direzione da seguire, i mezzi d’adorazione e di pietà che sono stati rivelati « a coloro i quali vi hanno preceduto ». qui ci si riferisce ai credenti delle comunità religiose dei profeti che hanno preceduto il Sigillo della Profezia, Muhammad (sA’aws), ma anche di tutte le generazioni di musulmani e musulmane che hanno vissuto prima di noi. La Rivelazione di Allah (SwTa) è attuale ed eterna, e continua ad indirizzarsi a noi come si è indirizzata al Profeta ed ai Suoi Compagni.

 

Così, questa prescrizione di Allah (SwTa) non è cambiata, ma rinnova, per i Suoi servitori la Sua grazia, la Sua Parola e la Sua Misericordia. Il digiuno, significa la Pietà, e la Guida di Allah (SwTa) merita la gratitudine nei Suoi confronti: la’allakum tashkurûn.

 

È così che Allah (SwTa), ci insegna, attraverso il modello eccellente del Suo Profeta Muhammad (sA’aws) come si pratica la pietà, come ci si rapporta verso Allah (SwTa) e come si accede alla Sua Misericordia e la Sua Generosità.

Attraverso il digiuno, il Profeta Muhammad (sA’aws), ci insegna a legarci ad Allah (SwTa) dal quale noi dipendiamo, senza contare solamente sui bisogni terreni. Ci insegna a combattere le passioni della nostra anima ed a disciplinarla, ad ammaestrare i nostri desideri, a ripulire il nostro carattere, a migliorare il nostro comportamento, a praticare la virtù della pazienza, della generosità e della sincerità. Tali sono le caratteristiche e le condizioni interiori ed esteriori, del digiuno completo, con il corpo, lo spirito ed il cuore.

È così che il credente che teme Allah (SwTa) e che spera nella Suo incontro si prepara durante la giornata per potere ascoltare e recitare la Parola di Allah (SwTa) durante la veglia pia della notte, attraverso la quale non cessa di avvicinarsi a Dio.

 

Secondo Abd Allah ibn Umar (ra), il Profeta ha detto : « Il Digiuno ed il Corano intercederanno in favore del servitore nel giorno della Resurrezione. Il Digiuno dirà : “O mio Signore ! Gli ho impedito di nutrirsi e di soddisfare i suoi desideri: accettami dunque come intercessore in suo favore!” Ed  il Corano dirà: “Gli ho impedito di dormire la notte: accettami dunque come intercessore in suo favore!” E tutte e due intercederanno. »

 

 

 

Cari fratelli e care sorelle,

        In un hadith qudsi riportato da Muslim, una tradizione profetica in cui è Allah (SwTa) a parlare in prima persona attraverso la bocca del Profeta (sA’aws), Allah (SwTa) dice: « Tutti gli atti del figlio di Adamo gli appartengono ad eccezione del digiuno che mi appartiene e sono io che accordo la sua ricompensa, poiché il servitore digiunatore abbandona per me il suo nutrimento e il suo desiderio. Il digiunatore ha due gioie : quando rompe il suo digiuno si rallegra e quando incontra il Suo signore, si rallegra di avere digiunato. L’alito del digiunatore è più profumato dell’odore del muschio. »

Queste parole ci invitano a riflettere sul senso stesso che noi diamo ai nostri atti in generale e in particolare, durante questo mese benedetto di Ramadan, al digiuno, alla preghiera e alla veglia pia. Bisogna riconoscere che si è qualche volta lontani nella nostra Comunità dal vivere e dal praticare il digiuno con coscienza non solamente delle sue regole precise, ma anche del suo valore per aiutarci ad accedere alla misericordia di Allah (SwTa) ed alla Sua grazia.

Ecco perché bisogna fare attenzione che il digiuno del mese di Ramadan non degeneri in una commemorazione di un avvenimento storico e di un costume culturale, una abitudine famigliare che abbiamo ripetuto meccanicamente, senza comprensione e senza ricavarne profitto dalla ricchezza inestimabile di questo mese benedetto.

        Come le preghiere quotidiane, il digiuno rischia di divenire una routine o un fardello, quando si dimentica il suo ruolo spirituale e educativo, prima per noi stessi che ne abbiamo bisogno e poi per quelli, musulmani o no, che ci stanno intorno. Più grave, può essere utilizzato, per ignoranza, con ostentazione, orgoglio e senza praticare l’insieme degli aspetti del digiuno che, come abbiamo visto precedentemente, non consistono solamente nell’astenersi dal mangiare, dal bere e dall’avere rapporti sessuali durante il giorno.

        In realtà, le virtù del digiuno possono essere realizzate quotidianamente nella società dove Allah (SwTa) ci ha fatto emigrare o nascere. Che sia nel quadro professionale o all’università, per gli adulti o ancora al liceo e a scuola per i giovani, noi abbiamo la possibilità di mettere alla prova la nostra fede, di migliorare il nostro comportamento, e di dimostrare finalmente, con discrezione, umiltà e pietà, la bellezza e la saggezza dell’islam, seguendo le qualità nobili e pure del Profeta (sA’aws), che ha detto :

 

« Il Ramadan è venuto a voi ! È un mese di benedizione. Allah (SwTa) vi avvolge e fa discendere la misericordia. Alleggerisce i peccati e esaudisce le richieste. Allah (SwTa) vi guarda rivaleggiare ardentemente a questo scopo e Si vanta di voi presso i Suoi angeli. Dimostrate ad Allah (SwTa) il meglio di voi stessi, poiché è molto infelice colui che è privato della misericordia di Allah (SwTa) il Potente ed il Maestoso.

 

Wa Allahu A'lam

( E Iddio è il più Sapiente )