Voi che credete, tenete fede ai patti. Vi sono permessi gli animali delle greggi eccetto ciò che vi diremo. Non vi è lecito cacciare mentre vi trovate in stato di sacralità, Allah decreta quel che vuole, - voi che credete, non profanate i riti di Dio, né il mese sacro, né le vittime sacrificali, né le loro collane, né quelli che si dirigono alla casa sacra cercando un favore da parte del loro Signore e il Suo compiacimento, cacciate quando tornerete in stato profano. Ma l’odio contro un popolo che vi ha escluso dal sacro Tempio non vi spinga a trasgredire, invece aiutatevi l’un l’altro nella pietà e nel timore di Allah e non appoggiatevi l’uno all’altro nel peccato e nella prevaricazione. Temete Allah, Allah castiga violentemente.
Surat al-Maida, la Tavola imbandita, V: 1-2
O credenti,
benvenuti in questa prima salat al-jumu'a del nuovo anno hijri 1448! Alhamdulillah, siamo entrati nel mese sacro di Muharram che è anche l'ultimo mese sacro di questo trimestre.
Il primo versetto del capitolo quinto richiama alla fedeltà ai Patti per i musulmani e per i credenti tra di loro. Allah ci richiama a realizzare l'applicazione integrale dei Suoi comandamenti, sia quando la comunità musulmana deve trovare un accordo con persone che non riconoscono la religione, sia quando si è sancito un patto direttamente con il profeta Muhammad e sia quando si è raggiunto un accordo con altre comunità di credenti.
La natura sacra di questi patti rimanda ad un accordo sancito con Allah, anche quando il campo di azione è familiare, commerciale o politico. La natura degli animali sacrificati è ben diversa quando viene a mancare l'intenzione di una corrispondenza con il carattere del sacrificio e, soprattutto, la differenza diventa ancora più rilevante quando le bestie immolate sono state oggetto di un culto idolatrico. Il rispetto dei precetti può passare dallo scrupolo nell'alimentazione e nel nutrimento, ma parte dalla proprietà nella ritualità del sacrificio.
Il secondo versetto della surat al-mā-ida si concentra ancora sulla sacralità rituale. Sha'ā'ir significa ritualità e spazio rituale. In questo versetto i musulmani e i pellegrini sono richiamati a distinguere bene tutto ciò che è sacro da ciò che non lo è e che non fa parte della forma religiosa islamica, lo statuto sacro (ihram) del pellegrino musulmano deve essere vissuto con cura e integralmente, senza corruzioni e compromessi di altra natura o con forme estranee all'Islam. La radicale assenza di violenza da esprimere soprattutto in questi tempi e spazi sacri è un aspetto fondamentale nel rispetto del carattere rituale del mese sacro.
Parallelamente, il versetto enfatizza il carattere straordinario di un tempo di quattro mesi rispetto agli altri mesi del calendario. Ogni anno, mese, giorno e notte sono tempi sacri ma vi sono istanti, momenti, tempi, mesi, che hanno un carattere sacro straordinario rispetto a quello di altri mesi, ed è il caso di mesi proprio come il primo dell'anno, il mese di Muharram, che segue gli altri due mesi sacri precedenti Dhu-l-Qa'da e Dhu-l-Hijjah, oltre al settimo mese, Rajab.
Infine, il versetto del Sacro Qur'an sottolinea la santa relazione che collega ogni musulmano con l'adorazione per la Sacra Casa, nella ricerca del Suo premio e della Sua soddisfazione. La realizzazione del pellegrinaggio è un atto con cui il pellegrino cerca il gradimento di Allah che può contemplare anche ricadute positive nei campi della vita in questo basso mondo. Ad accedere a questa ritualità ci sono i primi compagni che hanno subito persecuzioni e privazioni, ma anche altri nuovi convertiti dell'ultima ora che hanno approfittato del successo dell'Islam sui potenti e sui ricchi del ciclo precedente. Alcuni di loro erano stati nemici combattuti nelle prime battaglie ma ugualmente la Rivelazione e il Profeta garantiscono anche per questi ultimi la protezione e il rispetto dovuto ai compagni nella religione. Come gesto di pari dignità tra anziani e giovani membri della comunità, il profeta Muhammad li ha riuniti tutti insieme in un combattimento vittorioso, destinando il bottino come premio solo ai nuovi convertiti di Makkah per favorire così l'esaurimento di qualsiasi risentimento covato in altri tempi passati contro i musulmani, per permettere a loro, ai loro familiari e ai loro compagni la purificazione da ogni risentimento per ingiustizie materiali e familiari subite.
Narra Ibn Ishaq: «le tribù dei Quraysh si incontrarono nella residenza di 'AbdAllah ibn Jud'an in riconoscimento del suo onore e del suo lignaggio. Insieme fecero un patto che sanciva che nessuno della loro gente o di altre famiglie di Makkah avrebbe mai dovuto subire alcuna ingiustizia senza che tutti gli altri si fossero battuti accanto a lui per la difesa dei suoi diritti e dei suoi averi. I Quraysh chiamarono questo accordo Hilf al-Fudūl, l'Allenza dei Virtuosi. A riguardo il messaggero di Allah ha detto: "Io ero presente al momento dell'alleanza nella casa di 'AbdAllah ibn Jud'an, un'alleanza che non scambierei neanche per dei cammelli rossi. Se io fossi invitato ad entrare nell'Islam sulla base di questa alleanza, aderirei."»
'Āisha ha narrato che il messaggero di Allah Muhammad una volta portò a casa alcune pecore da sacrificare con un ornamento di ghirlande. Trasmesso dall'imam al-Bukhari e Muslim.
Cari fratelli, care sorelle,
ancora buon inizio nel nuovo anno hijri 1448 e buon inizio nell'ultimo mese sacro del trimestre che si conclude con questo mese di Muharram.
La Sunnah del profeta Muhammad ci aiuta a capire e aderire alla sacralità del tempo e dello spazio e agli insegnamenti contenuti in questi versetti molto densi. La sura della Mensa si è manifestata dopo la hijra a Madinah e il versetto secondo, in particolare, è stato trasmesso nell'anno della conquista di Makkah.
I maestri ci guidano a distinguere tra Patto ('ahd) e Accordo ('aqd). Il primo termine è una Intesa di Principio, il secondo termine è una Obbedienza nel sostenere tutti i vincoli che legano le parti tra loro. Rispetto a questo secondo termine i contraenti tra i Quraysh che sanciscono l'Alleanza dei Virtuosi si impegnano a rispettare tutti i contratti stipulati tra famiglie, cittadini, governatori e commercianti, in materie come i debiti e i crediti, gli acquisti, le vendite e gli affitti, i matrimoni e i divorzi, le dismissioni e le partecipazioni, le condizioni ed le eccezioni, che siano tutti all'interno del quadro del diritto divino.
Parallelamente, ci viene insegnato che quando i musulmani indossano l'ihram, essi vestono lo statuto di consacrazione e, quando si trovano in questa condizione, hanno il divieto di cacciare. Invece, tutti coloro, musulmani e non musulmani, che non sono in questo stato, possono cacciare.
C'è un dibattito tra sapienti se il riferimento alle collane di ghirlande sugli animali da sacrificare e l'abrogazione del pellegrinaggio degli ipocriti siano avvenuti in favore della esclusiva partecipazione dei musulmani alle ritualità di adorazione, di visita e pellegrinaggio alla Sacra Casa di Allah e per il dovere di estirpare radicalmente ogni aspetto di idolatria.
Ogni persona nello stato di consacrazione può comunque sperare che la ricaduta dei benefici possano irradiarsi anche sul piano personale, familiare, commerciale e patrimoniale. La soddisfazione di Allah per i Suoi adoratori non esclude i piani secondari e inferiori del teatro esteriore: i pellegrini non possono cacciare ma possono nutrirsi del cibo cacciato da altri purché sia sacrificato e lecito. In modo simile, i benefici e l'osservanza rituale durante i quattro mesi sacri continuano, seppure in altra forma, anche nel resto degli otto mesi dell'anno. L'importante è aderire al carattere e alla esatta proprietà del sacro dell'istante e cogliere integralmente questi gradi superiori e persino quelli inferiori distinguendoli radicalmente da quelli falsi e aiutarsi tutti a sostenersi insieme nella pietà e nel timore di Allah.
Si narra che un uomo arrivò a Madinah da Yamamah mostrando interesse a entrare nell'Islam, ma ripartì senza aver realizzato questo ingresso. Anzi, mentre usciva da Madinah, prese con sé dei cammelli di proprietà di alcuni musulmani medinesi. Dopo la conquista di Makkah, ma prima che venisse decretato il divieto di protezione per gli idolatri di compiere il loro pellegrinaggio, alcuni musulmani riconobbero lo stesso uomo mentre stava facendo ingresso a Makkah con i cammelli rubati adornati di ghirlande al collo per destinarli al sacrificio rituale. Mentre si concertavamo se permettere o impedire il suo ingresso con i cammelli, venne rivelato il versetto recitato oggi. In quella occasione si convenne di non interferire con le intenzioni e le ritualità dell'uomo ma, successivamente, venne stabilito che non ci sarebbe più stata alcuna concessione che potesse indurre a confondere l'identità dei riti dei credenti nella vera e ultima religione con i comportamenti degli idolatri.
Imam Yahya
