Nella Sinagoga «Scolanova» a Trani l’abbraccio fra ebrei e musulmani

Trani

La comunità ebraica accoglie i musulmani. L'incontro è avvenuto nella Sinagoga «Scolanova»

La Gazzetta del Nord Barese, 5 gennaio 2016

TRANI. “La tenda di nostro padre Abramo  era aperta su tutti i quattro lati”; poche ore prima dell’entrata dello Shabbat, la comunità ebraica di Trani ha accolto nella Sinagoga Scolanova con questa citazione della Torà (la Legge ebraica codificata nei 5 libri o Pentateuco) i fedeli islamici guidati da Shaykh i Abd al-Wahid Pallavicini (presidente del Co.re.is., la Comunità Religiosa Islamica italiana) e dal figlio Imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini (vice-presidente Coreis.). Ad accogliere i membri della comunità islamica il consigliere e assessore ai rapporti istituzionali per il Sud Italia della comunità ebraica di Napoli avv. Cosimo Yehudà Pagliara e il responsabile culturale della sezione di Trani, il pianista Francesco Lotoro.

È scritto nella Toràh che il patriarca Avraham (Abramo), già molto anziano, quando scorse all’orizzonte e nella calura del deserto le sagome dei tre malachìm (angeli) Gabriel, Refael e Michael avvicinarsi alla sua tenda, gli corse incontro e li ospitò nella propria tenda per servirli. Abbracciare il proprio fratello e ospitarlo nella propria tenda sono segni che da sempre danno il senso e la misura della mitzvà (precetto ebraico) dell’accoglienza. Avraham è il primo dei patriarchi del popolo ebraico ma è anche il patriarca di altri popoli, arabi e persino drusi sono discendenti di Abramo; ripercorrendo le orme del Patriarca che, come è scritto in Genesi 12:9 “camminava e viaggiava verso sud”; gli ebrei tranesi hanno aperto le porte di Scolanova per accogliere i propri fratelli islamici, discendenti da Abramo tramite il figlio Ismaele.

Francesco Lotoro ha illustrato agli ospiti la storia della presenza ebraica in Trani e in Puglia e l’importanza di Scolanova, restituita al culto nel 2004 dopo una lunga parentesi di quasi cinquecento anni; Cosimo Yehudà Paglìara ha parlato ai presenti del contenuto e dei profondi significati della Parashà (capitolo I della Torà) di Vayerà.

Lo Shaykh Pallavicini e l’Imam, con parole colme di gratitudine e commozione, hanno salutato gli ebrei e i musulmani convenuti a Trani, ringraziando tutti per l’ospitalità loro riservata.
A quel punto, cosi come richiesto dai fedeli islamici e con l’autorizzazione dal Rabbino Capo di Napoli, ebrei e musulmani hanno insieme attrezzato la Sinagoga Scolanova per consentire agli ospiti islamici di effettuare la loro preghiera del venerdì (giorno festivo dell’Islam). Davanti all’Aaron Codesh (il tabernacolo), oltre alla cortina davanti all’armadio che custodisce il Sefer Torah di Trani, si è posta una mechitzà (grata di separazione) mentre nello spazio restante della sinagoga si è ricavato lo spazio per la preghiera islamica.

Infine una passeggiata le vie della Giudecca ha coronato una giorno memorabile di amicizia, dialogo e condivisione di un tesoro di incalcolabile valore ossia quello della fede nell’unico Dio e nella comune discendenza abramitica. Probabilmente era dai tempi di Federico II che in Puglia non accadeva qualcosa di simile; ma è accaduto a Trani, città profondamente amata dagli ebrei della Diaspora e di Israele e forte diuna plurisecolare storia ebraica tornata d’attualità con la rinascita dell’ebraismo in Trani e la riapertura della Sinagoga Scolanova loro concessa dall’amministrazione comunale.

La comunità ebraica tranese è attualmente al gran lavoro per preparare l’edizione 2016 della Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica Lech Lechà che quest’anno si terrà dal 14 al 19 marzo.