La moschea italiana
Si è svolta a Roma la conferenza di presentazione
ufficiale della moschea al-Wahid di Milano
In occasione della posa
della prima pietra della Moschea al-Wahid di Milano si è tenuta giovedì 22
marzo, nella sala della Stampa estera a Roma (via della Mercede, 55), la
conferenza stampa in cui la CO.RE.IS. e la Commissione parlamentare per l'
intesa islamica hanno presentato pubblicamente il progetto.
I lavori, che si sono aperti
sotto il buon auspicio dei saluti e degli apprezzamenti per l'iniziativa fatti
pervenire dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi, hanno visto susseguirsi, come da
programma, gli interventi del Prof. Ahmad `Abd al Waliyy Vincenzo,
dell'Università Federico II di Napoli e responsabile giuridico della CO.RE.IS.,
dell'On. Umberto Giovine, della Commissione parlamentare per l'intesa islamica
e di Hajji Yahya Pallavicini, imam della Moschea di Milano, membro della
Commissione interculturale del Ministero della Pubblica Istruzione e direttore
generale della CO.RE.IS. Vi è stata anche una significativa presenza dei
rappresentanti istituzionali, che sono intervenuti a sostegno dei relatori,
integrando secondo le proprie competenze le risposte alle numerose domande del
pubblico.
Chiarificatore soprattutto
l'intervento della Dott.ssa Ippolito, responsabile per i culti acattolici della
Direzione Generale degli Affari dei Culti del Ministero degli Interni, che ha
confermato l'imminente riconoscimento da parte dello Stato della CO.RE.IS. Italiana
come ente morale per il culto islamico in Italia.
Il pubblico è infine rimasto molto colpito dalla presentazione del
progetto fatta dall'Arch. Lino Barone (che ha già firmato le decorazioni della
Grande moschea Hassan II di Casablanca e Shaykh Zayed di Abu Dhabi),
intervenuto con i suoi numerosi collaboratori per illustrare il plastico e una
ventina di tavole a colori della nuova moschea, dimostrando di essere
pienamente riuscito, insieme allo Studio degli architetti milanesi Guidarini e
Salvadeo, nel difficile compito di trasformare il padiglione preesistente in
una vera e propria moschea, nel pieno rispetto delle normative urbanistiche
vigenti.
La moschea, che si integrerà
con perfetta discrezione (collocata in una corte non visibile dall'estemo) nel
tessuto urbano, sarà al tempo stesso un punto di riferimento culturale (dotata
anche di una sala conferenze) e artistico per l'intera cittadinanza, che potrà
visitarla e assistere ai seminari tenuti dal corpo docenti della CO.RE.IS.
Italiana su tematiche religiose, legate al dialogo con le altre confessioni, ad
approfondimenti culturali e di attualità. Come è stato infatti più volte
ribadito dal Prof. Vincenzo anche nel corso della conferenza stampa, non
essendovi un clero all'interno dell'Islam, l'unico criterio di rappresentanza è
dato dalla trasparenza intellettuale alla dottrina rivelata, cosa che
costituisce l'unico vero criterio di autorevolezza religiosa all'interno della
comunità islamica.
INTERVENTI:
HAJJI YAHYA PALLAVICINI
«Oggi, senza eccedere in
banali trionfalismi, è un giorno storico per la visibilità del culto islamico
in Itatia. Infatti, dopo quindici anni di delicata, determinata e intensa
mediazione, siamo in grado di presentarvi qui, in anteprima nazionale, il
progetto della prima moschea ufficiale ad aver ottenuto il sostegno di tutte le
forze politiche presenti nella Commissione per gli stranieri del Comune di
Milano e anche il primo luogo di culto islamico ad essere gestito e di
proprietà di cittadini italiani musulmani.
Questa moschea è il frutto
significativo di una responsabilità di rappresentanza del culto islamico in
Italia che i membri della CO.RE.IS. Italiana si sono assunti con l'intenzione
di garantire l'espressione dei princìpi universali autentici e originari della
tradizione islamica, nella piena compatibilità con l'ordinamento giuridico
dello Stato Italiano.
Nel corso di questi lunghi
anni è stato necessario chiarire che il culto islamico in Italia non doveva
essere confuso faziosamente né con l'immigrazione, regolare o clandestina, né
con la strumentalizzazione politica e ideologica dell'Islam e la conseguente e
legittima attenzione alla sicurezza nazionale, né, infine, con gli interessi
economici di alcuni Stati Esteri.
La solidarietà espressa nei
confronti degli immigrati in Italia potrà essere efficace solo nella misura in
cui non scada in un buonismo astratto, ma si rivolga piuttosto ad analizzare e
risolvere concretamente le esigenze prioritarie di formazione professionale e
di integrazione sociale delle persone che vengono a lavorare, studiare o vivere
in Italia senza sottoporli a nessuna discriminazione o preselezione di natura
religiosa.
Per gli immigtati di fede
islamica che ricercano veramente la possibilità di continuare a praticare la
propria religione, la visibilità di una moschea ufficiale permette non soltanto
il diritto di esprimere liberamente la propria fede religiosa ma favorisce il
mantenimento della propria identità spirituale senza cadere nella rete di
coloro che strumentalizzano ignoranza e miseria per giochi di potere
trasversali o che tentano di estremizzare in forma totalitaria o esclusiva una
religione.
Sono sempre più numerosi,
infatti, i musulmani che esprimono gratitudine alla CO.RE.IS. Italiana per la
qualità del lavoro svolto finora nel garantire il livello di dignità sacrale
del culto islamico.
La dimensione sacrale e la
prospettiva intellettuale sono i cardini di ogni espressione religiosa
ortodossa e permettono ai fedeli di essere preservati dai tentativi di
corruzione della dottrina tradizionale promossi dalle correnti del relativismo
spiritualista di stampo New Age o dall'assolutismo bigotto degli integralisti.
La moschea che presentiamo
oggi intende esprimere proprio questo carattere di trasparenza e di dignità
spirituali, che non deve essere inteso in modo sentimentale o esotico, ma
piuttosto in modo consono a un tempio adibito alla riunione dei fedeli nella
glorificazione di Dio e nella contemplazione interiore, dove le origini
geografiche o le collocazioni professionali o sociali dei fedeli si dimenticano
per lasciare finalmente spazio alla pratica della preghiera comunitaria che
nell'Islam costituisce proprio il simbolo della spersonalizzazione e
della comunicazione con la realtà trascendente.
La ricerca del Bene
Superiore è, del resto, proprio la caratteristica di ogni civiltà tradizionale
e in questi tempi così frenetici, dove il ritmo incalzante delle mode
dell'effimero tendono a isolare l' individuo esasperandone l'egocentrismo, la
possibilità di avere un luogo aperto per la fratellanza spirituale e per il
raccoglimento interiore può rappresentue una rara oasi di pace dove sostare e
soddisfare la propria sete spirituale prima e dopo i vari impegni quotidiani.
Questa moschea, quindi, non
è isolata dal contesto urbano o staccata dal ritmo della vita contemporanea, ma
anzi deve adempiere alla propria naturale funzione di collegamento tra i
diversi piani dell'esistenza e della realtà senza cadere negli eccessi di un
circolo sociale o di una cella eremitica.
Ciò che la nostra moschea vuole
in questo senso rappresentare è anche quel punto di incontro naturale tra la
cittadinanza e l'espressione armoniosa ed equilibrata del culto islamico,
affinché ogni persona possa ritrovare una sincera disponibilità di
comunicazione con l'altro, nel rispetto e nel riconoscimento delle
caratteristiche spirituali o temporali diverse.
Il culto islamico non deve
essere confuso con la cultura araba o con il folklore dei berberi o tantomeno
con l'odio per i barbari. Il pluralismo religioso, l'educazione interculturale
e la società multietnica sono aspetti di un mondo alla ricerca di soluzioni
nella gestione dei rapporti costruttivi tra esseri umani che nel mantenimento
di una dimensione spirituale hanno saputo contribuire alla valorizzazione del
patrimonio che Dio ha lasciato in deposito all'umanità intera.
Vivere serenamente la
propria devozione religiosa in una moschea che sappia anche rappresentare un
esempio di bellezza artistica e non di degrado o di clandestinità, corrisponde
esattamente a quell'integrazione di tutti gli aspetti esteriori e interiori
della realtà in una prospettiva unita e completa.
La moschea non è separata
dal mondo, anzi può rappresentare in un certo senso il centro di un mondo dal
quale ogni credente sincero potrà elevarsi e, partecipando della grazia,
ricevere quelle intuizioni intellettuali che gli permettono di conoscere meglio
se stesso, il suo prossimo e il mondo, come riflessi e segni del
Misericordioso.
In questo senso noi ci
auguriamo che gli illustri episodi del passato, che hanno visto moschee o altri
templi sacri riunire uomini e donne come protagonisti di intensi
approfondimenti e scambi intellettuali per trovare insieme le corrispondenze
tradizionali di una dimensione naturale della sacralità, vissuta in ogni
istante, possano rinnovarsi ciclicamente anche in una moschea che si trova nel
centro della capitale economica e industriale d'Italia.
La settimana prossima inizia
il nuovo anno islamico, il 1422: ci auguriamo che con il sostegno di voi tutti
la posa della prima pietra della moschea Al-Wahid di Milano possa
segnare l'inizio di un nuovo importante ciclo per l'Islam in Italia».
On. UMBERTO GIOVINE
«Il Comitato parlamentare
per l'intesa islamica è stato formato da quaranta fra deputati e senatori in
questa legislatuta - e certamente intensificherà il proprio lavoro nella
prossima - con lo scopo dichiarato di facilitare il cammino per l'intesa fra lo
Stato e l'Islam italiano, come previsto dall'articolo 8 della Costituzione
repubblicana. Si tratta di un percorso difficile, che comincia con il
riconoscimento della personalità giuridica da parte delle organizzazioni già
affermate e apprezzate in Italia, come la CO.RE.IS., che qui presenta la
propria idea di "Moschea italiana". È mancata in Italia fino a oggi
una politica degli insediamenti islamici - che vanno comunemente sotto il nome
di "moschee" - la cui urgenza è sottolineata dal fatto che l'Islam è
ormai la seconda religione in Italia e in Europa. È importante in proposito
ricordare che qui si tratta della libertà di culto di numerosi cittadini
italiani di fede islamica: una questione del tutto diversa dal problema
dell'immigrazione, che va trattato e risolto in altre sedi. Non vi sono al
momento vere e proprie moschee italiane. La grande moschea di Roma, infatti, fu
costituita con il concorso dei rappresentanti dei paesi storicamente islamici,
e non può pertanto essere considerata “Italiana". La moschea al-Wahid
di Milano, che oggi viene presentata, vuole essere il primo esempio di vera
moschea italiana, sotto il diretto controllo, responsabilità e gestione di
un'organizzazione, come la CO.RE.IS. Italiana, che ha in corso le procedure per
il riconoscimento giuridico che certo le autorità governative non mancheranno
di concederle. La dipendenza diretta della futura moschea da un'organizzazione
nazionale come la CO.RE.IS. rappresenta a nostro avviso l'elemento essenziale
di questa iniziativa. Non è infatti pensabile che un luogo di culto possa
essere istituito in Italia se non sotto la chiara responsabilità di
un'autorevole e riconosciuta organizzazione religiosa. Un evento importante
come la creazione di una moschea non può certo essere lasciato all'iniziativa
di gruppi locali e di autorità locali prive di qualsiasi linea guida regionale
e soprattutto statale».