Per
il sesto anno consecutivo la CO.RE.IS. rappresenta l’Italia al Congresso
Generale Islamico del Cairo.
Si
è svolta al Cairo all’inizio di giugno il 13° Congresso generale organizzato
dalla Repubblica Araba d’Egitto, sotto l’alto patronato del Presidente della
Repubblica Hosni Mubarak, del Ministro per gli Affari Religiosi Hamdi Zakzouk e
della prestigiosa istituzione islamica della Al-Azhar, presieduta da S.E. il
grande imam Muhammad Sayyed Tantawy.
Il
tema proposto quest’anno dal Supremo Consiglio per gli Affari Islamici è stato:
“Il rinnovamento del pensiero islamico”. Circa settanta delegazioni provenienti
da tutti i continenti si sono riunite per quattro giorni contribuendo ad
approfondire il tema del Congresso da un punto di vista religioso, storico,
politico, sociale e giuridico.
La
presenza dei principali ministri dei paesi islamici insieme ai responsabili
delle maggiori organizzazioni islamiche internazionali (WICS, ISESCO, Lega
Islamica Mondiale, Lega degli Stati Arabi, Unione delle Università Islamiche,
Assemblea Internazionale per la Gioventù Musulmana) hanno dato vita a un
intenso confronto volto al superamento del presunto isolamento della Comunità
islamica dal resto del mondo e all’approfondimento della propria identità
religiosa.
La
necessità di garantire la trasmissione del patrimonio intellettuale islamico
nella società contemporanea sapendo rinnovare i processi metodologici e
comunicativi è stato l’argomento principale dei numerosi rappresentanti
istituzionali che hanno arricchito il Congresso trasmettendo ognuno la propria
esperienza nazionale e presentando relazioni che saranno raccolte e pubblicate
il prossimo anno.
Di
particolare attualità i temi legati alle relazioni con il mondo occidentale.
L’argomento è stato trattato con una particolare attenzione dagli intervenenti
dei vari delegati ufficiali invitati da oltre dieci nazioni d’Europa.
Significative a questo proposito alcune risoluzioni del Congresso:
“8
– Il Congresso invita tutti i paesi con una minoranza di cittadini musulmani al
rispetto della loro fede religiosa. Parallelamente, richiama i musulmani
presenti in questi paesi al mantenimento della propria pratica spirituale e al
rispetto delle leggi di tali paesi;
9
– Il Congresso invita i sapienti musulmani a elaborare uno stralcio giuridico
sulle regole religiose necessarie per la vita spirituale delle minoranze
islamiche che tenga conto delle situazioni particolari e specifiche dei paesi
nei quali risiedono, per facilitare le relazioni con i loro concittadini; […]
11
– Il Congresso invita tutti i sapienti musulmani a mettere in luce il principio
islamico della moderazione come comportamento basilare per l’espressione della
giustizia, del rispetto, dell’uguaglianza e della solidarietà sociale. Questi
principi dovrebbero essere alla base dell’educazione delle famiglie musulmane e
della gioventù per la realizzazione di un maggiore equilibrio tra interessi
personali e diffusi. La moderazione religiosa può costituire inoltre l’antidoto
più efficace contro le correnti che tentano di danneggiare la fede delle
persone; […]
“13
– Il Congresso invita i sapienti musulmani ad approfondire la ricerca
scientifica nei campi della medicina, dell’economia e della tecnologia a
condizione di condurre tali ricerche su basi etiche;
14
– Il Congresso invita ad approfondire con particolare attenzione la
testimonianza dell’Islam in Occidente sottolineando: i valori della pace, la
denuncia di qualsiasi violenza, la libertà religiosa, la pari dignità tra le
diverse religioni e i diritti e doveri dei religiosi, la conoscenza della
lingua del paese da parte dei ministri del culto, il rispetto delle leggi
locali;”
L’Islam
in Italia era rappresentato nell’occasione da una delegazione mista composta da
Abdallah Ridwan, Segretario Generale del Centro Islamico Culturale d’Italia –
Moschea di Roma e dall’imam Yahya Pallavicini, Direttore della CO.RE.IS.
Italiana, che ha presentato una relazione sulla responsabilità civile dei
musulmani europei nel rinnovamento della cultura contemporanea di cui
pubblichiamo un estratto:
“Oggi
è possibile partecipare della dimensione comunitaria islamica anche in
Occidente e mantenere una prospettiva intellettuale e religiosa anche nel mondo
moderno. Sono stati necessari tutti questi anni perché si formasse finalmente
anche in Italia un centro spirituale gestito da intellettuali musulmani
europei.
Proprio
questo centro spirituale, questa comunità religiosa, questi intellettuali
civilmente responsabili possono garantire la comunicazione e l’informazione
efficace sulla conoscenza dell’Islam, perché rappresentano l’antidoto per
eccellenza alle tendenze totalitarie dei movimenti integralisti.
Gli
intellettuali musulmani italiani riuniti nella CO.RE.IS. Italiana si sono
assunti in quest’ultimo decennio alcune precise responsabilità:
•
hanno permesso all’Islam di essere riconosciuto su basi di uguale dignità nei
contesti del dialogo interreligioso, favorendo la memoria storica degli scambi
tra le diverse comunità religiose come espressione concreta di convergenza
spirituale e di coesistenza pacifica;
•
hanno favorito l’iter per la sottoscrizione futura di un accordo giuridico tra
la confessione islamica e lo Stato Italiano, ottenendo il parere favorevole del
Ministero degli Interni come ente morale per il culto islamico in Italia;
•
hanno sensibilizzato il Ministero per l’Educazione affinché si rivedessero i
programmi di studio alla luce di una significativa e crescente presenza di
musulmani nelle scuole italiane;
•
hanno collaborato con il Ministero dei Beni Culturali, organizzando centinaia
di manifestazioni e iniziative culturali volte a far conoscere i principi e la
realtà dell’Islam;
•
hanno ottenuto il sostegno politico e tecnico unanime di tutte le forze
politiche per l’edificazione della seconda Moschea ufficiale in Italia, la
prima a essere gestita da cittadini italiani nella città di Milano, capitale
economica e industriale d’Italia;
•
hanno sostenuto le politiche legate a una integrazione qualitativa degli
immigrati musulmani in Italia, fungendo da referenti religiosi per le autorità
locali e collaborando con le rappresentanze diplomatiche dei Paesi islamici;
•
hanno svolto un importante ruolo di mediazione culturale e linguistica nel
garantire il mantenimento e la ritrasmissione dell’autentica identità islamica
anche alle nuove generazioni di futuri cittadini italiani musulmani;
•
hanno rappresentato la voce dell’Islam in Italia in tutti i principali incontri
istituzionali e riunioni religiose con le delegazioni islamiche di tutto il
mondo.
Ora,
grazie alla particolare sensibilità e all’intenso impegno in campo
interreligioso anche dello Shaykh Al-Azhar Muhammad Said Tantawwi, la via verso
un’espressione moderata e al tempo stesso intellettualmente profonda e dinamica
dell’Islam in Europa sembra prevalere dopo anni di pregiudizi storici e di
strumentalizzazioni politiche o ideologiche.
Per
una nuova generazione di musulmani europei come quella che io rappresento, la
ricerca costante di una sintonia con tutta la comunità islamica, e, in
particolar modo, con le fonti sapienziali tradizionali presenti in tutto il
mondo islamico da secoli, ha permesso di garantire l’espressione dell’identità
islamica autentica e di sostenere con efficacia la responsabilità civile
connessa al fatto di essere una minoranza religiosa in Occidente.
Conoscere
l’Islam nella sua unità dottrinale e vivere nel rispetto dell’integralità dei
suoi precetti civili è possibile anche in Italia. Come intellettuali musulmani
occidentali sentiamo pertanto il dovere non solo di condividere una fratellanza
spirituale con tutti i nostri fratelli nell’Islam, ma anche di contribuire
attivamente a un vero rinnovamento della civiltà islamica che sappia assumersi
la responsabilità di contribuire a mantenere viva in noi stessi e nel mondo la
comunicazione della presenza di Dio.”