Vicinanza fraterna ai musulmani bosniaci

23 anni fa, l’11 luglio 1995, accadeva a pochi passi dall’Italia il genocidio di un popolo di musulmani europei, definito il peggiore massacro avvenuto in Europa dopo la seconda guerra mondiale

Secondo le stime ufficiali, 8.372 uomini e ragazzi musulmani vennero assassinati a Srebrenica, per oltre un migliaio dei quali il riconoscimento e le sepolture sono ancora in corso.   In occasione di questa commemorazione, il Presidente della COREIS (Comunità Religiosa Islamica) Italiana, Imam Yahya Pallavicini, vuole esprimere a tutti i musulmani di origine bosniaca residenti in Italia la propria solidarietà fraterna.   L’auspicio è che, nel riconoscere oggi quella che fu una tardiva reazione delle Istituzioni Europee nel 1995, incredule di tanta premeditata e organizzata violenza omicida coperta da “giustificazioni giuridiche, falsità di comunicazione e complicità strategiche”, le Istituzioni del 2018 possano non solo condannare, ma anche prevenire qualsiasi tipo di discriminazione, schedatura e violenza a uomini e donne sulla base della loro appartenenza religiosa.   Domani alle ore 11.30, presso il Senato della Repubblica, si terrà un evento di commemorazione con i senatori Emma Bonino, Pier Ferdinando Casini e S.E. Josip Gelo, Ambasciatore di Bosnia ed Erzegovina in Italia.

 
L’imam Yahya Pallavicini con il Gran Mufti emerito di Bosnia Mustafa Ceric, primo mufti europeo