Anno della Misericordia: Sfida Giubileo, Roma si blinda.

Roma

"E un’occasione dl rilessione anche per i musulmani" . *Yahya Pallavicini su Il Messaggero dell'8 dicembre 2015

C’è una evidenza profetica nell’iniziativa di Papa Francesco di promuovere il Giubileo della Misericordia. La crisi dell’uomo nei confronti del mondo è anche mancanza di comunicazione.

La mancanza di comunicazione, comprensione e affidabilità tra alcuni governanti dell’Oriente e dell’Occidente, l’insoddisfazione dei popoli illusi dalle primavere arabe dall’emancìpazione della modernità, la corruzione nella politica e la violenza del terrorismo giustizialista, lo stravolgimento ambientale, l’incremento della miseria intellettuale e materiale, sono tutti elementi che richiedono con urgenza un ritorno alla Misericordia di Dio.

Questo ricordo della Misericordia assume un carattere universale ed ecumenico proprio perché non si limita al Giubileo dei cristiani cattolici ma rappresenta un’occasione di conversione spirituale e di rinnovamento nella fratellanza anche per i musulrnani in Italia come per ogni altro credente nel mondo.  Se non ci unisce la Misericordia, la sua ignoranza ci dividerà irreparabilmente.

Secondo la dottrìna islamica, Dio è al-Rahman e ar-Rahim, il Misericordioso nella trascendenza e nell’immanenza, e l’uomo ha la responsabilità di custodiree e servire questo Suo Attributo prezioso con una gestione intelligente della Terra e con una concentrazione illuminata per il mondo superîore.
La perdita di questo orientamento al Misericordioso rischia di disorientare i musulmani  provocando non solo ideologi che strumentalizzano la politica e rivoluzionari che abusano della religione, ma anche una grave dimenticanza della vera natura della fede e dell’umanità. Senza il concorso della grazia del Misericordioso quale umanità e quale fede potrà mai svilupparsi?

La particolare coincidenza di questo inizio del Giubileo con la celebrazione ebraica delle luci di Channukah e con la devozione alla Immacolata Concezione di Maria condivisa sia da cristiani che da musulmani ci sembra un ulteriore elemento simbolico di convergenza delle tre comunità che hanno radici nel monoteismo del patriarca Abramo. Nel rispetto delle nostre provvidenziali specificità e nel riconoscimento di un comune mistero di Misericordia, questo Giubileo può rappresentare un’occasione benedetta di meditazione e collaborazione. E di cui tutti insieme, ebrei, cristiani e musulmani abbiamo un forte bisogno per superare l’oscurità dell’odio e dell’egoismo.

Con questa intenzione anche la nostra Moschea al-Wahid di Milano ha convocato un momento di raccoglimento spirituale e di preghiera al Misericordioso per questo fine settimana che sia di richiamo è per tutti i credenti sensibili ad un nuovo ciclo di Pace e Verità.

*Imam. Vicepresidente Coreis (Comunità Religiosa Islamica) Italiana. Coordinatore Comitato per il dialogo interreligioso della Grande Moschea di Roma.