500 anni dal Ghetto di Venezia

Venezia

Esattamente 500 anni fa, il 29 marzo 1516, veniva istituito a Venezia il primo ghetto al mondo

In occasione di questo straordinario evento la comunità ebraica ha inaugurato ieri, al teatro La Fenice, un anno intero di eventi culturali e artistici in Italia ma anche a Gerusalemme, negli USA e in Cina, per promuovere la conoscenza di una storia non solo drammatica ma anche di eccezionale fioritura e ritrasmissione spirituale e culturale nei secoli, tale da influenzare profondamente la società e lo sviluppo della civiltà europea e occidentale.

Come affermato dallo storico Simon Schama nella sua lezione magistrale prima del concerto, “se di fronte ai pericoli del nuovo antisemitismo tutti gli ebrei dovessero lasciare l’Europa domani, sarebbe una tragedia prima di tutto per l’Europa stessa”. E anche negli interventi del presidente del World Jewish Congress, ambasciatore Ronald Lauder, dei presidenti dell’UCEI, Renzo Gattegna, e della Comunità ebraica di Venezia Paolo Gnignati, è stata messa in luce l’influenza fondamentale che proprio gli ebrei del ghetto di Venezia hanno favorito per l’Italia, il mondo ebraico e l’Occidente in campo sapienziale, religioso, spirituale, artistico, civile.

È a questo esempio di unione armoniosa fra identità occidentale e religiosa monoteista all’interno della nobile famiglia del profeta Abramo che come musulmani italiani ed europei guardiamo, particolarmente lieti di aver preso parte ieri sera a un evento d’eccezione anche per quelle minoranze religiose che ancora aspirano a vivere integralmente la spiritualità in armonia con la fedeltà ai valori civili europei.

Ancora i migliori auguri ai nostri fratelli ebrei per l’inizio di questo anno di attività culturali e artistiche, con l’auspicio che siano occasione di riflessione e monito per sradicare ogni nuovo ghetto, non solo fisico, ma soprattutto mentale e culturale.

Alla serata e concerto inaugurale hanno preso parte anche la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, il rabbino capo di Venezia rav Shalom Bahbout e il sindaco Luigi Brugnaro.

I prossimi eventi vedranno l’inaugurazione della mostra a Palazzo Ducale “Venezia, gli Ebrei e l’Europa. 1516-2016” e il restauro del Museo Ebraico.

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Da destra, i rappresentanti della COREIS Yahya Zanolo e Isa Benassi, S.E. il patriarca di Venezia Francesco Moraglia e il rabbino capo rav Shalom Bahbout