Lo Spirito di Assisi a Roma

20 ottobre 2020

Lo Spirito di Assisi a Roma

Roma Vaticano

Una delegazione della COREIS Italiana formata dal Presidente, l'imam Yahya Pallavicini, dal Segretario Generale Abd al-Ghafur Masotti e dal Coordinatore Giovani, Muhammad Pallavicini, ha partecipato a Roma il 20 ottobre 2020 al 34mo incontro internazionale della Comunità di Sant’Egidio nello Spirito d’Assisi intitolato “Nessuno si salva da solo. Pace e Fraternità”

(Nella foto un momento di preghiera dei rappresentanti musulmani nei locali dei Musei Capitolini)

L'incontro si è svolto a Roma sul colle del Campidoglio, in un’unica sessione pomeridiana, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, e in contemporanea in modalità telematica, unendo centinaia di piazze “virtuali” in tutt'Italia.

Sul palco, che ricordava molto, anche se più in piccolo, lo storico incontro di Assisi di 34 anni fa voluto da San Giovanni Paolo II, a cui partecipò il fondatore della COREIS, il compianto Shaykh Abd al-Wahid Pallavicini, erano presenti i rappresentanti delle varie religioni del mondo che, insieme alle Istituzioni italiane, hanno dato a turno la loro testimonianza sul tema della pace e della fratellanza.

“Lo spirito di Assisi si rinnova oggi a Roma, in un tempo segnato da gravi minacce mondiali, che provocano sofferenza, povertà e timori”, ha esordito il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, continuando definendo “di grande significato ribadire qui, in Campidoglio, le ragioni della pace, l’abbraccio e l’amore fraterno tra le confessioni religiose solidali nella preghiera, affinché gli uomini trovino insieme la strada del riscatto futuro”.

Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'egidio, ha ripreso questo tema dell'importanza delle religioni per la pace, citando il teologo Paul Ricoeur: “Le religioni hanno un senso, che sembra piccolo ma è grande: liberare il fondo di bontà degli uomini, andarlo a cercare laddove si è nascosto”.

Papa Francesco ha affermato con forza che “nessun popolo, nessun gruppo sociale potrà conseguire da solo la pace, il bene, la sicurezza e la felicità. Nessuno”, ricordandoci, sulla scorta della sua terza enciclica “Fratelli Tutti”, di “essere una comunità mondiale che naviga sulla stessa barca, dove il male di uno va a danno di tutti”. Occorre disporsi ad essere “artigiani di Pace”.

Insieme a quella del rabbino capo di Francia rav Korsia Haim, molto importante è stata la presenza e la testimonianza del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I il quale, dopo la celebrazione ecumenica insieme a Papa Francesco nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli, ha affermato: “Siamo completamente d’accordo con l’invito-sfida di Papa Francesco ad abbandonare l’indifferenza o anche il cinismo che governa la nostra vita ecologica, politica, economica e sociale in genere, come di unità centrate su sé stesse o disinteressate, e a sognare il nostro mondo come una famiglia umana unita».

Il mondo musulmano era presente con una ricca delegazione formata, oltre che dalla COREIS, anche dalla Grande Moschea di Roma e da rappresentanti venuti da tutta Italia. Mohamed Abdelsalam Abdellatif, Segretario Generale del Comitato Superiore della Fraternità Umana, ha letto il messaggio dell'Imam Ahmad Al-Tayeb, dal titolo “Curiamo insieme le ferite umane”.

Il rettore dell’Università di Al-Azhar che nel febbraio del 2019 ha redatto e firmato insieme a Papa Francesco il “Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la Cooperazione Comune”, invita a “scoprire i valori di misericordia giustizia e tolleranza: facciamo tornare alla gente il sorriso strappato da guerre e conflitti. Forse sono sogni ambiziosi, ma non difficili per Dio”.

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