Buon Pesach e Buona Pasqua

Auguri per una Santa Pasqua e Pesach ai nostri fratelli e sorelle nel Cristianesimo e nell’Ebraismo.

Cari fratelli e sorelle nell’ebraismo e nel cristianesimo,

Santità Papa Francesco,

Sua Eccellenza Antoniy Sevryuk, Archimandrita della Chiesa Russa Ortodossa in Italia,

Sue Eccellenza Monsignor Anba Barnaba, Vescovo della Chiesa Copta in Italia,

Caro Rav Pinchas Goldschimdt, Presidente della Conferenza dei Rabbini d’Europa,

Caro Rav Alfonso Arbib, Presidente dell’Assemblea Rabbinica d’Italia,

Buon Pesach e Buona Pasqua.

 Liberazione e Resurrezione sono termini con significati che hanno delle provvidenziali specificità nella tradizione ebraica e cristiana e che non possono essere equiparati nelle dottrine e nei linguaggi della altre comunità. 

Il rispetto di questa sacra ricorrenza di festa e di questa specificità provvidenziale rappresenta forse un metodo di avvicinamento fraterno che permette la scoperta di un mistero e di una identità dottrinale superiore e benedetta tra ebrei, cristiani e musulmani. 

Evitare sia artificiose associazioni che esasperate divisioni corrisponde ad una disciplina spirituale che ci permette di coltivare la profondità della fratellanza che è solidale nel rispetto dell’Unità e delle differenze. 

Eppure nei linguaggi dei maestri del monoteismo del Patriarca Abramo si possono trovare anche straordinarie convergenze che danno una lettura sia universale che particolare di alcuni termini e circostanze della vita. 

Così ogni festa diventa anche una occasione per riscoprire la propria famiglia spirituale ma anche una occasione per riconoscere e rispettare e augurare ogni bene al fratello e alla sorella delle altre famiglie del Dio Unico. 

Con questo spirito mi sia consentito di avvicinarmi alle vostre sante feste e pregare affinché anche i miei fratelli e sorelle nell’islam possano cogliere questa occasione per almeno riflettere sugli insegnamenti che la dottrina islamica trasmette sulla Liberazione e sulla Resurrezione. C’è molto bisogno di Liberazione come anticipazione di quella Resurrezione spirituale!

Il mio pensiero va ad alcuni segni di distruzione che hanno colpito città simboliche come San Pietroburgo in Russia o Tanta in Egitto dove la violenza criminale ha ucciso uomini e donne al centro della testimonianza del cristianesimo ortodosso e copto. Si tratta per noi di due famiglie spirituali di grande tradizione e qualità a cui rivolgiamo le nostre preghiere e i nostri auguri. 

Non sono musulmani coloro che hanno organizzato queste azioni, sono individui senza fede, speranza, carità, giustizia, educazione, amore, conoscenza, individui senza Dio e contro la Verità, l’Intelligenza e la Libertà della Religione. 

I segni della crisi provocano ulteriori conflitti armati e militari nella decadenza di alcuni politici e nella corruzione di alcuni governanti. Eppure le autorità religiose e la maggioranza delle persone oneste e coerenti con la sensibilità spirituale, culturale e civile sanno trarre forza per una riflessione critica e costruttiva, aggiornare il nostro impegno per il bene e sviluppare la nostra collaborazione fraterna portando consolazione concreta a chi è alla ricerca di sopravvivere alle miserie.

Poche settimane fa, alcuni musulmani hanno condiviso un momento di confronto con i cristiani cattolici al Santuario del Divino Amore a Roma su invito della Conferenza Episcopale Italiana. Trovate qui in calce il link al testo della meditazione che ho presentato in quella circostanza. Mi auguro che questa lettura possa accompagnarsi alle benedizioni della vostra festa. 

Auguri per una Santa Pasqua e Pesach ai nostri fratelli e sorelle nel Cristianesimo e nell’Ebraismo.

Imam Yahya Pallavicini

Presidente, COREIS Comunità Religiosa Islamica Italiana