All' Università Gregoriana un convegno per riqualificare la politica italiana
Si è riunita a Roma la Commissione paritetica interparlamentare per i rapporti tra cultura e politica. Lo Shaykh `Abd al Wahid Pallavicini è intervenuto nel gruppo di studio sull'etica.
Presentiamo di seguito un
estratto dell'intervento dello Shaykh 'Abd al Wahid Pallavlcini all'Università
Gregoriana. Si tratta di riflessioni che completano da un punto di vista
strettamente metafisico e spirituale i contributi dell'attuale bioetica, nella
riproposizione di una corretta concezione dell'ontologia umana per risolvere
anche quegli squilibri naturali che devono essere intesi più come le
conseguenze che non le cause dell'attuale disagio dell'umanità.
« Nelle concezioni della moderna
ecologia si usa contrapporre abitualmente l'uomo al mondo e si cerca di salvare
quest'ultimo dal primo, ignorando non solo che entrambi fanno parte di un tutto
che può intendersi proprio come "la natura", ma dimenticando inoltre
quale sia la vera natura del mondo e quale sia la vera natura dell'uomo.
Dovremmo rifarci al Medioevo
per ritrovare ancora in Occidente concezioni come quella della materia
signata quantitate o le distinzioni fra natura naturans e natura
naturatae, quelle della triade spiritus anima, corpus, per capire
quanto il sacro entri a far parte della vera natura di entrambi, cosa che ci
permette di affrontare il tema che ci siamo proposti: quello della
"religione naturale".
Della prima Rivelazione in
ordine di tempo, l'Induismo, quella più vicina alla concezione di una
Tradizione Primordiale, traiamo il concetto di Sanatana Dharma o
"Legge Universale", che sottende e contemporaneamente trascende le
manifestazioni delle dottrine religiose, e, tramite l'opera della Sophia
Perennis, di cui in ambito occidentale parla Sant'Agostino, giungiamo fino
alla Din al Qayyim o “Tradizione Immutabile" dell'espressione
coranica che, quale ultima Rivelazione, sembra volerne concludere il ciclo nel
completare il simbolo dello "Zero metafisico".
Dall'apice di questo cerchio
metafisico sembra infatti si sia discesi nella manifestazione della fisicità
del mondo e dell'uomo fino ad arrivare al punto cruciale pia inferiore
dell'intersezione delle coordinate spazio-temporali, quasi a disegnare quella croce
ansata o egizia, simbolo di un'antica saggezza o di un sapere dimenticato.
Questa conoscenza ci
permetterebbe di realizzare, nell'intuizione intellettuale, la verità
dell'espressione ciclica dell'Unità delle rivelazioni che, una volta
"discese" al livello dell'uomo fisico, ritrovano lo slancio per una
"risalita" verso la metafisica pura. Questa concezione è analoga a
quella espressa da una tradizione conservata dalla Chiesa Ortodossa orientale,
secondo la quale "Dio si è fatto uomo affinché l'uomo si faccia Dio",
quando invece il processo di progressiva secolarizzazione proprio dei tempi
ultimi si estende universalmente a partire dal mondo occidentale modemo.
È invece la vera
"cattolicità" che, nel suo senso etimologico di
"universalità", anche l'Islam rivendica, non solo perché il suo
messaggio, come quello cristico, la cui figura è insita nella dottrina
islamica, si indirizza a tutti gli uomini della terra -senza pretendere che si
giunga a una generale conversione- ma proprio perché questo messaggio richiede
una naturale convergenza "verso l'Uno", l'Unico Dio e pertanto lo
stesso per tutta l'umanità credente e non credente, nel rispetto di tutte le
Sue Ipostasi, Nomi, Quatità o Attributi propri alle varie Rivelazioni.
Questa concezione
dell'Unicità di Dio, quale sola realtà e quale sola verità sacrale, costituisce
l'effettiva "Natura" del mondo quale Sua creazione o manifestazione e
dell'uomo come Suo Vicario e rappresentante in terra, aspetti questi tutti
contenuti nella testimonianza di fede islamica intesa qui quale espressione
della "religione naturale".
È naturale infatti per
l'uomo essere religioso e cioè ricollegarsi proprio, tramite la religione, a
quel Principio Creatore dal quale discende come creatura fatta a Sua immagine e
somiglianza, così come è naturale per l'uomo aspirare alla realizzazione della
sua vera natura spirituale.
Questa vocazione originaria
dell'uomo costituisce il necessario presupposto per risalire il naturale
cammino del ciclo delle Rivelazioni, le quali vedono nella loro ultima
espressione, l'Islam, la figura cristica come "Spirito di Dio",
anziché lasciarsi sprofondare nel tratto inferiore della dimensione verticale
della croce, dimensione che conduce a idolatrare l'uomo e il mondo in quanto
tali.
Ogni Rivelazione è una nuova
creazione e ridona alla natura decaduta la sua dignità originaria, per lo meno
relativamente a chi beneficia di tale Rivelazione; se tutti gli uomini fossero
veramente religiosi cesserebbero comunque di sussistere anche
"obiettivamente" i problemi "ecologici". Questi infatti,
lungi dal costituire qualcosa di puramente materiale, sono come
l'esteriorizzazione della mancanza di purezza dell'uomo decaduto, e d'altra
parte la "purezza" cui mirano gli ecologisti è luciferica e solo
apparente; la vera purezza è la trasparenza dei simboli, la Rivelazione ridona
la capacità di beneficiare della natura come "vestigia di Dio" (San
Bonaventura). L ideale degli ecologisti, invece, dista dalla trasparenza agli
archetipi ancor più di un mondo inquinato che reca per lo meno i segni evidenti
di due tendenze contrapposte.
Così, noi cerchiamo ora di
salvare l'ambiente, come abbiamo creduto di salvare il mondo e l'umanità
indipendentemente dalla vera "salvezza" dell'uomo che potrà compiersi
solamente tramite la grazia divina, se noi sapremo attendere, al di là degli
imminenti avvenimenti escatologici di cui vediamo i segni in un’epoca
anticristica, la venuta di quel Messia, ultimo avatara degli indù e dei
buddisti autentici, che noi tutti, ebrei, cristiani e musulmani sapremo riconoscere
-grazie alla discriminazione che le nostre collocazioni confessionali e le
nostre rispettive pratiche rituali ancora ci permetteranno nella misura della
nostra adesione sincera ad esse- nella figura di sayyiduna 'Isa
(`alayhissalam), nostro Signore Gesù, su di lui la Pace, il vero Cristo».