Marrakesh Declaration

Marrakesh

25-27 gennaio 2016

Sintesi della Dichiarazione di Marrakesh sui diritti delle minoranze

religiose nelle comunità a predominante maggioranza musulmana

IN NOME DI DIO IL CLEMENTE, IL MISERICORDIOSO

CONSIDERATO che, le condizioni in varie parti del mondo musulmano si sono deteriorati pericolosamente a causa dell’uso della violenza e della lotta armata come strumento per la soluzione dei conflitti e per l’imposizione del proprio punto di vista;
CONSIDERATO che, questa situazione ha anche indebolito l’autorità dei governi legittimi e attivato gruppi criminali ad emettere editti che vengono attribuiti all’Islam, ma che, in realtà, distorcono in modo allarmante i suoi principi fondamentali e i suoi obiettivi, in modi che hanno seriamente danneggiato la popolazione nel suo complesso;
CONSIDERATO che, quest’anno ricorre il 1400 ° anniversario della Carta di Medina, un contratto costituzionale tra il Profeta Muhammad, la pace e la benedizione di Dio su di lui, e la gente di  Medina, che garantiva la libertà religiosa di tutti, a prescindere dalla fede;
CONSIDERATO che, centinaia di studiosi musulmani e intellettuali provenienti da oltre 120 paesi, insieme con i rappresentanti delle organizzazioni islamiche e internazionali, così come i leader di diversi gruppi religiosi e nazionalità, riuniti a Marrakech in questa data per riaffermare i principi della Carta di Medina in una grande conferenza;
CONSIDERATO che, questa conferenza si è tenuta sotto gli auspici di Sua Maestà, il re Mohammed VI del Marocco e organizzato congiuntamente dal Ministero della Endowment e degli Affari Islamici nel Regno del Marocco e dal Forum per la Promozione della Pace nelle Società Musulmane con sede negli Emirati Arabi Uniti;
E RILEVANDO che, la gravità di questa situazione coinvolge i musulmani così come i popoli di altre fedi in tutto il mondo, dopo deliberazione approfondita e discussione, gli studiosi musulmani e gli intellettuali convocati:
DICHIARANO CON LA PRESENTE  il proprio  fermo impegno verso i principi articolati nella Carta di Medina, le cui disposizioni contenevano una serie di principi di cittadinanza contrattuale costituzionale, come la libertà di movimento, di proprietà, la mutua solidarietà e la difesa, nonché i principi di giustizia e di uguaglianza di fronte alla legge;
E CHE gli obiettivi della Carta di Medina forniscono un quadro adeguato per le costituzioni nazionali nei paesi a maggioranza musulmana, e la Carta e i relativi documenti delle Nazioni Unite, come la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, sono in armonia con la Carta di Medina, incluse le considerazioni relative all’ordine pubblico.
PRENDENDO ATTO INOLTRE che una profonda riflessione sulla varie crisi che coinvolgono l’umanità sottolinea l’inevitabile e urgente necessità della cooperazione fra tutti i gruppi religiosi,
AFFERMIAMO CON LA PRESENTE che tale cooperazione deve basarsi su una “Parola Comune”,  richiedendo che tale cooperazione vada oltre la tolleranza e il rispetto reciproci, al fine di fornire protezione completa per i diritti e le libertà di tutti i gruppi religiosi in un modo civile che rifugga la coercizione, il pregiudizio e l’arroganza.
PREMESSO TUTTO QUANTO SOPRA, noi con la presente:
facciamo appello agli studiosi musulmani e agli intellettuali di tutto il mondo per sviluppare una giurisprudenza del concetto di “cittadinanza”, che sia comprensiva dei diversi gruppi. Tale giurisprudenza deve essere radicata nella tradizione e nei principi  islamici e consapevole dei cambiamenti globali.
Urge  che le istituzioni educative musulmane e le autorità operino una revisione coraggiosa dei percorsi  formativo che affronti onestamente e in modo efficace qualsiasi materiale che istighi l’aggressività e l’estremismo, conduca alla guerra e al caos, e conduca alla distruzione delle nostre società comuni; facciamo appello  ai politici e a coloro che hanno potere decisionale  affinché prendano le misure politiche e giuridiche necessarie per stabilire un rapporto contrattuale costituzionale tra i propri cittadini, e per sostenere tutte le formulazioni e le iniziative che mirano a rafforzare i rapporti e la comprensione tra i vari gruppi religiosi nel mondo musulmano;
facciamo appello alle personalità del mondo della cultura, dell’arte e ai membri creativi  della nostra società, così come alle organizzazioni della società civile, per stabilire un ampio movimento per il giusto trattamento delle minoranze religiose nei paesi musulmani e per aumentare la consapevolezza sui loro diritti, e per lavorare insieme per garantire il successo di questi sforzi.
Facciamo appello ai vari gruppi religiosi legati dallo stesso tessuto nazionale per affrontare il loro stato reciproco di amnesia selettiva che blocca le memorie di secoli di vita comune e condivisa nella stessa terra; ci rivolgiamo a loro per ricostruire il passato facendo rivivere questa tradizione di convivialità e ripristinare la nostra fiducia condivisa che è stata erosa dagli estremisti con atti di terrore e di aggressione;
facciamo appello a i rappresentanti delle diverse religioni , sette e confessioni affinché  affrontino tutte le forme di fanatismo religioso, diffamazione e denigrazione di ciò che le persone hanno di sacro, così come tutti i discorsi che promuovano l’odio e il fanatismo;
E INFINE,
Affermiamo che è inconcepibile impiegare la religione con scopo di aggressione ai diritti delle minoranze religiose nei paesi musulmani.
Marrakesh
26 gennaio 2016