Nel quadro delle proprie
attività internazionali per lo sviluppo culturale ed educativo,
l’Organizzazione Islamica per l’Educazione, le Scienze e la Cultura (ISESCO,
corrispettiva islamica dell’UNESCO) ha organizzato a Parigi il 26 maggio scorso
la prima riunione del “Supremo Consiglio per l’Educazione e la Cultura in
Occidente”.
In
rappresentanza dell’Italia è stata invitata la CO.RE.IS., nella figura del Direttore Generale e membro della
Commissione Nazionale Interculturale del Ministero della Pubblica Istruzione,
Yahya Pallavicini. Il “Supremo Consiglio” riunisce i rappresentanti delle
principali associazioni culturali islamiche d’Europa e d’America.
Il
Direttore Generale dell’ISESCO, ‘Abd-al-Aziz ibn Uthman at-Twaijri,
rappresentato dal responsabile per la Cultura e la Comunicazione, Mustafa
Zabbakh, e dal responsabile per le Relazioni esterne e la Cooperazione,
Muhammad al-Ghimari, ha voluto far conoscere alle organizzazioni culturali
islamiche intervenute le linee direttive di un “piano generale per
l’applicazione di una strategia dell’attività culturale islamica in Occidente”,
che permetterà di armonizzare e coordinare fra loro i differenti sforzi da esse
compiuti a livello nazionale ed europeo.
Questa
riunione anticipa di alcune settimane un altro incontro di portata ancora
maggiore che si terrà prossimamente in Spagna, e che riunirà nuovamente questi
stessi rappresentanti, sempre al fine di coordinare e chiarire le finalità e i
contenuti relativi alla diffusione della civiltà islamica in Occidente, in una
modalità che possa fare da antidoto a quelle correnti che, solidali con gli
intenti deformanti di alcuni media, e ignorando la formazione di una comunità
islamica costituita da occidentali, vorrebbero strumentalizzare l’ignoranza e
la mancanza di radici autentiche di certa immigrazione per riportare anche qui
da noi alcune tendenze estranee al vero Islam.
Yahya
Pallavicini è stato invitato a far parte del Consiglio d’Amministrazione del
Supremo Consiglio con l’incarico di Portavoce ufficiale. Nel corso di questa
prima riunione, egli ha voluto ricordare come i membri della Comunità islamica
presente in Europa siano oggi da considerare a tutti gli effetti cittadini
europei. È dunque necessario che gli organi islamici competenti si rendano
conto di questa realtà, in particolare nei rapporti con le istituzioni
pubbliche, affinché l’Islam non sia più considerato né dalle istituzioni, né
dagli stessi rappresentanti di questi organismi come una realtà straniera,
legata a minoranze culturali. È vero infatti che l’ignoranza della realtà
universale della tradizione islamica non è unilaterale, ma spesso è causata dagli
stessi musulmani secolarizzati che hanno finito per non distinguere più con
sufficiente chiarezza gli insegnamenti della propria tradizione dagli usi
locali propri a questo o a quel determinato popolo.
Le
associazioni culturali islamiche e gli organismi preposti alla gestione dei
luoghi di culto devono anche imparare, in Europa, a conoscere le condizioni
geografiche, storiche, politiche, ma anche culturali e giuridiche dell’ambiente
in cui vivono e operano, per poter assicurare una presenza serena dell’Islam,
rispettosa delle leggi civili vigenti, e per trasmettere in modo fedele e
trasparente il patrimonio intellettuale della tradizione islamica, sapendo
rappresentare al meglio i veri interessi dei fedeli.