Religioni e fine-vita: in Vaticano una dichiarazione interreligiosa

Città del Vaticano

Papa Francesco ha incontrato una delegazione di ebrei, cristiani e musulmani da tutto il mondo per firmare un documento congiunto sulle cure palliative

Circa 40 alti rappresentanti di Ebraismo, Cristianesimo e Islam hanno firmato oggi 28 ottobre 2019 nella Casina Pio IV in Vaticano una Dichiarazione congiunta su alcuni temi relativi al fine-vita e alla promozione delle cure palliative, nella quale si invita a “conferire maggiore forza e intensità alla tutela e alla promozione della dignità umana in un momento così delicato e vulnerabile come è il passaggio del morire”.

In essa si sottolinea come il fatto che “le religioni abramitiche trovino un’intesa per esprimere in modo condiviso il loro impegno è un evento di grande rilievo”.

L’iniziativa, a cui ha preso parte con un saluto anche il pontefice Francesco, è stata promossa dalla Pontificia Accademia per la Vita presieduta da S.E. Mons. Vincenzo Paglia.

Il dialogo interreligioso non dovrebbe essere fine a se stesso – ha sottolineato l’imam Yahya Pallavicini – Tra religiosi dovremmo sempre più lavorare insieme anche per salvaguardare il sacro in alcun campi specifici come la tutela dei luoghi di culto, dei migranti, dei poveri, del Creato e, come fatto oggi con Papa Francesco, sui temi relativi al fine-vita”.

Di alto rilievo e fama internazionale tutta la rappresentanza costituita dai primi 40 firmatari di questa Dichiarazione congiunta.

Da parte ebraica erano infatti presenti i rabbini David Rosen, presidente dell’International Council of Christians and Jews, che ha moderato la tavola rotonda, Rav Avraham Steinberg dell’Israeli National Bioethics Council, un delegato di rav David Lau (Rabbino Capo ashkenazita d’Israele) e, per l’Italia, il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni.

Da parte cristiana cattolica hanno firmato e sostenuto l’iniziativa i presidenti di tre dicasteri: S.E. card. Peter Turkson (Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale), S.E. card. Miguel Ayuso (Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso) e S.E. card. Kurt Koch (Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani).

Diversi i rappresentanti anche da parte ortodossa, fra cui delegati del metropolita Hylarion, Presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del patriarcato di Mosca e di Justin Welby, Arcivescovo di Canterbury.

Il mondo islamico era ben rappresentato da Shaykh Bin Bayyah, presidente del “Muslim Forum for Peace” (Emirati Arabi Uniti) con Shaykh Hamsa Yusuf Hanson e, dall’Indonesia, più popoloso paese islamico al mondo, da Samsul Anwar, presidente del Central Committee of the Indonesian Muhammadiyah e da Kyai Marsudi Syuhud (Nahdlatul Ulama). Per l’Islam italiano erano presenti e hanno firmato il presidente della COREIS Italiana, imam Yahya Pallavicini, il segretario generale della Confederazione Islamica Italiana AbdAllah Cozzolino e Yassine Lafram, presidente UCOII.