La dichiarazione di Abu Dhabi: Rifiutare l’estremismo religioso violento e promuovere un benessere condiviso

ABU DHABI, 4 gennaio 2015


Traduzione a cura della COREIS (Comunità Religiosa Islamica) Italiana

13 dicembre 2014

La religione è una forza etica e spirituale sublime che mira a guarire la società umana, garantire la sicurezza e la pace tra le persone e assicurare la dignità umana e i diritti che ne derivano. Tuttavia, alcuni estremisti fanno abuso della loro religione, distorcendone l’immagine al fine di perseguire obiettivi non religiosi. Essi proiettano immagini violente che contraddicono e violano l’essenza della loro religione.

Rifiuto categorico dell’estremismo religioso violento e delle sue pretese giustificazioni

La religione è sempre più abusata a sostegno dell’estremismo violento, che si identifica con una violenza giustificata da un’ideologia religiosa estremista che non riconosce e non onora la dignità umana e i diritti che ne derivano. Ci sono altre forme di estremismo violento come, ad esempio, quelle ideologie di carattere politico o etnico che pretendono giustificare l’uccisione di innocenti. Mentre deploriamo e condanniamo ogni forma di estremismo violento, noi, come leader religiosi, accettiamo la responsabilità particolare di rifiutare, condannare e agire contro l’estremismo religioso violento. Siamo impegnati a mobilitare le grandi risorse delle nostre rispettive tradizioni religiose per agire insieme e aiutare a vincerlo.

Oggi, l’estremismo religioso violento provoca l’uccisione di innocenti, immense sofferenze, l’erosione della fiducia tra i diversi gruppi e infiamma la contrapposizione sociale. Inoltre, le ideologie religiose estremiste e violente deformano in modo perverso e distorcono le eredità delle tradizioni religiose che pretendono di rappresentare. L’estremismo religioso violento non è limitato a un gruppo, regione, cultura, religione o periodo storico. Oggi è una piaga per il mondo intero.

L’estremismo religioso violento impiega spesso il terrorismo – forma virulenta di estremismo violento progettato per seminare paura – al fine di promuovere i suoi scopi che possono includere il desiderio di dominare gli altri, controllare risorse e ottenere potere politico. Estremisti religiosi violenti si nascondono dietro a false dottrine religiose per giustificare i loro atti e usare giustificazioni morali grossolanamente errate per infliggere terrore contro “gli infedeli”.

Siamo profondamente preoccupati dal fatto che l’estremismo religioso violento sia ormai maligno e in metastasi. Ogni ostilità legata alla religione, ogni attacco, ogni crimine di odio, ogni insulto, ogni umiliazione viene amplificata dai media e invia un’onda polarizzante che sta alimentando un aumento di ostilità sociale che, a sua volta, si somma alle seduzioni dell’estremismo religioso violento. Nuove forme di social media sono ampiamente e abilmente utilizzate per reclutare giovani all’estremismo religioso violento.

Noi – nel rispetto delle nostre differenze religiose – siamo moralmente uniti nel respingere ogni forma di estremismo religioso violento. Si tratta di false ideologie religiose di odio, non di Pace. Esse oscurano e distorcono la lente attraverso la quale individui e gruppi possono valutare ciò che è giusto o sbagliato. E questo avviene a tutti i livelli della vita umana, compreso quello dei sentimenti, che sono allo stesso tempo offuscati, volgarizzati e infiammati. Queste ideologie religiose violente e distorte favoriscono l’accettazione di barbarie e massacri, giustificandoli, dicendo che sono “giusti”. In fondo, condividono l’errore fatale di non riuscire a riconoscere e onorare la dignità umana universale e i diritti che ne derivano. Questo abuso della religione è gravemente sbagliato; è una fonte di angoscia per tutti i credenti sinceri e non dovrebbe in alcun modo essere confuso con la varietà di sforzi da parte religiosa per definire con attenzione e limitare rigorosamente il diritto all’uso della forza per autodifesa.

Identificare chi fomenta l’estremismo religioso violento

Mentre noi rifiutiamo categoricamente ogni sorta di giustificazione per l’estremismo religioso violento, ci rendiamo conto che esso spesso è “guidato” o “promosso” da una varietà di fattori. La comprensione di questi fattori può orientare i nostri sforzi a vincere l’estremismo religioso violento. Questi fattori possono essere raggruppati come segue:

  • Fattori ideologico-religiosi: si tratta di interpretazioni errate della religione che pretendono di giustificare la violenza basandosi sul fatto che all’interno di tutte le religioni vi sono testi che potenzialmente possono essere oggetto di abuso a sostegno della violenza. Queste ideologie religiose si presentano con una propria storia che pretende di rappresentare la verità di una data religione. Questa falsa espressione della storia di una religione deve essere smascherata, smontata e sostituita da autentiche “contro-narrazioni” che portino in primo piano il rispetto di ogni religione umana, della dignità e il rifiuto di ogni estremismo violento, nonché di ogni forma di violenza culturale. In realtà, queste “contro-narrazioni” di Pace sono le “narrazioni fondanti delle religioni “. La narrazione fondante di ogni religione è la pace e la dignità umana.

  • Fattori socio-economici: essi comprendono violazioni diffuse dei diritti umani fondamentali, la povertà, la mancanza di opportunità di miglioramento nella società e il fallimento dei governi nel fornire servizi di base, compresa l’istruzione. Il legame tra queste condizioni deplorevoli e l’estremismo violento deve essere riconosciuto apertamente e deve trovare una risposta attraverso la promozione del buon governo, dello stato di diritto, della tolleranza, affrontando la povertà globale ed eliminando molti dei fattori che possono “spingere” le persone verso l’estremismo religioso violento.

  • Fattori psicologico-spirituali: questi ultimi comprendono il bisogno psicologico e spirituale di appartenenza ad un gruppo e il desiderio di essere parte di qualcosa di più grande di sé stessi. Questi possono includere anche il desiderio di rispondere ad un affronto al senso personale o collettivo di dignità. Il fascino psicologico di questo estremismo violento deve essere contrastato offrendo concrete opportunità di costruire una vita ricca di significato, in particolar modo attraverso modalità innovative di affrontare le ingiustizie più durature e di contribuire al bene comune.

Crediamo che ognuno di questi cosiddetti “fattori” che guidano all’estremismo religioso violento debbano essere ulteriormente analizzati e trovare una risposta grazie alle qualità e alle risorse delle comunità religiose. Inoltre, è evidente che questi fattori vengono potentemente amplificati attraverso nuove forme di media e abili campagne finanziate, volte a reclutare persone in forme di estremismo violento. Così, oltre a rispondere a queste tre tipologie di fattori, vi è la grande necessità di coinvolgere i media, in particolare i social media per contrastare l’estremismo religioso violento.

La necessità di un approccio multi-religioso

Le nostre comunità religiose possono e devono rispondere a tutti i “fattori” di estremismo religioso violento. La risposta multi-religiosa è una dimostrazione religiosa concreta ed efficace contro l’estremismo religioso violento. Essa mostra chiaramente che le diverse comunità religiose condividono interessi comuni e sono pronte ad impegnarsi insieme, nel rispetto delle differenze religiose.

Gli approcci multi-religiosi costruiscono solidarietà attorno alle aree di interesse comune e rendono chiaro che “l’altro” da un punto di vista religioso può essere riconosciuto come un alleato, non certo un nemico. E’ anche chiaro che un attacco contro qualsiasi religione è, alla base, un attacco a noi tutti.

La forza e la potenza delle nostre risposte multi-religiose sono radicate nella fedeltà di ciascun credente alla sua rispettiva religione e nel comune impegno a collaborare nella lotta contro l’estremismo religioso violento. Noi concordiamo sul fatto che la Pace, la quale à molto di più che la semplice assenza di conflitto, sia “positiva”, e che chiami ogni comunità religiosa a trovare solidarietà con la dignità, la vulnerabilità e il benessere “dell’altro”, con la profonda forza dei suoi rispettivi insegnamenti spirituali e morali. Tali insegnamenti sono specifici di ogni tradizione religiosa. Essi comprendono l’aperto riconoscimento delle ferite inflitte reciprocamente, la lotta per la giustizia, il sacrificio di sé stessi per il benessere degli altri, la lotta alla sofferenza degli innocenti, restituire il bene al male, la ricerca del perdono e della riconciliazione e, infine, esprimere compassione illimitata e amore nelle azioni.

La necessità di un approccio con diversi “stakeholder”

Per rispondere in modo efficace ai “fattori” dell’estremismo religioso violento, abbiamo bisogno di un approccio “multi-stakeholder”, coinvolgendo i governi, la società civile e le comunità religiose, ognuno dei quali dovrà giocare il proprio ruolo complementare e decisivo. Ognuno dovrà usare i propri punti di forza per disinnescare i fattori dell’estremismo religioso violento e ognuno dovrà contribuire a suo modo ad uno stato positivo di pace che promuova la giustizia, incoraggi la riconciliazione per ferite del passato, sostenga la dignità di tutte le persone e promuova la prosperità umana condivisa. Devono essere promossi inoltre dei meccanismi aggiuntivi al fine di migliorare la collaborazione a tutti i livelli.

Invito ai governi e alle Nazioni Unite

L’approccio “multi-stakeholder” per contrastare l’estremismo religioso violento deve essere equilibrato e deve concentrarsi a contrastare da un lato i fattori dell’estremismo religioso violento e dall’altro la minaccia dei gruppi estremisti. Si dovrebbe riconoscere inoltre che un approccio di eccessiva attenzione agli aspetti legati alla sicurezza rischia di produrre risultati controproducenti. In questo senso sono degne di lode le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ci ricordano che tutti gli sforzi contro l’estremismo violento devono rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali e devono essere in accordo agli altri obblighi del diritto internazionale.

Notiamo anche che gli approcci di maggiore successo prevedono il coinvolgimento di tutti gli elementi della società e la partecipazione delle donne. Il coinvolgimento delle donne è cruciale. Ad esempio, deve essere valorizzata e sostenuta la capacità unica propria delle donne di operare in diversi settori e di identificare e trovare delle reazioni alla radicalizzazione delle giovani generazioni.

Una chiave del successo sarà anche il coinvolgimento dei giovani. I giovani devono essere messi nelle condizioni di avere voce in politica e nel dibattito pubblico internazionale al fine di poter contribuire a plasmare la società in cui vivono. Questo impegno positivo aiuterà a contrastare l’esca psicologica dell’estremismo religioso violento.

Alla luce di queste considerazioni, invitiamo

i governi a:

  1. Cessare e desistere dal finanziare e sostenere gruppi estremisti religiosi. Sostenere questi gruppi permette loro di crescere e commettere atti terroristici futuri.

  1. Indebolire i fattori dell’estremismo religioso violento promuovendo la tolleranza, il rispetto reciproco e lavorando per eliminare tutte le forme di oppressione e di violenza.

  1. Lavorare per ridurre la povertà e sviluppare istituzioni stabili in grado di fornire servizi essenziali volti a diminuire i fattori socio-economici di estremismo violento.

  1. Incoraggiare politiche di inclusione e sviluppare una forte società civile per indebolire la presa psicologica dei fattori che spingono le persone verso i gruppi estremisti.

  1. Riconoscere e sostenere il lavoro di gruppi religiosi, multi-religiosi, le loro donne, gruppi di giovani e la società civile come principali attori nella lotta all’estremismo violento.

le Nazioni Unite e gli Stati membri a:

  1. Attenersi (Stati membri) a tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza per combattere l’estremismo violento.

  1. Adempiere (Stati Uniti) a tutti gli “Obiettivi del Millennio” e all’Agenda post-2015 per lo sviluppo sostenibile per contribuire ad eliminare i fattori socioeconomici che spingono le persone vulnerabili verso forme di estremismo violento.

  1. Facilitare (Le Nazioni Unite, tra cui in particolare l’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite) i governi e altre parti interessate a formare alleanze e sinergie per contrastare l’estremismo violento.

Invito alle comunità religiose, a Religioni per la Pace e al Forum per la Pace nelle società musulmane

Sulla base del comune impegno per la pace, chiediamo

alle comunità religiose di:

  1. Prendere l’iniziativa di smascherare, demistificare, respingere l’abuso della religione volto a promuovere (false) giustificazioni per l’estremismo religioso violento, promuovendo gli insegnamenti autentici delle proprie rispettive religioni che respingono l’estremismo violento e affermano l’universale dignità umana, in particolare attraverso l’educazione religiosa nei luoghi di culto.

  1. Promuovere la dignità umana attraverso programmi concreti volti a superare le violazioni dei diritti umani, la povertà, la mancanza di servizi di base e altre minacce gravi alla dignità umana, in particolar modo con programmi che investano nei giovani e nelle donne.

  1. Impegnarsi in un dialogo che risolva i conflitti e aumenti la comprensione tra le comunità per promuovere convivenza e rispetto della dignità umana.

  1. Fornire ai gruppi giovanili religiosi strumenti per iniziative di formazione tra pari e programmi di consulenza con sensibilità religiosa che rifiutino l’estremismo religioso violento e affermino la dignità umana.

  1. Essere solidali con tutti i credenti, con gli uomini e le donne di buona volontà per condannare l’estremismo religioso violento.

a Religioni per la Pace e al Forum per la Pace nelle società musulmane a:

  1. Riunire i rispettivi insegnamenti delle diverse tradizioni religiose del mondo riguardanti il rifiuto dell’estremismo religioso violento e la promozione del bene; costruire programmi di istruzione e formazione basati su questi insegnamenti e diffonderne la conoscenza.

  1. Utilizzare i materiali di cui sopra per fornire una formazione di base in lotta contro l’estremismo religioso violento attraverso l’intero movimento Religioni per la Pace – il Consiglio Mondiale, i sei Consigli regionali, i 90 Consigli nazionali e i gruppi, il Network Donne di Fede e il Network Giovanile Interreligioso.

  1. Rispondere con programmi intensivi sulla lotta contro l’estremismo religioso violento in aree di crisi o crescente vulnerabilità, compresi i programmi che uniscono l’assistenza strategica umanitaria con le formazioni più specifiche e altri programmi volti a combattere l’estremismo religioso violento.

  1. Impegnarsi in partnership multi-religiose con le comunità religiose e le loro organizzazioni associate.

  1. Costruire partnership con diversi stakeholder per sostenere i programmi multi-religiosi, compresi quelli progettati per responsabilizzare i giovani e le donne a lavorare insieme per affrontare le cause dell’estremismo religioso violento.

  1. Sfruttare le voci autorevoli delle comunità religiose del mondo attraverso campagne di larga scala sui social media per smascherare e delegittimare l’uso improprio dei significati religiosi come falsa giustificazione per l’estremismo religioso violento (ad esempio campagne mediatiche che combinino la forza di religiosi anziani, donne e giovani).

  1. Programmi avanzati che coinvolgono personalità religiose qualificate per la de-radicalizzazione e la riabilitazione di giovani che hanno ceduto all’estremismo religioso violento (programmi da realizzare in accordo alle relative leggi locali).

Messaggio di Speranza

Viviamo in un momento critico della storia, ma una famiglia umana globale sta emergendo e questo dà motivo di speranza. L’estremismo religioso violento va resistito ed esso non intacca certo la nostra speranza.

Insegnamenti religiosi fondamentali sulla Pace e l’universalità della dignità umana, il rispetto per le differenze religiose e un impegno multi-religioso per agire insieme sono potenti antidoti all’estremismo religioso violento. Attraverso la collaborazione delle comunità religiose, governi, organismi intergovernativi e altri attori della società civile, sarà possibile non solo contrastare l’estremismo religioso violento, ma anche costruire il bene comune che onora la dignità umana e favorisce il fiorire di una famiglia globale.

Al termine di questo incontro benedetto dei rappresentanti di tutte le religioni che sono al servizio della pace e della promozione della cultura e della virtù della pace, i partecipanti esprimono la loro gratitudine agli Emirati Arabi Uniti, al loro presidente Sheikh Khalifa bin Zayed Al Nahyan e al suo Principe Ereditario Sheikh Mohammed bin Zayed Al Nahyan, a Sua Altezza Sheikh Abdullah bin Zayed Al Nahyan, Ministro degli Esteri degli UAE per aver ospitato questo importante incontro e fornito tutto l’incoraggiamento e il sostegno necessari per il suo successo.

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