PRESENTAZIONE
Quando,
nel febbraio 2006, Yahya Pallavicini, imam
e vicepresidente della CO.RE.IS., è stato chiamato a far parte della Consulta
Islamica presso il Ministero dell’Interno, si è realizzato uno degli
obiettivi principali della Comunità Religiosa Islamica Italiana, costituitasi
proprio per dare un volto e un’ufficialità all’Islam in Italia. Sono
passati vent’anni esatti da quando il Papa Giovanni Paolo II aveva riunito
ad Assisi i rappresentanti di tutte le religioni della terra. Tra le altre
autorità islamiche, é stato accolto anche lo Shaykh ‘Abd al-Wahid
Pallavicini, che sarebbe stato proprio l’ispiratore e il catalizzatore del
gruppo di intellettuali musulmani che nel 1993 avrebbe dato vita alla
l’Associazione Internazionale per l’Informazione sull’Islam,
trasformatasi nel 1997 nella CO.RE.IS. Italiana.
Divenuto
musulmano nel 1951, lo Shaykh ‘Abd al-Wahid Pallavicini è stato uno dei
primissimi europei ad
abbracciare l’Islam, raccogliendo l’eredità spirituale del metafisico
francese René Guénon e mettendo in collegamento l’Occidente con la grande
spiritualità dell’Oriente islamico. Fin dall’inizio, la sua azione è
stata improntata al rafforzamento del dialogo tra le grandi religioni,
particolarmente i tre rami del monoteismo abramico: Ebraismo, Cristianesimo e
Islam. Alternando lunghi soggiorni all’estero a un’intensa attività in
Italia e in Europa, lo Shaykh Pallavicini si è convinto della necessità di
dare agli occidentali una migliore e più profonda conoscenza della religione
islamica, allo scopo di fugare pregiudizi e paure ingiustificati.
Seguendo
il suo esempio, la CO.RE.IS. ha intrapreso un’azione
di testimonianza e di informazione sulla civiltà islamica in Italia e in
Occidente, rappresentando così gli interessi religiosi dei musulmani presenti
in Italia e in Europa. Nell’Islam, infatti, non vi è un clero, ma sono
piuttosto i sapienti, ‘ulama’, a
svolgere una funzione di rappresentanza e di trasmissione della conoscenza,
aspetti centrali in una religione dal carattere essenzialmente intellettuale.
La necessità di
preservare il patrimonio più autentico della tradizione islamica, al riparo
da ogni contaminazione ideologica, è sentita come di vitale importanza dai
musulmani italiani.
La
CO.RE.IS. Italiana è, infatti, l’organizzazione che riunisce il maggior
numero di cittadini italiani musulmani, che sono ormai oltre 50 mila. Ha la
sua sede nazionale a Milano e 10 sedi periferiche in sette differenti regioni
italiane. Nell’ultimo decennio, la sua
azione si è concentrata particolarmente in tre ambiti distinti e
complementari. In primo luogo, seguendo la vocazione ecumenica che ha
caratterizzato la CO.RE.IS. sin dalla sua fondazione, si è dato inizio a
un’intensa attività di dialogo inter-religioso, in particolare con la
Comunità Ebraica e la Chiesa Cattolica. In secondo luogo, si è voluto far
fronte alle necessità degli insegnanti delle scuole pubbliche e private,
posti di fronte a una realtà studentesca in rapido cambiamento, organizzando
corsi di formazione sull’educazione interculturale. Infine, molte iniziative
pubbliche sono state dirette a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla
possibilità di una piena e armoniosa compatibilità tra fede islamica e
identità italiana, mentre sono stati avviati
rapporti di cooperazione in ambito internazionale con
la World Islamic League e la World
Islamic Call Society.
A
partire dal 1995, una delegazione della CO.RE.IS. Italiana è annualmente
invitata a rappresentare l’Islam in Italia
nel Congresso Internazionale Islamico del Cairo, organizzato dal Ministero
degli Affari Religiosi Islamici della
Repubblica
Araba d’Egitto. Nel 1997 la CO.RE.IS. Italiana ha firmato a Rabat, in Marocco,
un accordo bilaterale di collaborazione con l’ISESCO, l’organizzazione per
l’Educazione, la Scienza e la Cultura della Conferenza Islamica, la più
prestigiosa organizzazione mondiale che riunisce oltre 50 Stati islamici, del
cui Consiglio per l’Educazione e la Cultura in Occidente, Yahya Pallavicini
nel 2006 è stato nominato presidente. Nel 1998, la CO.RE.IS. ha favorito la
visita ufficiale in Italia di Ali ‘Abd al Rahman al-Hashimi, consigliere
religioso del Presidente degli Emirati Arabi Uniti, e ha organizzato il suo incontro
con Monsignor Toran, delegato pontificio per gli affari esteri dello Stato
Vaticano. Nello stesso anno, i membri della CO.RE.IS. sono stati invitati come
esponenti dell’Islam in Italia da S.M. il Re del Marocco Hassan II in
occasione delle celebrazioni che riuniscono i sapienti musulmani a Rabat nel
mese di Ramadan. In seguito si sono susseguiti molteplici inviti istituzionali
da parte della Repubblica Islamica d’Iran, dal Ministro degli Affari
Religiosi della Giordania, della Tunisia e della Malesia e dal Ministro
dell’educazione del Sultanato del Brunei per sviluppare scambi e
cooperazioni con i musulmani italiani ed europei.
Parallelamente
si sono poste le basi per una rappresentanza dell’Islam italiano al riparo
da collusioni fondamentaliste e da ingerenze politiche straniere. Nel 1996 la
CO.RE.IS. ha promosso la costituzione di un comitato giuridico per la stesura
di una bozza d’Intesa tra la Repubblica Italiana e la Comunità Islamica in
Italia, che ha riunito esperti di diritto islamico e autorevoli giuristi
dell’Università “La Sapienza” di Roma e dell’Università “Federico
II” di Napoli. La bozza di tale Intesa, pubblicata e presentata alle
istituzioni nazionali, è stata accolta con grande favore in ambito sia
accademico, sia politico.
In
tal senso la CO.RE.IS. è anche l’unica organizzazione islamica italiana che
ha presentato, nel 1998, istanza presso la presidenza della Repubblica per il
riconoscimento giuridico come ente morale per il culto islamico, ottenendo i
pareri favorevoli preventivi del Ministero dell’Interno e del Consiglio di
Stato nel 2001, ma restando ancora in attesa del definitivo decreto.
Tradizione senza clero, come si è detto, nell’Islam sono gli interpreti dei
valori fondamentali della religione a costituire il nucleo essenziale della
rappresentanza confessionale. È così che una carta dei “Fondamenti del
culto islamico” è stata elaborata nel 1998 e indirizzata al Ministero
dell’Interno, seguita da una lettera sui “Principi della Tradizione
islamica”, inviata nel 2006.
Per
quanto riguarda l’apertura di luoghi di culto islamici, altro problema di
notevole rilievo in Italia, nel 2000 la CO.RE.IS. Italiana ha ottenuto
l’autorizzazione da parte del Consiglio del Comune di Milano, con parere
unanime di tutte le forze politiche, per l’edificazione della Moschea al-Wahid - la Moschea dell’Unico - all’interno della sua sede
nazionale di via Giuseppe Meda n. 9 a Milano. Nello stesso anno Yahya Sergio
Yahe Pallavicini, vicepresidente della CO.RE.IS., è stato nominato membro del
Consiglio di Amministrazione del Centro Islamico Culturale d’Italia della
Moschea di Roma, stabilendo un rapporto con l’unica altra moschea ufficiale
in Italia. Dopo una prima fase di progettazione, i lavori per la costruzione
della Moschea al-Wahid di Milano
sono iniziati nel 2002, ma procedono a rilento a causa della carenza di fondi,
altro problema strutturale che affligge l’Islam europeo.
L’educazione
delle nuove generazioni è fondamentale per lo sviluppo di una società
interculturale e per prevenire i danni provocati dalla ghettizzazione e dalla
propaganda integralista. Si rende così necessario investire nella formazione
di imam italiani, che sappiano
integrare la profonda comprensione della dottrina islamica con la
partecipazione costruttiva alla vita pubblica. Ecco perché tra i principali
progetti portati avanti dalla CO.RE.IS. in questi anni, vi è la realizzazione
di un’Accademia di Studi Islamici
a Milano, gestita da italiani musulmani, primo punto di riferimento
intellettuale per le Istituzioni, i mass
media e tutti i cittadini. Con la Moschea al-Wahid,
l’Accademia verrebbe a
completare un ampio complesso di uffici, sale conferenze, aule, biblioteca e
foresteria, finalmente adeguato alle esigenze dell’Islam in Italia e in
Europa. Questo progetto infatti, è stato elaborato in partnership con l’Institut des Hautes Etudes Islamiques (IHEI), attivo in Francia dal
1986, con una vasta esperienza in ambito scientifico e accademico, in virtù
anche dell’esperienza del suo direttore generale ‘Abd al-Haqq Ismail
Guiderdoni, responsabile dell’Osservatorio astronomico di Lione. In
corrispondenza con i primi passi mossi dall’Unione Europea verso la
definizione di un modello europeo di Islam compatibile con l’ordinamento
comunitario, l’apertura a Milano della Moschea al-Wahid
e dell’Accademia di Studi Islamici
costituirebbero l’esempio visibile di Islam autentico e integrato, dando un
contributo fondamentale affinché l’Italia possa riprendere il suo storico
ruolo di protagonista e di ponte tra l’Occidente e l’Oriente, scongiurando
così il paventato scontro tra civiltà.
L’Accademia
di Studi Islamici potrebbe inoltre basare la sua attività su di un nucleo
già esistente di docenti qualificati. Fin dalla sua costituzione, infatti, la
CO.RE.IS. ha strutturato un corpo insegnanti capace di operare nella
formazione dei docenti scolastici, per una conoscenza approfondita della
tradizione islamica e per un’educazione che sia insieme civica, culturale e
interreligiosa, fondata sul rispetto e sulla valorizzazione delle differenze.
Tale riconosciuta competenza ha portato al suo inserimento, nel 1997,
all’interno della Commissione Nazionale per l’Educazione Interculturale
del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.
Negli
anni ha preso vita anche un’intensa attività scientifica e culturale
attraverso conferenze, convegni, seminari, mostre e presentazioni editoriali.
Nel 1998 la CO.RE.IS. Italiana è entrata anche a far parte, come
rappresentanza islamica, della giunta esecutiva del Comitato Patrimonio e
Memoria della Cultura del Mediterraneo promosso dal Ministero per i Beni
Culturali. L’anno seguente ha sottoscritto un accordo di collaborazione con
l’Università Federico II di Napoli per la realizzazione di un ciclo di
lezioni sulla Storia del diritto e della civiltà islamica, tenute da
Ahmad Vincenzo e raccolte nel volume Islam,
l’altra civiltà, pubblicato dalla Mondadori nel 2001. Parallelamente si
è tenuto, sempre all’Università Federico II, un corso di
aggiornamento per i docenti della scuola su Islam
e democrazia promosso dalla CO.RE.IS. e finanziato dalla Regione Campania.
Tra
le varie pubblicazioni elaborate dagli intellettuali musulmani della CO.RE.IS.
un riscontro particolare ha ricevuto il saggio L’Islam
in Europa. Riflessioni di un imam italiano di Yahya Pallavicini edito dal
Saggiatore nel
2004, con le prefazioni del Ministro Rocco Buttiglione e del Presidente
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Amos Luzzatto. Il volume ha vinto il
Concorso Mondiale per gli Studi Islamici e il 30 ottobre 2005 il premio è
stato conferito all’autore direttamente dal Presidente della Repubblica
della Tunisia Zine El Abidine Ben ‘Ali. La giuria ha deciso di premiare
Yahya Pallavicini, così si legge nel testo delle motivazioni, “per essersi
distinto come persona e rappresentante di un ente religioso che ha contribuito
a consolidare una immagine autentica dell’Islam nel mondo, testimoniando i
suoi principi di moderazione, solidarietà e cooperazione, con lo scopo di
arricchire il rinnovamento del pensiero della fede islamica attraverso il
dialogo e l’apertura intellettuale, contro ogni immobilismo ed
esclusivismo”.
L’impegno
dei cittadini italiani di estrazione occidentale, di fede islamica e di
sensibilità ecumenica ha assunto un ruolo ancora più importante dopo l’11
settembre 2001, quando si è resa ancora più evidente l’importanza si
isolare le pericolose deviazioni dei fondamentalisti e la necessità, da parte
delle istituzioni politiche e della società civile, di individuare
interlocutori affidabili e qualificati con cui affrontare un serio dialogo.
L’interesse
comune è quello di garantire lo sviluppo del pluralismo confessionale in una
società multietnica, dove tutti possano vivere dignitosamente la loro fede
nell’unico Dio, nel rispetto dell’ordinamento giuridico dello Stato, della
cultura nazionale e di ogni identità religiosa. Proprio
dall’onesta applicazione dei principi della tradizione islamica, consegue il
necessario rispetto delle leggi dello Stato in cui si vive, poiché i
musulmani autentici difendono la cultura della vita, la dignità inviolabile
dell’uomo e della donna, credenti e non credenti, i principi fondamentali di
ogni religione e civiltà. Pertanto, il musulmano non potrà compiere atti
contrari all’ordine, alla stabilità e alla coesione sociali, ma dovrà bensì
contribuire al benessere materiale e spirituale nonché allo sviluppo ordinato
e armonioso del mondo in cui opera.
A
seguito degli attentati del 2001, la CO.RE.IS. Italiana è stata invitata dal
Presidente della Regione Lombardia
Formigoni con l’intento di dare un segnale rassicurante di dialogo e pace
all’opinione pubblica. Parallelamente il Presidente della CO.RE.IS. Italiana
è stato ricevuto dal Vice-Premier Gianfranco Fini e d ai Ministri Frattini,
Giovanardi e Alemanno. A questi incontri sono seguiti comunicati stampa
congiunti di condanna al terrorismo e di sostegno alla minoranza islamica
europea. Nel settembre del 2004, il vice-Presidente Yahya Pallavicini è stato
ricevuto dal Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi in Quirinale e dal
Presidente del Senato Marcello Pera come rappresentante dell’Islam italiano
moderato, insieme agli altri firmatari del Manifesto
contro il terrorismo e per la vita.
A
fronte degli eventi drammatici che caratterizzano l’attuale scenario
internazionale, è importante dare un segnale di dialogo interreligioso e di
autentica fratellanza con le altre comunità di fedeli. In questa prospettiva
è stato ben accolto dai membri della CO.RE.IS. l’invito a partecipare,
unici rappresentanti islamici italiani, al primo congresso mondiale di Rabbini
e Imam per la Pace svoltosi a Bruxelles nel gennaio del 2005 , così come
alla sua seconda edizione tenutasi nel marzo dell’anno successivo a
Siviglia. Sempre nel 2006, negli spazi della sede nazionale della CO.RE.IS. e
delle future Moschea e Accademia, è stata ospitata la Comunità ebraica di
Milano che per la prima volta ha accettato l’invito da parte di una comunità
islamica. A settembre dello stesso anno, infine,
Yahya Pallavicini ha fatto parte delle delegazione islamica ricevuta da Papa
Benedetto XVI a Castel Gandolfo, durante la quale il Pontefice ha ribadito
l’impegno della Chiesa a proseguire nella strada del dialogo.
Questi incontri testimoniano l’importanza del riconoscimento reciproco tra credenti e costituiscono un esempio di vera pace all’interno del monoteismo abramico, affinché le tre tradizioni siano sempre consapevoli della loro comune origine spirituale.