illā tanSurūhu fa-qad naSarahu Allāhu idh akhrajahu alladhīna kafarū thāniya-(i)thnayni idh humā fī-l-ghāri idh yaqūlu li-SāHibihi lā taHzan inna Allāha ma‘anā fa-anzala Allāhu sakīnatahu ‘alayhi wa ayyadahu bi-junūdin lam tarawhā wa ja‘ala kalimata-lladhīna kafarū-s-suflā wa kalimatAllāhi hiya-l-‘ulyā wa Allāhu ‘azīzun Hakīmun
Se voi non andrete in soccorso dell’inviato, ebbene, già lo aveva soccorso Allah quando i miscredenti lo hanno scacciato, ed erano in due, quando entrambi stavano nella caverna ed egli ha detto al suo compagno: «Non essere triste, Allah è con noi». Allah ha fatto discendere su di lui la presenza che acquieta e lo ha sostenuto con eserciti invisibili, e ha reso infima la parola dei miscredenti mentre quella di Allah è parola somma, Allah è potente e saggio.
Surat al-tawbah, il pentimento, IX: 40.
O credenti benvenuti a questa salat al-jumu’a di questo nuovo mese sacro di Muharram, nel nuovo anno hijri 1447.
Muhammad ibn Jarīr al-Tabarī () commenta questo versetto con grande attenzione. Ci insegna che Allah () ha intenzione di chiarire ai credenti musulmani che è Lui il costante soccorso del Suo messaggero e che il Suo soccorso è vincente contro ogni opposizione e aspettativa differente. I nemici del messaggero di Allah sono i nemici della religione e saranno sconfitti comunque, nonostante le loro trame o le loro forze. Non importa se le forze del nemico appaiono innumerevoli e se gli alleati del profeta dell’Islam appaiono deboli e scarsi, questi ultimi vinceranno sul nemico del messaggero di Allah, sui nemici della religione. Per questo, quando il Profeta chiede un aiuto, sarebbe un bene per i suoi compagni corrispondere a questa richiesta ed essere “con lui” nel sostegno divino e contro i nemici che saranno i perdenti.
La compagnia di Abu Bakr nella fuga con il Profeta da Makkah e dalla cospirazione dei Quraysh che vogliono attentare alla vita del Profeta inducendoli a nascondersi insieme in una caverna del monte Thawr, è una compagnia che si accompagna alla compagnia divina.
In questa situazione, un compagno dice all’altro: “Non ti preoccupare!”. Infatti, uno dei due temeva che i nemici potessero trovare il posto dove erano nascosti, ma l’altro lo rassicurava ricordandogli: “Allah è con loro due e li proteggerà, il nemico non saprà dove sono e non li troverà.”
Una tradizione riportata da Anas bin Malik () [da Thābit, da Hammām, da ‘Affān e Habbān, da Ya’qūb bin Ibrahim bin Jubayr al-Wāsitī ()] attribuisce ad Abu Bakr () la seguente narrazione:
“Quando ero insieme al messaggero di Allah nella caverna e i piedi dei politeisti erano sopra le nostre teste, dissi: “O messaggero di Allah, se uno di noi si alzasse solo con il proprio piede, il nemico ci vedrebbe!” Rispose: “Abu Bakr, cosa pensi di due che hanno come terzo la compagnia di Allah (o “dai quali Allah è il Terzo”) (yā Abā Bakr mā Zannuka bi-(i)thnayni Allāhu thālithuhumā)?”
La presenza pacificante di Allah, sakīnataHu, è una compagnia di tranquillità sublime nella quale discendono e permangono gli spiriti angelici che i politeisti non possono vedere, ma è questa evidenza gerarchica e vittoriosa a restituire alla miscredenza la sua collocazione inferiore e di inevitabile sconfitta.
laqad tāba Allāhu ‘alā-n-nabiyyi wa-l-muhājirīna wa-l-anSāri alladhīna ittaba‘ūhu fī sā‘ati-l-‘usrati min ba‘di mā kāda yazīghu qulūbu farīqin minhum thumma tāba ‘alayhim. innahu bihim ra’ūfun raHīmun
Allah Si è rivolto al Profeta, agli emigrati e agli ausiliari che lo hanno seguito nell’ora dell’avversità, dopo che i cuori di alcuni stavano per deviare. Si è convertito a loro, Egli con loro è dolce ed è pieno di misericordia (IX: 117).
Con la seconda hijrah del profeta Muhammad () e del suo fedele compagno Abu Bakr () da Makkah alla costituzione di Madinah, con l’accompagnamento degli altri muhârijûn, gli emigrati, e il sostegno degli anSâr, gli ausiliari di Yathrib, la vita di ogni musulmano cambia in modo radicale.
Infatti, se da un lato, i musulmani sono costretti ad abbandonare le loro radici e i loro possedimenti terreni per scoprire l’inizio di una vita nuova altrove, questa emigrazione è generale e prevede per tutti la cessazione della resistenza passiva nei confronti dei miscredenti e la necessità di un distacco dal luogo della corruzione. Solo da questo distacco inizia il processo per una conversione integrale che possa, in-sha’Allah, permettere ad ogni musulmano il ritorno al Centro in una condizione purificata, che si manifesterà poi dieci anni dopo anche con la conquista pacifica di Makkah da parte dei musulmani e l’ultimo pellegrinaggio del Profeta. Secondo alcuni sapienti, ai tempi del Profeta (), chi non è partito da Makkah per Madinah non è un musulmano autentico soprattutto se
adotta la scusa di un attaccamento viscerale ai suoi beni materiali e pretende di fare l’eroe dell’Islam lontano dal Profeta in tutti i sensi e ad ogni livello.
Gli ipocriti che restano indietro ancorati alle loro effimere e pretestuose preoccupazioni sugli averi e sugli impedimenti tradiscono la nuova hijrah che si aggiorna ogni istante in una conversione alla Verità interiore ed esteriore che cambia la mentalità da tribale a universale.
Il frutto di questa hijrah è la riunione della civiltà islamica tra i compagni del Profeta Muhammad (), la rinascita di una compagnia Muhammadiana di credenti in un Principio Metafisico, Unico ed Assoluto, una compagnia che pratica l’adorazione e la carità, il servizio e l’ospitalità, la lealtà ai Patti, il combattimento per il bene, la custodia, la testimonianza e la ritrasmissione. Da Madinah in poi, il Profeta, gli emigrati, gli ausiliari, i credenti e gli alleati sono tutti insieme interpreti di una civiltà tradizionale, sempre antica e sempre attuale, ma che è sicuramente l’ultima a rivolgersi verso Allah nel sacro ricordo e nel sincero timore ma senza false paure.
Cari fratelli e sorelle,
Il mese di Muharram dona ai musulmani la nuova occasione di vivere la vittoria della fede seguendo il modello del Profeta Muhammad () e la sua hijrah, la sua migrazione dal centro di Makkah alla futura capitale della civiltà musulmana di Madinah.
Nella città di Makkah il Profeta aveva richiesto di poter annunciare il culto all’Unico, Allah, ma la sua richiesta venne negata dagli idolatri e dai potenti delle varie tribù e la sua persona e dignità divennne oggetto di attacchi e minacce. Il profeta Muhammad () partendo improvvisamente da Makkah lascia nella sua città natale le sue figlie Fatimah, Zaynab, Ruqayyah e Umm Kulthum ().
Egli è consapevole del loro sacrificio di sopportare espropri e vessazioni da parte di individui selvaggi e senza fede. “Le mie figlie sono più salve sotto l’occhio vigile di Allah che sotto la mia ala protettrice” sarebbe stata l’attestazione del Profeta sulla vera natura della divina Protezione.
Dal fondamento di questa intenzione chiara al sacrificio, di questa testimonianza al Principio Unico e di questa reazione alle visceralità dei politeisti, parte l’inizio del ciclo della storia islamica, il nuovo computo del tempo che trasforma la cultura locale delle tribù pagane in un ciclo di civiltà tradizionale basata su una concezione sacra del tempo.
I governatori musulmani delle varie provincie si rivolgevano al califfo ‘Umar ibn al-Khattab () a causa della confusione dei tempi e dei ritmi. La necessità di sancire un sistema non caotico del tempo richiedeva di stabilire la data di inizio del nuovo calendario. Vennero presentate tre proposte per questa data: il giorno della nascita del Profeta, il giorno della sua morte e il giorno di arrivo del suo esilio.
La nascita del profeta Muhammad a Makkah è una data significativa agli occhi dei compagni. Infatti, il mese di Rabī‘ al-awwal commemora sia la sua nascita che la sua morte e anche l’inizio effettivo della sua migrazione. Mentre la concertazione era in corso, un intervento illuminato di ‘Ali bin Abi Talib () mise in evidenza il valore simbolico della hijra secondo il suo compimento con l’ingresso del profeta Muhammad () nella futura città di Madinah. Questo arrivo e questo ingresso sancisce il cambiamento di un’epoca, l’alba di una umanità che rompe con i legami tribali.
Un intervento decisivo di ‘Uthman ibn ‘Affan () sottolineò il valore sacrale del mese di Muharram e di come la sua posizione, a seguito del mese rituale del pellegrinaggio, rappresenta proprio un nuovo inizio per l’uomo purificato e rinato nella religione primordiale. Grazie a questo accordo venne sancito l’inizio del calendario islamico hijri.
Imam Yahya