Sermoni

Fede su fede

Egli è Colui che ha fatto discendere la Sua presenza pacificante nel cuore dei credenti per aggiungere fede alla loro fede. Allah possiede le forze dei cieli e della terra, Egli è saggio e sapiente.

Surat al-fatH, la vittoria, XLVIII: 4.


O credenti, benvenuti ad una nuova occasione di riconoscimento dell’azione pacificante di Allah.

Con il termine sakinah si traduce la presenza pacificante di Allah che abita nel cuore del Suo credente sincero. Secondo al-Tabari e Ibn Ajiba () può assumere il significato di tranquillità sacra come espressione della Misericordia di Allah e anche il senso di pazienza nel portare avanti il carico dell’ordine di Allah. Al-Isfahani () dice che il termine corrisponde alla “presenza di un angelo che vive nel cuore del credente e provvede al suo sostegno” oppure alla condizione che il credente realizza quando ha cessato di inseguire le inclinazioni dei desideri. Altri dicono che sakinah equivale all’Intelletto puro.

Ciò che il musulmano deve ricordare è quindi la possibilità di accedere ad una ospitalità eccezionale della presenza di Allah in lui. Si tratta di un incontro speciale che il cuore ospita tra l’elezione e la purezza del credente e la discesa di una presenza spirituale che pacifica la tensione e illumina l’intelletto. Ma si tratta anche di un incontro tra una condizione anticipata di beatitudine e una declinazione operativa, pratica, esteriore, orizzontale di “sostegno” superiore alla realizzazione del carico dell’ordine di Allah. Dunque non è una stazione ma una condizione dinamica di pace interiore che accompagna l’interpretazione del credente nel mondo.

E la Rivelazione prosegue descrivendo una conseguenza di questa discesa e di questa presenza di Pace: li-yazdadu imanan ma’a imanihim, per aggiungere fede alla loro fede. Sempre Ibn Ajiba () interpreta questa ripetizione della fede che si aggiunge alla fede dei credenti come una intensificazione della certezza nella fede, altri descrivono questa aggiunta come lo sviluppo della fede nelle opere di adorazione, nell’articolazione del culto dalla testimonianza alla preghiera, alla carità, al digiuno, al pellegrinaggio. Da un lato, l’aggiunta è una intensificazione della natura della fede e, da un altro lato, è uno sviluppo progressivo della fede nella vita rituale.

Al-Tirmidhi () approfondisce e richiama un altro aspetto nel suo commento a questo versetto su questa fede di Allah che si aggiunge alla fede in Allah del Suo credente sincero. Il nostro maestro ci dice che coloro che sono in una tensione di avvicinamento (makan al-qurba) possono ricevere una intensità d’eccezione nel momento in cui hanno fatto prevalere la sete spirituale sulle passioni e hanno raggiunto una sensibilità per una comunicazione metafisica. Ciò che si aggiunge o che si intensifica corrisponde alla discesa di una condizione di Pace che appartiene alla condizione di Allah che si integra nel Suo servitore sulla base del suo livello di fede. “Si tratta di una misura straordinaria simile a quella che Allah ha indicato al profeta Ibrahim () quando questi ha costruito la Ka’ba intuendo le sue misure fisiche dall’ombra che il tempio invisibile generava, o ancora, simile alla Parola di Allah che dall’interno dell’Arca dell’Alleanza ha ispirato le azioni del popolo d’Israele.”

O credenti sinceri, c’è già una pace nei vostri cuori dovuta alla testimonianza e all’esercizio della vera religione ma non vi sorprenda la facoltà che Allah ha concesso a Se stesso di trasmettere nuove Rivelazioni che aggiungono e intensificano e rivitalizzano la presenza di fede e di Pace che già abita nei vostri cuori e ispira le vostre azioni. Ricordiamoci che non siamo i proprietari del dono della fede che è una manifestazione di Allah che appartiene alla pre-eternità. Essa non corrisponde alla concezione che ci facciamo di essa e non è determinata dalle contingenze o dalla nostra capacità di gestione. Al musulmano spetta semmai il dovere di coltivare questo dono prezioso e, così facendo, si apre alla discesa di una ulteriore certezza sulla natura sacra e spirituale della fede che porta Pace, stabilità e superiorità, grazie alla obbedienza per la tensione autentica e in previsione del fine ultimo della vita. Ciò che il musulmano percepisce non è tanto la sensazione della Pace che incrementa ma la meraviglia della Rivelazione che si svela in forme e modi nuovi aprendo livelli e scenari nascosti e segreti insieme a ulteriori occasioni di verifica interiore e di adattamento tradizionale esteriore. E tutto questo sembra poter accompagnare l’avvicinamento e l’anticipazione verso una conclusione benedetta della Via percorsa.

Che Allah ci doni la Sua stabilità e non la nostra! Che Allah ci doni la Sua superiorità e non la nostra! Che Allah ci doni la Sua Pace e non la nostra! Temiamo Allah e il Suo profeta ().


Cari fratelli e sorelle,

Al-Tustari () commentando il versetto odierno dice che “Allah si manifesta all’inizio con lo svelamento della Conoscenza, poi con le forme di mediazione, poi con lo Spirito di Pace e, infine, con le visioni anticipate che corrispondono alla visione secondo l’essenza della realtà.”

Quando la Rivelazione dice che Allah possiede le forze dei cieli e della terra, wa lillahi junudu al-samawati wa-l-arDi, al-Tustari () interpreta le forze secondo differenti tipologie: “Le Sue forze nei cieli sono i profeti (anbiya’) mentre sulla terra sono i Suoi amici (awliya’). Le Sue forze nei cieli sono i cuori (qulub) mentre sulla terra sono le anime (nufus). Qualsiasi cosa Allah potenzia può essere iscritto tra le Sue forze. Se potenzia la tua anima inferiore, questa ti distruggerà. Allo stesso modo, se la tua anima inferiore potenzia il tuo cuore, ti condurrà al raggiungimento del desiderio. Se, invece, il tuo cuore potenzia la tua anima inferiore e le tue membra fisiche, allora saranno ricollegati alla giusta proprietà del comportamento (adab), saranno costretti all’adorazione (‘ibada), e saranno rivestiti di sincerità nel servizio (ikhlaS fi-l-‘ubudiyyah). Tutto questo fa parte delle forze di Allah.”

Cari fratelli e sorelle,

che meraviglia la scienza dei maestri che ci guidano ad elevare e approfondire la visone della realtà ricollegando i segni ai rispettivi livelli di pertinenza. I cuori e le anime, i profeti e gli eredi, sono forze di Allah nei cieli e sulla terra. Nei cieli, i profeti e i cuori, sulla terra, gli eredi e le anime, sono tutte forze di Allah. C’è forse qualcosa che è al di fuori della Sua forza? C’è forse un luogo dove la Sua forza non passa? C’è forse una terra senza anime e senza eredi che non siano tutti direttamente ricollegati ai cieli e ai cuori e ai profeti? Ma davvero alcuni individui s’inventano uno spazio privo e alternativo alle forze di Allah, un luogo dove altre influenze possano prevalere per gente senza cuore, senza profeti e senza l’attitudine di volgere lo sguardo ai cieli, con timore per Allah? Ma può mai esistere un posto solo terrestre, solo per anime, senza maestri, senza tradizione, scollegato da ogni realtà e forza superiore? Una terra di mezzo che pretende frapporsi tra l’Unità dei cieli e della terra, pretende ergersi tra profeti ed eredi, pretende invertire l’ordine tra i cuori e le anime a beneficio di un fenomeno che si sostituisce al carattere del Principio per opporre potenze sottili alle forze divine? Che desolazione vive chi si inventa una illusione così grossolana e così artefatta.

Ai tempi dei profeti alcuni maghi e stregoni cercavano di opporsi alla Rivelazione per difendere l’idolatria e le loro scienze decadute che erano progressivamente diventate occulte. Ai tempi degli eredi sono invece falsi profeti e fasi maestri che cercano di suggestionare la fede speculando sulle arti e sui linguaggi della tradizione. Le schiere delle anime incantate sono aggregate dagli errori e dagli orrori dell’ingenuità che funge da alibi alla complicità.

Vincere l’avversario non è possibile scendendo a compromessi con il suo piano orizzontale di opposizione e falsità. Occorre ritirarsi al centro del quadro tradizionale e riprendere a salire più in alto, ritrovare il riparo della profezia, severa e generosa, a cui è stata affidata la scienza della chiave per aprirsi alla meta. Combattere sul Via di Allah con la conduzione del Profeta () non corrisponde a confrontarsi con l’avversario per provare l’emozione di una serie di battaglie ma significa essere guidati a concentrarsi sul ricordo sempre nuovo e incommensurabile di Allah. Quando il musulmano segue il profeta () in questo carattere del combattimento gusta già la vittoria a prescindere dalla forma degli episodi della vita esteriore in questo basso mondo. Il musulmano realizza così l’identità di essere un uomo dell’istante all’interno della tradizione e non un guerriero che alterna stati di forza a stati di viltà mentre insegue le circostanze che si moltiplicano nella loro inconcludenza tra passato e futuro.

Preghiamo il Profeta () che amministra le forze divine nei cieli e sulla terra, nei cuori e nelle anime e ci guida in questo mondo verso l’estinzione e verso l’Unità nella Verità della fede e nella Pace dello Spirito.


Imam Yahya

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