Gerusalemme sui navigli

20140606

Moschea al-Wahid    Milano

Tutti i presenti sono rimasti soddisfatti e profondamente colpiti dall’incontro di venerdì 6 giugno 2014 nella Moschea Al–Wahid di Milano. È uno dei tanti segni di un pomeriggio che ha unito diversi mondi: dai rappresentanti religiosi cristiani ed ebrei ma anche musulmani – sì, perché erano presenti le delegazioni di due differenti centri islamici di Milano – fino alle Istituzioni del Governo Italiano e del Comune, a esponenti della società civile e intellettuali.

Ognuno con il suo ruolo e conservando la propria specificità ha testimoniato l’impegno costruttivo per il dialogo e la pace. La Moschea Al–Wahid ha favorito l’incontro di persone che credono da tempo in questi valori – non coloro che seguono l’onda della moda del dialogo interreligioso per opportunismo – uomini e donne che vivono questa rettitudine nel confronto in Italia e all’estero, che “bussano alle porte” di chi lavora per creare ponti, non solo in vista di Expo 2015, ma anche per Expo 2015. Qualcuno ha evocato la parabola dei “lavoratori della vigna dell’ultima ora” mentre qualcun altro ha affermato che questa moschea è come un monastero. Addirittura la Polizia che garantiva la sicurezza della manifestazione ha riconosciuto di essere entrata in un altro mondo nel cuore della metropoli. È forse questo il gusto della pace e dell’eternità? La Comunità Religiosa Islamica Italiana ha voluto dare un segnale in occasione dell’incontro in Vaticano di Papa Francesco con Shimon Peres e Abu Mazen. Possono forse i religiosi osare di più nel testimoniare che la pace da cercare non è solo in questo mondo? Speriamo che tutto ciò aiuti le comunità veramente religiose a sopravvivere nel ricordo incessante dell’Unico Dio. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e condiviso questo momento.