"Un cammino di speranza" nel Dialogo Interiore

Pubblicato il 7 ottobre 2026

"Un cammino di speranza" nel Dialogo Interiore

 La COREIS ha ricevuto e letto con cura la recente nota “Un Cammino di Speranza” promossa anche dal Dicastero per il Dialogo Interreligioso a sessant’anni dalla Dichiarazione conciliare Nostra Aetate.

In particolare, soffermiamo la nostra attenzione sul capitolo III. I frutti e le sfide della Dichiarazione Nostra Aetate oggi e sul punto 39:

“Come conseguenza della riflessione teologica e dell’evoluzione pastorale del dialogo interreligioso, seguendo l’intuizione originaria di San Paolo VI, il dialogo[77] si attua ormai in vari ambiti, recepiti nel documento intitolato Dialogo e Annuncio: il dialogo nella vita, che abbraccia la quotidianità multi religiosa, sia nei villaggi, sia nelle città, grandi e piccole; il dialogo nell’azione con iniziative comuni, che i seguaci delle diverse religioni possono intraprendere di comune accordo; il dialogo teologico – fatto da esperti – che consiste nel confronto tra le conoscenze religiose su un piano prevalentemente dottrinale; infine, il dialogo dell’esperienza religiosa, portato avanti soprattutto dai monaci e dalle monache aderenti al Dialogo Interreligioso Monastico”.

La Commissione del DIM Italia è un’organizzazione che raccoglie uomini e donne con una vocazione contemplativa di varie comunità religiose per promuovere il dialogo specificamente a livello di ricerca e approfondimento spirituale, nel pieno rispetto delle specifiche identità e delle differenze di linguaggi dottrinali e rituali.

Dal 2013 al Monastero camaldolese di Fonte Avellana, una delegazione della COREIS partecipa regolarmente al Dialogo Interreligioso Monastico coordinato da Frate Matteo Nicolini Zani. Nel 2019 la sede della Moschea al-Wahid di Milano ha ospitato la riunione annuale dei membri con la partecipazione di Don Giuliano Savina, direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo della CEI.

Una delegazione COREIS ha partecipato anche quest’anno all’incontro del DIM Italia (Dialogo Interreligioso Monastico) ospitato dal 28 settembre al 1° ottobre dall’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (PI). L'Istituto Lama Tzong Khapa è un Centro internazionale di Buddhismo Tibetano, fondato nel 1977 da due monaci tibetani nella suggestiva cornice delle colline toscane. Da allora numerosi monaci e monache si sono avvicendati per preservare e trasmettere il buddhismo della tradizione Mahayanaa a chiunque intenda approfondire la pratica di questa importante tradizione. È affiliato all’Unione Buddhista Italiana e dal 1982 ha ospitato cinque volte la visita del Dalai Lama.

Abd al-Ghafur Masotti e sua moglie Fatima hanno commentato che "Le conversazioni hanno spaziato dalla presentazione dei cicli di studio della dottrina e ritiro meditativo che si tengono al Centro, al tema dei voti monastici femminili. Pur non essendovi nell'Islam un monachesimo nelle stesse forme di altre tradizioni, è per noi il Patto solenne con il Messaggero dell'Islam a sancire l'entrata in una via contemplativa. Un patto iniziatico che trascende le distinzioni di genere, che non esclude dalle responsabilità nel mondo esteriore ma che inizia con un distacco dal mondo delle apparenze e dalle sue sovrastrutture illusorie verso una via di santa obbedienza nella Conoscenza dell’Identità del Dio Unico e nel riconoscimento della dinamica della Sua grazia spirituale".

All'incontro di Pomaia ha partecipato anche la consigliera COREIS Aisha Lazzerini "Questi incontri di dialogo tra uomini e  donne di Dio, cercano di  proporre una testimonianza di Verità che ispiri  una comunicazione e una comunione di sostegno reciproco più profonda tra le diverse famiglie spirituali. Siamo grati al Centro di Buddismo tibetano Lama Tzong Khapa di aver ospitato questo incontro di convergenza spirituale onorando l'insegnamento di Sua Santità il Dalai Lama, nella sua duplice funzione di autorità spirituale e maestro in esilio dalla sua nobile terra. Come musulmani questo ci richiama un altro santo esilio, quello del Profeta Muhammad, che da Medina riuscì a guidare la nascita della prima comunità islamica, superando le divisioni tribali interne e istituendo un principio di libertà religiosa e un patto di collaborazione tra le diverse comunità di ebrei, cristiani e musulmani".

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