La COREIS Italiana al III
Congresso Mondiale Imam e Rabbini per la Pace
Si è svolto da lunedì 15 a mercoledì 17 dicembre presso la sede
dell'Unesco di Parigi il III Congresso Mondiale Imam e Rabbini per la Pace,
organizzato dalla Fondazione Hommes de Parole nell'ambito del programma
di dialogo interreligioso dell'Unesco. L'incontro aveva come sottotitolo Israele
– Palestina: la sacralità della Pace e ha visto la presenza del Presidente
della Repubblica del Senegal Abdoulaye Wade e del Direttore Generale dell'Unesco
Koichiro Matsuura.
Il dialogo religioso e intellettuale tra ebrei e musulmani costituisce
una necessità imprescindibile nella società europea contemporanea. Per questa
ragione, nel gennaio del 2005, i rappresentanti della COREIS (Comunità Religiosa
Islamica) Italiana hanno accolto l’invito a partecipare, unici rappresentanti
islamici italiani accanto ai Rabbini d'Israele e del resto del mondo, al primo
Congresso Mondiale di Imam e Rabbini per la Pace,
che si è tenuto a Bruxelles, capitale del Belgio e sede delle
principali Istituzioni europee. La COREIS ha partecipato anche al secondo
Congresso Mondiale di Imam e Rabbini per la Pace,
che si è svolto nel marzo del 2006 a Siviglia. Nello stesso anno, la sede
nazionale della COREIS ha ospitato l'incontro con la Comunità Ebraica di
Milano, che per la prima volta ha accettato l’invito di una comunità
islamica, ricambiando la visita resa l'anno precedente da una delegazione della
COREIS alla Sinagoga milanese.
Sulla scorta degli appuntamenti di Bruxelles e Siviglia, la COREIS
Italiana e l'Assemblea Rabbinica d'Italia hanno portato in Italia Imam
e Rabbini per la Pace, promuovendo in varie città del Paese
l'iniziativa itinerante Imam e Rabbini, un ciclo di incontri tra una
guida religiosa della COREIS e una dell'Assemblea Rabbinica. Gli incontri si
sono svolti tra l'autunno del 2007 e la primavera del 2008 a Ferrara, Torino,
Genova, Milano, Bologna, sviluppando temi come Fede e Ragione; La
Mistica; Fratellanza e Intercultura; Sacro e Profano; Il
Rispetto e l'Amore per il Prossimo. Il 7 settembre di quest'anno, inoltre,
delegazioni della COREIS Italiana erano presenti a Milano, Bologna, Genova,
Verona, Vicenza e Torino, per ribadire i valori di fratellanza spirituale tra
ebrei e musulmani in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica.
Il 18 novembre di quest'anno, infine, Imam e Rabbini ha trovato
una prestigiosa sessione conclusiva presso la Sala della Lupa di Montecitorio,
dove si è svolto il Convegno Religioni per la Pace. Il Presidente della
Camera dei Deputati Gianfranco Fini ha introdotto, moderato e concluso
l'evento, che ha visto la partecipazione del Presidente dell'Assemblea
Rabbinica d'Italia Rav Giuseppe Laras, del Presidente della Pontificia
Accademia Pro-Vita Arcivescovo Rino Fisichella e del Presidente della COREIS
Italiana Shaykh Abd al-Wahid Pallavicini.
Il terzo Congresso Mondiale di Imam e Rabbini per la Pace si è
aperto con gli interventi inaugurali di varie personalità, tra cui il Rabbino
di Gerusalemme David Rosen. Tra gli ebrei italiani era presente il Rabbino Capo
di Roma Riccardo Di Segni. Tra i musulmani italiani, sono intervenuti lo Shaykh
Abd al-Wahid Pallavicini, Presidente e fondatore della Comunità Religiosa
Islamica Italiana, e Yahya Pallavicini, Vice Presidente della COREIS e
Presidente del Consiglio per l'Educazione e la Cultura in Occidente
dell'ISESCO. La COREIS Italiana è lieta di aver potuto rinnovare a Parigi
l'impegno di confronto fraterno, sintonia spirituale e conoscenza reciproca da
anni condiviso con la comunità ebraica in Italia e nel mondo.
La seconda giornata del Congresso
ha previsto otto workshop, che si sono svolti al mattino e al pomeriggio. Il
Vice Presidente della COREIS (Comunità Religiosa Islamica) Italiana Yahya
Pallavicini ha presieduto con il Rabbino di Ginevra Marc Raphael Guedj una
sessione dal titolo: La
conoscenza approfondita dell'Ebraismo e dell'Islam per cambiare se stessi e far
cadere i muri dell'incomprensione. Condividiamo queste introspezioni.
L'Imam Pallavicini, che
introducendo il workshop ha ripreso alcuni spunti “particolarmente illuminanti”
del Presidente del Senegal e dell'OCI Abdoulaye Wade, ha voluto fondare la sua
relazione sulle parole del Corano, in cui Dio si rivolge ai credenti dicendo: Non
puoi cambiare il destino di un popolo se prima non cambi te stesso. “La
dottrina islamica insegna ai musulmani la necessità di uno sforzo interiore, di
una guerra santa dello spirito per cambiare se stessi e superare i difetti
della propria anima”, ha affermato il Vice Presidente della COREIS; “solo sulla
base di questo cambiamento interiore sarà possibile cambiare il mondo e
renderlo migliore, evitando le derive utopistiche e facendosi fedeli interpreti
della volontà divina”.
Nella società contemporanea
sembra più frequente lo zelo di cambiare gli altri della disponibilità a
migliorare se stessi. Forse anche per questo il percorso della pace si rivela
spesso tortuoso e la malattia dell'estremismo non è ancora stata debellata.
“Gli integralisti invertono il rapporto tradizionale tra l'uomo e il mondo”, ha
spiegato l'Imam italiano della Moschea al-Wahid di Milano; “invece di cambiare
se stessi per essere davvero a immagine del Misericordioso, vogliono plasmare
il mondo a immagine della loro ideologia”.
Lo scopo della vita umana, d'altra
parte, non è il cambiamento del mondo, ma la conoscenza di Dio. “Secondo
l'insegnamento del Profeta Muhammad chi conosce se stesso conosce il
Suo Signore”, ha ricordato Yahya Pallavicini. “Dunque,
se abbiamo cambiato noi stessi e di conseguenza concorso a migliorare il mondo,
allora avremo imparato a vedere ciò che realmente noi stessi e il mondo siamo,
riconoscendo in noi e fuori di noi i segni del Misericordioso. La conoscenza
delle nostre rispettive religioni, l'Ebraismo e l'Islam, può aiutarci a sfatare
alcuni stereotipi e a comprendere come ebrei e musulmani adorino secondo forme
provvidenzialmente diverse lo Stesso e Unico Dio”.
Le altre sessioni hanno
affrontato temi come Responsabilità e impegno delle guide religiose per la
pace; La coesistenza di Ebraismo, Cristianesimo e Islam in Terra Santa;
Il ruolo delle donne nella future relazioni tra ebrei, cristiani e musulmani;
Come indurre i credenti a divenire custodi della sacralità della vita e
della pace; Religione e media: come migliorare l'immagine della
religione quale vettore di pace in Medio Oriente; La preghiera come
strumento di pace. Tra i moderatori sono intervenuti Doudou Diene e Leonid
Kishkovsky, Patrice Brodeur e l'Imam Hendi, Rabbi Sultan e l'Imam Abduljalil
Sajid, Shamil Idriss e Edward Miller, Rabbi Sirat e Sheikh Bentounes.
La terza e ultima giornata del
III Congresso Mondiale Imam e Rabbini per la Pace si è conclusa nella
mattina di mercoledì 17 dicembre. I lavori hanno preso il via al mattino con la
presentazione di alcuni importanti progetti; in seguito i moderatori delle
varie sessioni hanno illustrato le risoluzioni operative approvate negli otto
workshop di ieri. Il Vice Presidente della COREIS Italiana Yahya Pallavicini ha
lanciato due proposte concrete per promuovere il dialogo ecumenico, favorire la
conoscenza e il rispetto reciproco tra ebrei e musulmani, prevenire le
deviazioni ideologiche del fondamentalismo e incrementare la sensibilità per il
sacro.
“Propongo la costituzione in
Europa di un Centro Permanente per lo Studio delle Religioni”, ha detto
Yahya Pallavicini, che ne ha illustrato anche gli obiettivi: “Il Centro
Permanente avrebbe la funzione di frenare le infiltrazioni ideologiche delle
correnti integraliste, svolgendo un ruolo cruciale nell'ambito dell'antiradicalismo.
Inoltre permetterebbe di promuovere in Europa la formazione di Imam e Rabbini
qualificati sotto il profilo della dottrina religiosa, della cultura nazionale
e dei valori della cittadinanza”.
Abd al-Wadoud Gouraud, giovane
musulmano francese dell'IHEI (Istituto di Alti Studi Islamici) e Imam di
una Moschea proprio a Parigi, ha confermato che la formazione degli Imam
costituisce una priorità: “In Francia come in Italia è necessario sostenere la
formazione di guide religiose europee, capaci di discernere tra Islam e retaggi
culturali esotici, ma anche di opporsi alle ingerenze di Stati e Associazioni
straniere”.
Yahya Pallavicini ha lanciato
anche una seconda proposta, che riguarda la salvaguardia congiunta dei luoghi
di culto: “Auspichiamo che Imam e Rabbini possano concorrere in
Europa e nel mondo a salvaguardare, costruire ed eventualmente ristrutturare o
ricostruire i luoghi di culto di entrambe le religioni. Si tratta di un
progetto straordinario, nel quale Imam e Rabbini, ebrei e musulmani, lavorerebbero
fianco a fianco per sancire e sviluppare il rispetto reciproco dei simboli
sacri e dei luoghi di culto, che sarebbero protetti e ricostruiti insieme”.
L'Imam Pallavicini ha denunciato che “più volte in passato, in molti Paesi del
mondo, si sono verificati episodi di intolleranza contro Sinagoghe e Moschee.
Lo scopo di un progetto di salvaguardia dei luoghi di culto è far sì che tutto
ciò non accada mai più”.
A Parigi il Vice Presidente della
COREIS ha potuto incontrare il Rabbino di Firenze Rav Joseph Levi: “Il Rabbino
Levi ha partecipato in questi anni a diverse iniziative della COREIS”, ha
spiegato l'Imam. “In questi giorni, durante il Congresso di Imam
e Rabbini per la Pace, abbiamo condiviso l'intenzione di
promuovere presto un evento di carattere interreligioso sulla Sacra Bibbia.
Vorremmo rivolgere l'iniziativa a ebrei, cristiani e musulmani, coinvolgendo
anche il nuovo Arcivescovo di Firenze, Monsignor Giuseppe Betori”.
La mattinata si è chiusa con una
sessione plenaria moderata dal Presidente del Comitato per il Dialogo
dell'Alto Consiglio Islamico Ali El-Samman e dal Direttore della rivista Les
Cahiers de l'Orient Antoine Sfeir. Alle 13.15, dopo una conferenza stampa,
è terminato il III Congresso Mondiale Imam e Rabbini per la Pace. Nel
primo pomeriggio, infine, i Rabbini e gli Imam hanno pregato nella Sinagoga
della Vittoria e nella Grande Moschea di Parigi, inaugurata nel 1926 da un
grande santo musulmano, lo Shaykh Ahmad al-Alawi.
Yunus
Distefano
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